Alexei Navalny accusato di altri reati, rischia ancora 3 anni di carcere

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Vi abbiamo già raccontato della triste storia di Alexei Navalny, che si trova a essere all’opposizione nella dittatura russa. Perché, se vivi in una dittatura non puoi neanche permetterti di dire qualcosa contro il tuo dittatore, non puoi esprimere la tua opinione in pubblico se non conforme a quella comune. E infatti la storia dell’unico leader anti-Putin non è finita, perché è stato accusato di aver fondato «un’organizzazione no-profit – ovvero la FBK o Fondazione Anti-Corruzione».

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Alexei Navalny
Fonte: Twitter

Alexei Navalny è un avvocato leader dell’opposizione contro Vladimir Putin (che potrebbe restare alla presidenza fino al 2036) e anche un attivista anti-corruzione che il Wall Street Journal descrive come «l’uomo che Vladimir Putin teme di più». E infatti, dopo essere stato avvelenato molto probabilmente dall’FSB ad agosto, adesso si trova in carcere da mesi e ha rischiato di morire a causa di uno sciopero della fame. Il suo arresto, tra l’altro, ha innescato una serie di rivoluzioni e rivolte, persino con temperature che arrivavano a -50°C.

Alexei Navalny non ha mai avuto paura di esporsi e di dire la sua opinione, che potesse o che non potesse piacere a Vladimir Putin, tanto che è il leader e fondatore del Partito Democratico del Progresso – Russia del futuro e che è anche uno dei pochi a criticare Vladimir Putin. Qui in Italia vediamo delle persone manifestare in piazza contro la dittatura sanitaria, ma le persone che la dittatura l’hanno vissuta o la stanno vivendo ancora nel 2021, sanno che non potrebbero lamentarsi.

L’ultimo arresto di Alexei Navalny, ovvero quello di febbraio che lo costringe in prigione per tre anni e mezzo, è apparentemente a causa della violazione di una libertà vigilata in seguito a una precedente condanna, tuttavia probabilmente le vere cause devono vedersi nella sua opposizione a Vladimir Putin. Infatti l’oppositore si trovava in Germania a causa del suo avvelenamento e, ovviamente, non poteva muoversi essendo convalescente, per cui quando la polizia russa gli aveva ordinato di presentarsi entro 24 ore per un controllo, lui non si è presentato. Insomma, questo è quello che succede se vivi in una dittatura travestita da democrazia.

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Fonte: Twitter

È stato poi lanciato un appello, ad aprile scorso, in cui Kira Yarmysh spiega le pessime condizioni in cui il suo amico Alexei Navalny stava vivendo: «La gente di solito evita la parola ′′morire”. Qualcuno per superstizione, personalmente per me perché tali dichiarazioni ad alta voce non sono gettate a vuoto. Ma ora Alexei sta morendo. Nelle sue condizioni, è questione di giorni. E nel fine settimana gli avvocati non riescono proprio a raggiungerlo, e nessuno sa cosa succederà lunedì.» L’appello fu poi firmato da più di 70 intellettuali e premi Nobel. Al giorno d’oggi, però, la situazione non è cambiata.

Alexei Navalny e le nuove accuse

I guai per Alexei Navalny sono tornati quando gli è arrivata un’altra assurda accusa a suo carico, che lo ritiene colpevole di aver creato un’organizzazione no-profit, la Fondazione Anti-Corruzione, che avrebbe avuto come scopo quello di lanciare programmi estremisti. Secondo le indagini che lo vedono colpevole e che fanno leva su una legge approvata proprio di recente, l’associazione «invita i cittadini non soltanto a criticare l’operato del governo, ma a commettere atti illeciti e sovversivi».

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Fonte: Twitter

Navalny adesso rischia non solo una multa di 200mila rubli, i lavori forzati e la limitazione alla libertà, ma anche il carcere fino a tre anni, quindi potrebbe continuare a restare nel carcere di Pokrov anche dopo che la pena per frode del 2014 e per cui sta scontando due anni e otto mesi e quella per diffamazione contro un veterano della Seconda guerra mondiale saranno concluse.

«È tutta una vergognosa montatura. Se il mio assistito non avesse criticato Putin, oggi non ci troveremmo qui a dover discutere di capi d’imputazione assolutamente surreali», ha detto il suo legale, Vadim Kobzev. La moglie di Navalny, Yulia Navalnaya, invece sta chiedendo da mesi al Presidente Putin di autorizzare la scarcerazione immediata del suo compagno: «Continua a muovergli accuse perché teme la competizione politica e vuole rimanere seduto sul trono per il resto della sua vita. Quello che sta accadendo ora è la sua personale vendetta che si svolge sotto i nostri occhi. Va fermata una volta per tutte».

Intanto Navalny potrebbe essere intenzionato a fare un ulteriore sciopero della fame. Su Twitter e su Instagram invece scrive: «A causa del fatto che sono stato accusato di aver commesso un crimine usando una macchina del tempo, viene annunciato un concorso di photojab sull’argomento “Navalny. Ritorno al futuro”. Ne posterò 10 su Instagram. Gli autori dei due migliori riceveranno premi dal negozio mercantile Zhgite».

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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