Salmo: concerto senza distanziamento e mascherine, è polemica sui social

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Lo aveva annunciato e lo ha fatto: Salmo, ieri sera alle 22 circa, si è esibito in un concerto gratuito “improvvisato” al Molo Brin di Olbia, in Sardegna. L’obiettivo era proprio quello di sostenere gli agricoltori che nelle ultime settimane, a causa degli incendi, hanno perso il lavoro di una vita. Il rapper ha fatto sapere tramite passaparola il luogo e l’orario dell’evento che è durato 45 minuti, tuttavia già nella giornata di venerdì cominciavano a girare dei rumors. La notizia, però, non è molto piaciuta né ai suoi colleghi né a tantissime altre persone.

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Fonte: Twitter

«Oristano è stata devastata dalle fiamme e molte famiglie hanno perso il lavoro, hanno perso il bestiame. Hanno bisogno di noi», aveva detto Salmo il 26 luglio, aggiungendo poi: «Faremo così: organizzeremo un concerto gratuito per chi non è potuto venire ieri (al Water World Music Festival, ndr) e una raccolta fondi su internet per aiutare queste persone. Non so quando potremo fare il live e se ce lo permetteranno, ma noi lo faremo ugualmente». In un post ha poi specificato che sarebbe stato anche «disposto a farmi arrestare pur di suonare dal vivo». Ed è quello che ha fatto.

Ha creato un maxi assembramento per più di 45 minuti in cui i fan hanno potuto assistere, senza distanziamento e senza mascherine, al concerto gratuito del rapper per raccogliere dei fondi a favore delle persone sarde colpite dagli incendi. Sul palco ha comunque lanciato un appello a vaccinarsi e ha letto una lettera scritta da lui per lo Stato, per denunciare la condizione dei lavoratori dello spettacolo:

«Caro Signor Stato,

Vorrei ricordarle che quasi tutti i settori lavorativi in Italia sono ripartiti. L’unico settore dimenticato da Dio e dallo Stato è quello dell’arte e dello spettacolo. Non possiamo andare al cinema né a teatro, anche se diciamoci la verità nemmeno prima ci andavamo, che poi quello è Netflix ma è un altro discorso. Non possiamo andare a vedere una mostra d’arte e soprattutto non possiamo fare i concerti, che sinceramente è quello che mi interessa più di tutto. Ci hanno detto di fare i live con poche persone, tutti distanziati e seduti…

Signor Stato, noi non ci vogliamo stare seduti, noi vogliamo alzarci, saltare, quindi la musica la cultura e l’arte in Italia sono importanti tanto quanto lo sport, ma nel resto del mondo fanno concerti con 100mila persone e qua no. Sono tutti vaccinati, mi dirai tu, e c’hai ragione. Ma come facciamo a far capire che l’unico modo per tornare alla normalità è vaccinarsi?

L’appello pro vaccini: “Unico modo per tornare alla normalità”.
Abbiamo paura che nel vaccino ci siano dei microchip per controllarci ma in realtà siamo già controllati: dai cellulari, per esempio. Abbiamo paura che nel vaccino ci sia veleno per topi, però ogni fine settimana ci beviamo anche l’acqua delle mozzarelle e ci buttiamo in corpo sostanze che boh, chi lo sa! Allora sign. Stato, pare che in questo Paese l’unico modo per tornare alla normalità sia festeggiare la nazionale di Calcio, giusto? Allora ok, noi ci siamo, facciamoci questa fottutissima partita da 90 minuti».

Salmo in concerto: la risposta dei colleghi

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Fonte: Twitter

Il web è nuovamente diviso. C’è chi ritiene che, sebbene le intenzioni di Salmo fossero nobili, abbia completamente sbagliato con il metodo. Ha solo creato degli assembramenti dando motivi in più allo Stato per non far riprendere i concerti poiché, è evidente, nessuno manterrebbe le distanze e nessuno indosserebbe le mascherine. Dall’altra, invece, c’è chi difende Salmo dicendo che con la vittoria dei mondiali non è stata fatta questa strage per gli assembramenti.

Partendo dal presupposto che invece la strage è stata fatta anche per gli assembramenti durante la finale (e anche per la vittoria dello scudetto dell’Inter), i due eventi non sono correlati. Da una parte abbiamo un evento organizzato e sponsorizzato, sebbene si dica il contrario Salmo si è presentato e ha fatto un passaparola e ovviamente le persone si sono presentate. Dall’altra invece le persone sono scese per strada senza alcun invito. E, sia chiaro, entrambi i casi sono sbagliati. Solo che uno lo è più di un altro.

Pensate che persino alcuni dei colleghi di Salmo stanno condannando la sua azione. La prima ad arrivare è Alessandra Amoroso, che scrive su Twitter: «Se la tua serata aveva l’intento di una raccolta fondi (giustamente per la tua regione) e per dare voce al nostro settore, ci tengo a dirti che qualcosa è andato davvero storto… Nel rispetto di tante persone credo sia opportuna una tua spiegazione. Grazie». E ovviamente anche Fedez ha espresso la sua opinione, in più storie su Instagram.

«Sfruttare la nostra condizione di privilegio, aggirare le regole per soddisfare capricci personali. Questo non aiuta nessuno. Avete sputato in faccia a migliaia di onesti lavoratori dello spettacolo che quest’anno cercano di tirare avanti con immensi sacrifici rispettando le regole per andare alla pari con i conti (quando va bene). E mi rivolgo alla regione Sardegna e al sindaco di Olbia. In che modo pensate di rappresentare le persone che hanno scelto di seguire le regole per difendere i lavoratori e la comunità?

Come fate a non rendervi conto (o a far finta) che una cosa del genere fatta alle spalle di chi con sacrificio rispetta le regole, nella regione con più alta incidenza di ricoveri legati al COVID, non farà altro che peggiorare le condizione della nostra amata Sardegna. E non pensiate di fare di tutta l’erba un fascio. Perché è inaccettabile che le stronzate di pochi ricadano su un interno settore che attende di ripartire da due anni».

Fedez
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Fonte: Twitter

Infine, anche Gemitaiz si è lamentato del collega Salmo: «Io mi sono rotto il ca**o di vedere i concerti pieni con la gente in piedi mentre io e molti miei colleghi (gli unici con le palle e il senso civico a questo punto) aspettiamo da due anni di poter fare il nostro lavoro, aspettiamo da due anni di dare voce alla nostra passione. L’Italia è un Paese di furbetti e ipocriti, ecco perché vi consiglio spesso di andarvene se avete modo

Continua, poi: «Non cominciate con le polemiche. Un artista non molta un palco, non monta un service audio, non ha proprietà del suolo pubblico né le facoltà per fare certe cose. Sennò facevamo i Block party ogni weekend da dieci anni. Qui il problema è di chi ha la facoltà di scegliere cosa è giusto e cosa è sbagliato. E anche se sarebbe bello, non sono gli artisti ad avere questa opportunità».

La risposta del web

Insieme a loro, ci sono anche diverse persone che sottolineano la gravità delle azioni di Salmo: «ci sono artisti che da ormai due anni continuano a rimandare i loro tour nella speranza di tornare presto live e altri che si sono fatti il cul0 per cambiare luoghi, date, scalette pur di tornare live e far divertire la gente IN SICUREZZA. E poi vedi questo… che rabbia».

Un altro utente ancora: «Se vuoi organizzare un concerto per sostenere una causa, lo fai rispettando le regole del caso. Organizzare quella bolgia, infischiandotene della situazione epidemiologica in Sardegna, è da stronzi. E no, non è affatto d’aiuto per i precari dello spettacolo. È solo ego.» Ecco le altre opinioni a riguardo su Twitter, ovviamente metteremo sia quelle a favore che contrarie:

Fedez vs Salmo: la storia continua dopo due giorni

Facciamo un piccolo aggiornamento perché Salmo ha risposto alle critiche che gli sono arrivate: «Ieri non c’è stata nessuna raccolta fondi, ho messo i soldi di tasca mia per aiutare la Sardegna. Ad agosto il centro di Olbia è sempre affollato esattamente come le spiagge. Gli assembramenti creati dalla finale degli Europei andavano bene, il mio concerto gratuito no. Ora avete una persona con cui prendervela. Non definitevi artisti se poi non avete le palle di infrangere le regole». Commentiamo prima questa parte.

Partiamo dal presupposto che essere un artista e infrangere le regole non ha alcun nesso, anzi. Un artista, soprattutto in una situazione delicata come quella che stiamo vivendo, dovrebbe spronare a rispettare le regole per tornare al più presto alla normalità, in particolare se molti dei tuoi fan sono dei ragazzini. Seconda cosa, sembra proprio che Salmo si sia fatto un giro su Twitter, abbia letto come lo difendono e poi abbia incollato il ragionamento. Gli assembramenti della finale sono indifendibili tanto quanto quelli al suo concerto e usarli come scusa non ha senso.

Nella didascalia della storia postata poi come post, scrive: «Potevo andare a farmi la vacanza come Fedez invece sono sceso per strada e ho detto la mia. Se avessi voluto seguire le regole non avrei fatto l’artista!». Insomma, ha esplicitamente attaccato Fedez, che davvero deve essere l’ultima persona a essere giudicata poiché, con Scena Unita, ha davvero aiutato il mondo dello spettacolo e, che lui piaccia o meno, questo gli deve essere riconosciuto. Se c’era da fare beneficienza, Fedez è stato sempre in prima linea. In ogni caso, si è benissimo difeso da solo:

«Caro Salmo, ho cercato in due occasioni di coinvolgerti in progetti benefici. La prima a sostegno della categoria dei lavoratori dello spettacolo: SCENA UNITA ha aiutato migliaia di lavoratori dello spettacolo tra cui, in Sardegna, il festival di Abbabula a Sassari che per il concerto di Ariete ha lasciato fuori 1200 persone nel rispetto delle regole e per permettere alla Sardegna di ripartire in sicurezza. E al progetto di Scena Unita hanno aderito tutti gli artisti di Machete tranne te.

Qualche settimana fa mi hai scritto per avere un parere su cosa fare per aiutare la Sardegna, ti ho risposto immediatamente mettendomi a disposizione e ho cercato di coinvolgerti in un progetto comune ma sto ancora aspettando una tua risposta. Dall’altra parte se hai già fatto beneficienza di tasca tua che senso ha fare un concerto e mettere a rischio persone, un intero settore e una regione in difficoltà? Cosa volevi dimostrare?

Io non ho che accordi tu abbia preso con il sindaco di Olbia e sinceramente non voglio saperlo, ma il fatto che tu sia riuscito a montare un palco alla luce del sole mi fa pensare che più che infrangere le regole tu sia andato a braccetto con le istituzioni malate che te lo hanno permesso.»

Insomma, Fedez ha letteralmente fatto comprendere a Salmo che i modi per aiutare la Sardegna c’erano, ma fare assembramenti in quel modo osceno in piena pandemia quando tutto il settore dello spettacolo non può lavorare, non è il modo giusto. Come dice Fedez e come abbiamo scritto anche sopra, infatti, questa sua azione mette in pericolo tutti i concerti futuri, poiché lo si prenderà come esempio di come i giovani non sanno rispettare le regole. Speriamo che Salmo comprenda e faccia un passo indietro, perché è evidente che ha sbagliato, che lo dica Fedez o chiunque altro.

Aggiornamento dopo due giorni, perché dopo due giorni la storia non si è ancora chiusa. Ovviamente Salmo non è stato in silenzio dopo che Fedez ha detto pubblicamente che lui non ha voluto fare beneficienza con tutti gli artisti di Scena Unita, per cui ha risposto al cantante spiegando i motivi che lo hanno portato a non voler donare… dei motivi che ci sembrano degni di un bambino di cinque anni che non sopporta l’amichetto dell’asilo e quindi non lo invita al compleanno.

In primis Salmo ha deciso di parlare delle regole che lo stato ha imposto per i concerti: «sono delle regole patetiche perché dentro al concentro devi comportarti in una certa maniera poi esci dal recinto e fai il cazzo che ti pare e allora non va bene. A me non va di fare dei live in maniera molto triste con le persone sedute distanti con la mascherina. Ho fatto l’ipocrita, lo stronzo okay, ma mi sono battuto per le mie idee. Perché le regole non vanno bene. E quando ho detto la frase “non puoi definirti un artista se non infrangi le regole” se non l’avete capita è semplice, perché non siete artisti

Salmo si rivolge poi ai colleghi che l’hanno criticato: «alcuni dei miei colleghi non l’hanno pensata come me, ovviamente ognuno può esprimere la propria opinione… Sappiate che per voi è una sconfitta artistica perché questa cosa dovevate farla anche voi, perché io mi son battuto per andare contro delle regole ridicole. Questa cosa riguarda anche voi e invece voi state nelle vostre villette a collezionare vestiti Versace e Gucci e a sbattervene le palle. Rischiate ogni tanto nella vita, battetevi per qualcosa che vi interessa, la musica… Ma sapete secondo me qual è il problema? Che a voi della musica non ve ne frega un cazzo. Non avete le palle per rischiare.»

Infine, Salmo si dedica a Fedez, il momento più atteso del video e lo sa anche lui: «Fedez, non ho aderito alle tue iniziative seppur giuste perché mi stai sul cazzo. E io questa cosa non l’ho mai nascosta, però penso tu sia un ottimo politico. Sei bravissimo come politico ed è quello che devi fare, te lo auguro. Ecco perché ti ho chiesto un consiglio sulla raccolta fondi per aiutare la Sardegna, perché tu in quello sei bravissimo. Okay, per questo te l’ho chiesto. Però non volevo avere a che fare niente con te.»

Conclude poi, sempre rivolgendosi a Fedez: «Vorrei chiederti se ogni qualvolta dovrò discutere con te, dovrò discutere con un artista o con un politico, perché a me sembri un politico, non un artista» e così conclude. Un discorso, quello di Salmo, che, ancora una volta, mira a ottenere il sostegno solo di chi ha davvero un pensiero unico, di chi odia Fedez a prescindere da quel che fa e da chi considera se stesso migliore di altri. In ogni caso, ovviamente, Fedez non è stato in silenzio e ha subito risposto a tono.

«Non mi ha stupito che tu non abbia rispettato le regole. Mi ha stupito che tu non abbia rispettato le persone. Tutto è politica quando coinvolge la vita e il lavoro dei cittadini, quindi mi dispiace dirtelo caro Salmo, ma quello che hai fatto è politica, e per di più della peggior specie. Se dopo che hai compiuto 18 anni, ti senti ancora in dovere di fare le cagate solo perché le fanno anche gli altri, è molto grave.

Visto che ti chiedi se stai discutendo con un artista o con un politico, ti rispondo: stai discutendo con un adulto. Contribuire ad alzare il livello di rischio sanitario in una regione sostenendo pure di farlo per aiutarla non fa di te un artista, fa di te un narcisista e anche del tipo più pericoloso, perché evidenzia che in te mancano l’empatia e la maturità necessarie per proteggere la collettività. Prenditi le tue responsabilità, sei adulto e vaccinato (spero).

Bene, ora che ci hai spiegato come hai preso per il culo la tua città e la tua isola. Ora, finalmente, ti va di dirci cosa farai per sostenerla? Ho cercato di spiegarti che donare 10mila ulivi può essere inutile in questo momento. È un’idea che come sai ho avuto anche io in precedenza, ma confrontandomi con Treedom – che pianta ogni giorno alberi in tutto il mondo – ho scoperto che purtroppo ci vorranno almeno 5 anni prima che si possa piantare sulle terre bruciate della Sardegna.

Ma tu ovviamente non mi hai ascoltato, perché ti sto sul cazzo. Se non sei disposto a mettere da parte le tue antipatie personali per il bene del Paese, di chi ascolta la tua musica e vieni ai tuoi concerti e di chi lavora perché tu possa esibirti dal vivo, non sei un artista, sei uno stronzo.»

Speriamo che la storia sia finita qui, perché con un terremoto e i talebani che hanno conquistato l’Afghanistan, non abbiamo davvero più tempo da perdere dietro a questa storia.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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