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La mia postazione da ragazza che lavora online (e passa il 90% della sua vita davanti a uno schermo)

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Lavorare online sembra sempre estremamente glamour finché non ti ritrovi a rispondere alle mail dal letto con la cervicale di una donna di 78 anni (posizione in cui, tra l’altro, mi trovo proprio in questo momento). Negli ultimi anni ho capito che avere una postazione decente non è soltanto una questione estetica da Pinterest, ma anche un modo per convincere il mio cervello che sì, forse dovrei smettere di lavorare con il computer appoggiato sulle ginocchia.

La verità è che passo davanti allo schermo una quantità di ore sinceramente inquietante. Scrivere articoli, correggere bozze, fare le lezioni, scrivere gli appunti per gli studenti, fare tantissime chiamate (perché, sì, ovviamente non guadagno con il blog, devo fare anche altro nella mia vita), aprire venticinque schede contemporaneamente, fissare il vuoto mentre penso a come iniziare un pezzo o a come rendere la lezione più interessante… praticamente vivo davanti allo schermo. E quindi, col tempo, ho iniziato a costruirmi una postazione che fosse comoda ma anche abbastanza carina da farmi sentire meno dentro un ufficio triste degli anni 2000.

Ovviamente Pinterest e TikTok ci hanno convinti che per lavorare online servano setup minimalisti da 4.000 euro con luci perfette, tastiere ASMR e scrivanie grandi quanto un appartamento a Milano. La mia realtà invece è molto più “ragazza che cerca disperatamente di rendere vivibile il proprio angolo della stanza”.

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5 salvavita per chi lavora online

Il supporto per il computer mi ha salvato la cervicale

Partiamo dalla cosa meno interessante ma più utile in assoluto: il supporto rialzato per il laptop. Lo so, sembra l’oggetto più noioso dell’universo, ma penso davvero che abbia evitato la completa distruzione del mio collo. Per mesi ho lavorato piegata come Gollum sopra il computer, chiedendomi come fosse possibile avere mal di schiena a un’età in cui dovrei teoricamente essere ancora giovane.

Poi ho comprato un supporto in alluminio di quelli super semplici e improvvisamente mi sono resa conto che forse il mio corpo non era progettato per stare dodici ore al giorno in posizione gambero. In più rende anche tutta la postazione un po’ più ordinata. Appena alzi il computer di dieci centimetri sembra immediatamente che tu abbia la vita sotto controllo.

La tastiera esterna mi fa sentire una persona seria

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Non so spiegare perché, ma da quando uso una tastiera esterna mi sento improvvisamente una freelancer newyorkese che lavora in un coffee shop mentre ascolta indie folk. In realtà sto ancora scrivendo articoli in tuta, bevendo tè freddo dimenticato da tre ore, però mentalmente cambia tutto.

Le tastiere carine sono diventate praticamente arredamento. Quelle bianche, beige o trasparenti ormai fanno parte dell’estetica “internet girl che lavora online”. E sinceramente capisco il motivo: scrivere diventa molto più comodo e la postazione sembra immediatamente meno triste.

Le luci calde cambiano completamente l’atmosfera

Una delle cose che odio di più è lavorare con la luce bianca fortissima che ti fa sembrare dentro un supermercato aperto 24 ore su 24. Per questo ormai uso quasi soltanto lampade con luce calda. Non risolvono i problemi della vita, purtroppo, ma almeno quando apro il computer alle 22:47 per “solo un’ultima cosa veloce” non mi sembra di essere interrogata dalla polizia.

Ho capito molto tardi quanto l’atmosfera influenzi davvero la voglia di lavorare. Se la stanza è fredda, disordinata e illuminata male, il mio cervello entra immediatamente in modalità “voglio sparire”. Se invece c’è una luce soffusa, una candela accesa e tutto sembra vagamente accogliente, riesco a convincermi più facilmente a restare seduta alla scrivania.

La borraccia è praticamente un accessorio obbligatorio

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Non perché io sia una persona sana e idratata, ma perché altrimenti dimentico completamente di bere acqua per otto ore consecutive. Le borracce enormi da scrivania sono una delle poche mode online che difenderò sempre. Specialmente quelle termiche che tengono l’acqua fredda per ore. Sono diventate praticamente parte integrante della mia postazione insieme al computer e alle cuffie.

Inoltre c’è qualcosa di profondamente rassicurante nell’avere una bevanda accanto mentre lavori. Tè, matcha, caffè, acqua aromatizzata… qualsiasi cosa. È proprio il concetto di “piccolo conforto emotivo mentre mandi mail”.

Le cuffie sono il vero strumento di sopravvivenza

Credo che senza cuffie con cancellazione del rumore avrei già perso completamente la sanità mentale. Ci sono giorni in cui non riesco a concentrarmi nemmeno cinque minuti senza sottofondo. Altre volte invece ho bisogno del silenzio assoluto per scrivere. In entrambi i casi, le cuffie sono diventate il simbolo universale del “non parlarmi sto cercando disperatamente di finire una cosa”.

E poi diciamolo: metà del lavorare online consiste nel costruirsi playlist specifiche per ogni stato mentale possibile. Playlist da “devo essere produttiva”, playlist da “sto scrivendo un articolo triste”, playlist da “sto ignorando il mondo”.

La parte più importante della postazione è che ti faccia venir voglia di sederti lì

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La cosa che ho capito davvero è che la postazione perfetta per lavorare online non deve sembrare quella di un influencer minimalista che vive in una casa completamente beige, io a volte prendo semplicemente il tavolino del computer da letto e ci metto due computer insieme, la borraccia e tutto ciò che mi serve. Deve semplicemente essere uno spazio in cui ti senti abbastanza bene da passarci ore senza impazzire.

Per questo sulla mia scrivania ci sono cose totalmente inutili ma che mi fanno stare meglio: photocard infilate nello specchio, tazze troppo grandi, candele, libri impilati male, post-it pieni di cose che dimenticherò comunque e probabilmente almeno tre penne che non funzionano.

Internet ci vende continuamente l’idea che per essere produttivi serva una vita perfettamente organizzata. La verità è che molte persone che lavorano online stanno semplicemente cercando di sopravvivere alle notifiche, alle deadline e alla dissociazione davanti allo schermo. E quindi sì, la mia postazione non sembra un ufficio ultra minimalista da TikTok. Però almeno è diventata uno spazio che assomiglia davvero a me.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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