Pillon assolto da accusa di diffamazione ad Arcigay


Stupisce tutti, o quasi, l’assoluzione del transfobico Simone Pillonpaladino della famiglia tradizionale, cattolico, anti-abortista e ovviamente leghista, dalle accuse per diffamazione nei confronti dell’Omphalos, «un’associazione LGBTI di riferimento per la comunità lesbica, gay, bisessuale, trans e intersex a Perugia e in Umbria» che si occupa dell’educazione di molti adolescenti nei confronti del bullismo LGBT nelle scuole dell’Umbria.

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Fonte: facebook

Quello che Simone Pillon aveva affermato nel lontano 2014 era che l’associazione di Omphalos adescava minorenni e aveva anche diffuso «notizie non corrispondenti al vero sull’attività di informazione e di prevenzione delle malattie veneree svolte dall’associazione, attribuendole iniziative e messaggi distorti rispetto al loro effettivo contenuto». Insomma, cose che non ci stupiscono minimamente conoscendo la mentalità del senatore leghista.

Inizialmente era stato condannato a 1500 euro di multa per diffamazione, pena che poi è stata sospesa e, infatti, i soldi gli devono essere restituiti. La Corte d’appello di Perugia, però, ha ritenuto che non fosse colpevole poiché «il fatto non costituisce reato», appellandosi a un evidente interpretazione molto estensiva del diritto di critica. In poche parole, se si ritiene che Simone Pillon sia un omotransfobico che non rispetta in alcun modo i diritti delle persone omosessuali, è solo una critica.

L’avvocato Laura Modena, una dei suoi legali, ha detto all’Ansa che «la formula con la quale il senatore Pillon è stato assolto ci fa ritenere che sia stata riconosciuta la tesi che abbiamo sempre sostenuto. Quella cioè che si sia trattato di un legittimo diritto di critica». Peccato, però, che tra critica e diffamazione c’è un abisso e affermare che un’associazione adeschi minorenni, non è tanto una critica. Ma se la Corte d’appello ha deciso così, allora siamo noi a provare troppo rispetto per le persone, qualsiasi sia il loro genere.

Le dichiarazioni di Simone Pillon

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Fonte: facebook

Inutile dire che Simone Pillon ha festeggiato come fosse Pasqua, non solo perché è stato assolto ma perché questa è una vittoria contro gli LGBT cattivi e censuratori. Ha subito scattato una foto con un sorriso a 32 denti, la testimonianza della sua assoluzione e un lungo post su Facebook:

«PILLON ASSOLTO IN SECONDO GRADO DA ACCUSE DI ARCIGAY. FELICE DI AVER COMBATTUTO PER LA LIBERTÀ DEI NOSTRI FIGLI.

La Corte di Appello di Perugia, ribaltando la sentenza di primo grado, ha assolto il senatore Simone Pillon da ogni imputazione e ha ordinato la restituzione delle somme che aveva dovuto versare agli esponenti di Arcigay a titolo di risarcimento.

Il processo è quello originato da alcune querele della associazione LGBT Omphalos Perugia per le espressioni usate dal senatore, allora avvocato ed esponente del Family Day, per denunciare la diffusione a studenti adolescenti durante un’ assemblea d’istituto di materiale che forniva indicazioni su come “aumentare il piacere del partner” durante i rapporti omosessuali, e su come trovare le feste gay del locale “Be Queer”.

Pillon aveva definito pornografici quei volantini, diffusi dai militanti senza autorizzazione del preside nè comunicazione ai genitori e aveva ironizzato sul fatto che fossero stati messi a disposizione dei minori unitamente alle indicazioni su come contattare gli organizzatori dei festini LGBT.

Il Tribunale aveva dato torto al senatore, condannandolo in sede penale e imponendogli un pesantissimo risarcimento. Ora la Corte ha cancellato tutto, assolvendo l’esponente leghista pro family “perchè il fatto non costituisce reato”.

“Sono molto soddisfatto della sentenza, che fa giustizia di anni di accuse assurde” ha dichiarato il senatore Pillon “Mi auguro che da oggi in poi nessuno si permetta più di portare nelle scuole materiale criptopornografico o che inneggi all’ideologia omosessualista, oltretutto senza il consenso dei genitori. Dedico questa vittoria a tutte le mamme e a tutti i papà che vogliono continuare a educare i loro figli liberi da ogni indottrinamento GENDER.

Ringrazio i mie legali, Laura Modena, Stefano Forzani e Massimiliano Sirchi, nonchè i colleghi della Lega, primi tra tutti Matteo Salvini e Massimiliano Romeo per la vicinanza dimostratami nel corso della vicenda processuale. Mando un grande abbraccio a Massimo Gandolfini e a tutti gli amici del Family Day che da ogni parte d’Italia mi hanno sostenuto con il loro affetto e le loro preghiere.”

Continua Pillon
“La Corte ha ribadito la legittimità del diritto alla libertà di parola e di critica politica di fronte alla censura LGBT. Rispettiamo tutti, ma pretendiamo rispetto per i nostri figli, per le nostre idee e per quei diritti dei bambini che dovrebbero esser considerati valori da tutta la nostra comunità nazionale.”

“Ora mi chiedo se tutti quei giornali e telegiornali, dal TG1 a Repubblica, dall’Espresso a Open on line avranno il coraggio di dare la notizia della mia assoluzione con le stesse pompose modalità con cui diedero quella della mia condanna. Sono comunque felice di aver combattuto per la libertà dei nostri figli, e continuerò a farlo” conclude il sen. Pillon».

Sotto al post, commenti di gioia di tutti i suoi fan, tra bandierine e frecciatine agli «arcobalenati» (che dire, meglio avere i colori dell’arcobaleno che essere sempre grigi e tristi), qualcuno dice che «giustizia e fatta» (sì, l’errore grammaticale è nel commento), altri ancora lo ringraziano per aver difeso i propri figli, mentre un utente ringrazia che esista ancora la libertà di opinione. Libertà di opinione che però non può essere esercitata nelle scuole se si tratta di LGBT, come se degli adolescenti non fossero in grado di pensare con la propria testa.

A festeggiare con Simone Pillon anche la pagina ufficiale Pro Vita & Famiglia Onlus, che non commentiamo, sebbene potremmo avvalerci del diritto di critica:

🔴ASSOLTO PILLON: «E’ LA VITTORIA DI TUTTI COLORO CHE CERCANO GIUSTIZIA»

La vittoria di Simone Pillon è la vittoria…

Pubblicato da Pro Vita & Famiglia Onlus su Lunedì 15 febbraio 2021

 

Le dichirazioni di Stefano Bucaioni

Stefano Bucaioni è il presidente dell’Omphalos, l’associazione che aveva fatto causa a Simone Pillon, e si è detto «sinceramente stupito da questa sentenza della Corte d’Appello. Non conosciamo ancora le motivazioni, che saranno depositate tra 90 giorni, ma l’assoluzione con formula “perché il fatto non costituisce reato” ci dice che i fatti contestati dalla procura esistono e che evidentemente la Corte ha deciso per un’interpretazione molto estensiva del diritto di critica.».

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Fonte: facebook

L’associazione dice anche di essere orgogliosa del lavoro dei volontari e delle volontarie nelle scuole. «È stata comunicata oggi la sentenza della Corte di Appello di Perugia che ha ribaltato la condanna per diffamazione del Senatore leghista Simone Pillon nel processo che lo vede imputato per le sue dichiarazioni contro le attività di prevenzione del bullismo omo-transfobico della nostra associazione nelle scuole umbre», leggiamo in un post su Facebook postato dalla pagina.

«Rispettiamo la decisione dei giudici, ma attendiamo il deposito delle motivazioni per decidere i prossimi passi nella tutela dell’associazione e della comunità LGBTI tutta. Siamo e saremo sempre orgogliose del lavoro che i nostri volontari e le nostre volontarie svolgono nelle scuole, così come di quello di tante altre associazioni LGBTI in Italia. Il diritto di critica politica non può mai significare infangare il lavoro altrui», hanno concluso.

Su Twitter le persone ricordano a Simone Pillon che esiste la Cassazione, altri ancora ritengono che sia una brutta persona, altri che gli darebbero l’ergastolo (diritto di critica, giusto?). Alcuni si chiedono chi è che preghi per una persona omofoba come lui e altri invece gli ricordano che un cristiano ha cose più importanti per cui pregare. Insomma, a differenza di Facebook, su Twitter ci sono molti più giovani (e non solo!) che sanno che non si può combattere per la libertà dei bambini togliendo ad altri la libertà.

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