Caso liceo Roma: interviene il Garante della Privacy

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Da qualche giorno, ormai, si parla della storia sentimentale fra una preside di un liceo di Roma e uno studente della sua scuola. Il caso è divenuto subito mediatico, tutte le testate più importanti hanno cominciato a postare non solo la foto della donna, ma anche il nome e il cognome. Il ragazzino, invece, è stato tutelato in tutti i modi possibili. Tuttavia, per questo motivo come anche per il fatto che delle chat private sono state pubblicate online, il Garante della Privacy si è espresso contro tutta questa vicenda.

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Fonte: Pexels

Facciamo un brevissimo recap per chi si fosse perso la vicenda del momento, di cui un po’ tutti parlano. È tutto iniziato quando davanti al liceo è stata posta una scritta: «La laurea in pedagogia l’hai presa troppo seriamente». Poco dopo, le accuse da parte di uno degli studenti dell’ultimo anno, maggiorenne, che si è lamentato di come la donna lo provocasse, sebbene lui volesse lasciarla. La preside ha negato sin dal principio, dicendo anche di essere «felicemente sposata con un uomo meraviglioso».

Il ragazzo ha parlato con La Repubblica Roma, raccontando di come la relazione fosse iniziata a metà dicembre, durante l’occupazione. Gli studenti non hanno mai visto di buon occhio la preside. Il collettivo degli studenti ha fatto sapere che «dall’inizio dell’anno scolastico i rapporti con la dirigente non sono stati dei migliori, a partire dalla pubblicazione di circolari discriminatorie nei confronti degli studenti, che inserivano nel regolamento un dress code specifico per le ragazze, fino ad arrivare a tutte le problematiche che ci hanno portato ad occupare il nostro istituto».

Il culmine è stato raggiunto «la dirigente ha deciso di sollevare un professore dal suo incarico di vice preside, per motivi non ancora del tutto esplicitati e di dubbia legittimità. Vicepreside che è parte del corpo docenti da svariati anni e da sempre rappresenta un punto di riferimento per gli studenti». Tuttavia, dall’avere dei dissidi che con questa generazione che non si fa andare bene nulla ma che lotta sempre per ciò che vuole all’accusare di avere una relazione con un anello, ce ne vuole.

Sta di fatto che la reazione dei giornali non è stata per niente normale. Molte persone lo hanno già detto, ma noi lo ripetiamo: come non è stato pubblicato il nome del ragazzo (maggiorenne!), non doveva essere pubblicato neanche il nome della donna (maggiorenne anche lei). Per quanto la relazione possa essere considerata immorale, nessuno merita la gogna mediatica. Poi, non vorremmo buttarla sul sessismo, ma qualcuno di voi sa il nome del docente calabrese che molestava le studentesse? No, ovviamente. Perché dell’uomo si rispetta sempre la privacy.

Caso preside liceo Roma: interviene il Garante della Privacy

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Fonte: Pexels

Qualche giorno fa, il «Garante per la protezione dei dati personali ha disposto, in via d’urgenza, il “blocco” provvisorio di ogni ulteriore diffusione, anche on line, dei contenuti dei messaggi acquisiti e presentati, come loro trascrizione, in alcuni articoli pubblicati oggi da “la Repubblica” riguardanti la relazione intima che sarebbe intercorsa tra la dirigente di un liceo romano ed uno studente dello stesso istituto». Il problema, quindi, si è presentato nel momento in cui la Repubblica ha postato delle chat privata fra i due maggiorenni.

«Gli stralci dei messaggi riportano dettagli relativi ai rapporti personali, anche attinenti alla sfera sessuale, tra la preside (identificata con il nome e cognome e con alcune sue fotografie) e lo studente del liceo, maggiorenne, di cui viene pubblicato il (presunto) nome, indugiando sulle frasi che si sono scambiati e sulle circostanze dei loro incontri, che nulla aggiungono alla necessità di fare chiarezza sulla vicenda», scrivono ancora il 31 marzo scorso. Infine, concludono:

«Il Garante, nel richiamare il Codice privacy, il quale prevede che in caso di diffusione o di comunicazione di dati personali per finalità giornalistiche devono essere sempre rispettati i limiti del diritto di cronaca – rappresentati dalla tutela della dignità, della riservatezza, dell’identità personale e della protezione dei dati personali e, in particolare, il limite dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico, ha ritenuto di conseguenza necessario disporre il “blocco” provvisorio del trattamento nei confronti di Gedi, Gruppo Editoriale SPA, riservandosi ogni altra decisione a conclusione dell’istruttoria avviata sul caso».

Garante della Privacy

Nella giornata di ieri, poi, hanno esteso la limitazione «di ogni ulteriore diffusione dei messaggi scambiati tra la dirigente scolastica e lo studente del Liceo Montale di Roma» anche ad altre testate fra cui Open on line, Letto quotidiano, Il Giornale, Il Riformista, Skuola.net e La notizia giornale. Qui viene sottolineato che «i quotidiani hanno pubblicato alcuni articoli sulla relazione intima tra la preside, che viene identificata con il nome e cognome e con alcune fotografie, e lo studente maggiorenne, di cui viene riportato il nome di battesimo senza precisare se di fantasia o meno, riportando dettagli relativi ai rapporti personali anche attinenti alla sfera sessuale».

Infine, ricordano che «nella diffusione di dati personali per finalità giornalistiche, il diritto di cronaca deve tutelare dignità, diritti e libertà fondamentali della persona. Un principio, richiamato anche nelle Regole deontologiche, da interpretare con particolare rigore in riferimento a informazioni relative alla sfera sessuale. L’Autorità evidenzia che i dettagli riportati negli articoli nulla aggiungono alla necessità di fare chiarezza sulla vicenda e sulla regolarità delle condotte della dirigente scolastica, sulle quali sono in corso accertamenti da parte degli uffici scolastici competenti».

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In un’intervista con il Corriere della Sera, la preside ha detto di essere «sconvolta, pensavo che una sciocchezza del genere morisse così com’era nata, e invece è stata  ingigantita oltre misura: è evidente che mi hanno voluto fare del male. Io sono felicemente sposata con un uomo meraviglioso, ma sono una donna di bell’aspetto: e purtroppo temo che  qualcuno possa pensar male. Ma sono serissima, mi è costato tanto arrivare qui, e sono nell’anno di prova: qualcuno avrà pensato che in un attimo poteva farmi cacciare. Giovedì vedrò l’ispettrice regionale, spero davvero di poter chiarire tutto».

Ha anche parlato del ragazzo che l’ha accusata, smentendo ancora una volta tutte le accuse: «Lo conosco, ha 19 anni, sta per prendere la maturità. Quando l’ho conosciuto era rappresentante d’istituto, perciò abbiamo parlato diverse volte durante l’occupazione. Mi ha accompagnato con la sua macchina al commissariato di Monteverde per la denuncia dei locali occupati, e lì ci aspettava anche un rappresentante dei genitori. Ho avuto con lui un rapporto cordiale, come con tutti: la mia porta è sempre aperta».

La sua ipotesi è che lui abbia «messo in giro voci per vantarsi con gli amici? Non lo so, ma qualcuno poi può aver fomentato la cosa. Non c’è stato nulla di nulla con il ragazzo, posso giurarlo davanti a chiunque. Mi sono rivolta a un legale e chiarirò tutto anche con l’ufficio scolastico regionale ma in questa scuola non mi hanno mai visto di buon occhio, fin dal primo momento. Il sistema su cui si reggeva l’istituto scolastico non mi convinceva». Ha anche rivelato che la storia va avanti da un po’, ma non ci ha fatto troppo caso.

«All’inizio non ho modificato l’assetto perché volevo prima rendermi conto della situazione generale. Ho sbagliato. All’inizio non volevo dare importanza a un gossip. Alla terza scritta ho denunciato alla Procura, la scuola è un bene dello Stato e non potevo lasciare che venisse deturpato, non volevo parlare con nessuno perché mi dovrò difendere attraverso le vie legali e gli accertamenti  amministrativi. Devo andarci con i piedi di piombo. Però sono amareggiata. Sono una professionista, avevo preso quest’incarico con entusiasmo, convinta di poter fare bene e cambiare un po’ le cose. Invece mi sono trovata di fronte a retaggi difficili da modificare».

La preside del liceo di Roma al Corriere della Sera

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