L’FBI ha perquisito la casa di Donald Trump

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Durante la scorsa notte l’FBI, l’agenzia investigativa della polizia federale statunitense, ha perquisito la casa in Florida dell’ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La notizia è stata rilasciata dallo stesso Trump, che durante la perquisizione era nel suo appartamento a New York. Secondo l’opinione dell’ex Presidente, gli agenti avrebbero sequestrato alcuni documenti e controllato persino la sua cassaforte. Quella in Florida, è la principale residenza di Donald, una villa chiamata Mar-a-Lago che si trova a Palm Beach, di proprietà di Trump dal 1985.

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Mar-o-lago, villa di Donald Trump

Non se la passa poi così bene Donald Trump, che ha avuto la conferma, l’ennesima conferma, di non essere intoccabile dalla legge, come lui evidentemente credeva. Più che intoccabile, si sente più che altro di poter trovare sempre una soluzione, d’altronde quando è stato bannato da tutto o quasi i social in seguito agli «sconvolgenti eventi delle ultime 24 ore dimostrano chiaramente che il presidente Donald Trump intende utilizzare il tempo rimanente in carica per minare la transizione pacifica e legittima del potere al suo successore eletto, Joe Biden», ne ha creato uno suo. Che però è un flop.

Sin dal principio il social non è per niente andato bene, forse c’è solo stato il boom iniziale per curiosità e da parte di chi voleva commentarlo, ma adesso è tutto tranne che il successo che l’ex presidente fa pensare. I dati condivisi dal Daily Beast sono la testimonianza di quello che Trump teme di più: un altro fallimento, e di questo non può urlare al complotto.

Il Daily Beast ha esaminato le analisi delle visite su Truth eseguite da SimilarWeb, che traccia il traffico dei siti web da fonti pubbliche e private. Ad esempio, i dati dimostrano come Truth, dell’ex Presidente, sia alla pari o persino peggio di Gab, un social network rivale di Truth poiché condivide lo stesso pubblico pro-Trump di nazisti, oppure di Gettr, fronteggiata da Jason Miller, un tempo aiutante politico di Trump. Il social di Trump, infatti, avrebbe avuto circa 2 milioni di visite al debutto, ma poi è sceso di circa 300.000 visite al giorno.

Ma, a parte ciò, adesso c’è anche un’importante perquisizione che ha fatto andare in poco tempo in tendenza #Trump su Twitter, nonostante l’ex Presidente non abbia un profilo sulla piattaforma.

Perché l’FBI ha perquisito la casa di Donald Trump?

L’FBI ha eseguito un mandato di perquisizione presso il resort Mar-a-Lago di Donald Trump a Palm Beach, in Florida, nell’ambito di un’indagine sul trattamento dei documenti presidenziali, compresi i documenti riservati, che potrebbero essere stati portati lì nonostante sia vietate. A dare queste notizie sono state tre persone che hanno familiarità con la situazione, fa sapere la CNN. L’ex presidente poi ha confermato l’evento e ha anche aggiunto che «hanno persino fatto irruzione nella mia cassaforte».

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Dichiarazione di Donald Trump

«La mia bella casa, Mar-A-Lago a Palm Beach, in Florida, è attualmente sotto assedio, perquisita e occupata da un folto gruppo di agenti dell’FBI», ha detto Trump in una dichiarazione lunedì sera. Tuttavia, per chi segue la vicenda da mesi, non è stupito. Infatti già lo scorso febbraio la National Archives and Records Administration (NARA), un’agenzia del governo degli Stati Uniti incaricata di conservare i più importanti documenti governativi e storici del paese, aveva chiesto al dipartimento di Giustizia di indagare su un possibile uso illecito di documenti riservati da parte di Trump.

Il Dipartimento di Giustizia ha due indagini attive note legate all’ex presidente, una sul tentativo di ribaltare le elezioni presidenziali del 2020 e del 6 gennaio 2021, e l’altra sul trattamento di documenti riservati, che è quella di cui si parla nelle ultime ore. La perquisizione è iniziata lunedì mattina presto e il personale delle forze dell’ordine sembrava essere concentrato sull’area del club in cui si trovano gli uffici e gli alloggi personali di Trump, fa sapere una fonte.

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Un’altra invece fa sapere che la ricerca dell’FBI includeva l’esame di dove fossero conservati i documenti, e sono state anche prelevate delle scatole di oggetti. Il figlio di Trump, Eric, ha detto al conduttore della Fox Sean Hannity che «lo scopo del raid, da quello che hanno detto, era perché gli archivi nazionali volevano, sai, confermare se Donald Trump avesse o meno documenti in suo possesso». Christina Bobb, l’avvocato di Trump, ha aggiunto che «il presidente Trump e il suo team legale hanno collaborato con i funzionari dell’FBI e del Dipartimento di Giustizia in ogni fase del processo. L’FBI ha condotto un raid senza preavviso e sequestrato documenti».

Apparentemente, l’FBI si è rifiutato di commentare l’attuale Presidente Joe Biden, ha fatto sapere un alto funzionario dell’amministrazione, non era a conoscenza della perquisizione a casa di Donald Trump. Tra l’altro, l’ex Presidente ha già i suoi che lo difendono: la presidente del Comitato nazionale repubblicano Ronna McDaniel ha affermato in una dichiarazione che i democratici «armano continuamente la burocrazia contro i repubblicani».

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