Terapie di conversione: in Messico sono ufficialmente illegali

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Mentre l’Italia ha appena nominato Ignazio La Russa, un fascista, come Presidente del Senato, in Messico, dopo quattro anni di lotte, è ufficialmente iniziato l’iter per rendere illegali le terapie di conversione, che mirano ad “alterare” l’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’espressione di genere. Perché i politici di destra possono anche continuare a sostenere che l’educazione al rispetto porti a diventare omosessuali, tuttavia allo stesso tempo riterranno adeguate le terapie di conversione contro gli omosessuali. Ma adesso il Messico si aggiunge ai diversi stati che le stanno vietando.

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Le terapie di conversione sono un serio problema in Italia come anche all’estero. Si pensa che l’omosessualità, che non è in alcun modo una malattia, possa essere guarita come un’influenza qualsiasi. Una persona nasce omosessuale, nasce bisessuale, nasce lesbica, nasce transgender. Non si viene influenzati. Certo, per alcune persone potrebbe essere davvero una fase, come è normale anche interrogarsi sul proprio orientamento per poi arrivare a una conclusione, che potrebbe portare all’omosessualità come all’eterosessualità. Tuttavia, se una persona dice di essere omosessuale, non deve essere guarita.

Un esempio di terapie di conversione l’abbiamo visto in Italia con Alessandro, il ragazzo pazzo per Gesù, che si è dedicato a questa terapia dopo essersi accettato e amato per quel che era, ma quando la madre ha cominciato a pregare per lui ogni sera, a piangere, a dimostrare di essere delusa solo perché il figlio era omosessuale, ha deciso di sottoporcisi. Quando fece coming out, lei gli chiese: «ma c’è qualcuno che ti obbliga a essere così?». In Italia è ancora legale, e questo ne è la dimostrazione. Ma una madre ama il proprio figlio a prescindere da chi lui ami, e chi lui sia.

In altri Paesi, come l’Inghilterra (sebbene ci sia da chiarire questo passo indietro di Boris Johnson), ma anche la Spagna, si è deciso di vietare che delle persone vengano private della propria essenza da bigotti che vivono nel Seicento. In Spagna la legge che le abolisce vede le terapie di conversione come una serie offesa ma anche come un crimine, anche se fatta con il consenso della persona o del loro tutore (nel caso di un minore). Insieme alla Spagna, anche la Nuova Zelanda, la Grecia e, adesso, anche in Messico!

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Pray Away è un film Netflix che parla di terapie di conversione

In Messico le terapie di conversione saranno illegali

«Gli occhi del mondo sono oggi puntati su questo progresso storico dei diritti umani, sperando che diventi un punto di riferimento internazionale», ha scritto l’organizzazione LGBTQ+ Yaaj Mexico, dopo che due giorni fa 69 senatori hanno votato a favore, con due contrari e 16 astenuti, per il DDL che renderà illegali le terapie di conversione. L’associazione ha fatto sapere che i partiti politici hanno messo da parte «le loro differenze» e si sono uniti «a favore dei diritti umani a favore della comunità LGBTI+ nel quadro della Giornata Internazionale dell’Uscita dall’Armadio, vietando le “terapie” di conversione al Senato della Repubblica».

Spiegano che questa legge «ribadisce la necessità di porre fine a pratiche prive di fondamento scientifico e che violano i diritti umani di tutte le persone sottoposte a ECOSIG: “Sforzi per correggere, sopprimere o reprimere l’orientamento sessuale o l’identità/espressione di genere” delle persone LGBTIQ+». L’obiettivo di queste terapie, aggiungono, è quello di «reprimere la sessualità degli individui attraverso pratiche come percosse, “terapie” di conversione, privazione illegale della libertà e violazioni “correttive”, per curare qualcosa che da decenni non è più considerato una malattia».

Queste stesse terapie, che hanno come vittime giovani persone LGBT, hanno «causato danni irreparabili alla loro salute mentale nel corso della loro vita adulta e, nel peggiore dei casi, fino al suicidio». Ma adesso, grazie alle persone che elencheremo nel prossimo paragrafo, le terapie di conversione saranno un triste capitolo nella storia del Messico, e speriamo che al più presto lo diventino anche in Italia e nel resto del mondo.

«Le senatrici Patricia Mercado de Movimiento Ciudadanos, Alejandra Lagunes del Partito Verde Ecologista e Citlalli Hernández Mora, attuale segretario generale del Partito di Morena, hanno presentato questa iniziativa lo scorso 4 ottobre 2018, grazie all’articolazione dell’attivista e politologo Genaro Lozano, Yaaj Mexico e diverse organizzazioni della società civile», scrivono ancora.

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A loro si aggiungono «personalità come Jesse e Joy, Ximena Sariñana e Monica Garza» che «hanno sostenuto questa lotta sui social media con l’hashtag #NadaQueCurar. Nel Senato della Repubblica ci sono state volontà che hanno sostenuto questa iniziativa come Ricardo Monreal, Olga Sánchez Cordero, Veronica Farjat Camino, Julio Menchaca Salazar, Martha Lucía Mícher Camarena, tra gli altri».

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