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PayPal e Airbnb si schierano contro le rivolte di Capitol

Negli ultimi giorni non si fa che parlare delle conseguenze della rivolta del 6 gennaio a Capitol Hill. Da profili bloccati sui social, a persone arrestate e adesso ci si mette persino PayPal, che ha preso la decisione di bloccare le raccolte fondi di GiveSendGo che mettono insieme donazioni per le proteste di Washington. Insomma, online la violenza non è consentita, né qualsiasi altra cosa che vada a favore di essa.

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Fonte: pexels

Tutte le piattaforme, da Twitter a Facebook a PayPal stanno prendendo dei provvedimento dopo quanto successo al Campidoglio, dopo la rivolta che ha causato cinque morti e una pagina incommentabile della storia americana. Mentre in molti si lamentano di questo provvedimento, altri fanno notare che, essendo piattaforme private, devono pensare a salvaguardare anche se stesse.

Pensate se una rivolta fosse organizzata tramite Facebook. Pensate se quei soldi fossero utilizzati per uccidere qualcuno in attentati. Ci andrebbero di mezzo anche le piattaforme che, almeno in questo caso, non avrebbero in realtà alcuna colpa. Se esistesse una legge che assolve i social come le associazioni da ogni responsabilità, probabilmente se ne fregherebbero e non minerebbero alla “libertà di parola“. Ma finché non esisterà, le aziende devono tutelare i propri interessi.

Insieme a PayPal, anche Airbnb ha annunciato «un piano in sette fasi per costruire fiducia e assistere nella protezione della nostra comunità di host e ospiti nell’area di Washington DC, mentre ci avviciniamo all’inaugurazione presidenziale».

PayPal e la lotta contro i rivoltosi di Capitol

PayPal Holdings Inc. ha completamente bloccato la raccolta fondi di GiveSendGo, un sito di crowdfunding cristiano, «creato da cristiani per i cristiani» e già pensare che ci siano dei cristiani dietro, fa ridere. I cristiani che dovrebbero essere contro la violenza, acconsentono a creare una raccolta fondi per le persone che hanno partecipato a una manifestazione violenta in cui sono morte delle persone.

Tuttavia, PayPal non ha fatto solo questo, ma ha anche chiuso il conto detenuto da Ali Alexander (a cui è stato anche sospeso permanentemente l’account Twitter), che è uno degli organizzatori del raduno che c’è stato prima della rivolta. L’uomo, sul suo profilo Instagram, ha creato un post chiedendo aiuto per la sua raccolta fondi e che è stato bannato anche da CashApp.

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PayPal, nella giornata di ieri, ha invece spiegato le sue scelte: «Valutiamo regolarmente l’attività contro la nostra politica di uso accettabile e rivediamo attentamente le azioni che ci sono segnalate, e interrompiamo il rapporto con i titolari di account che si violano le nostre politiche». Insieme all’account di GiveSendGo, PayPal ha anche chiuso quello di Joy In Liberty, ovvero uno dei gruppi che ha pagato il viaggio per i sostenitori di Trump per Washington, il giorno della rivolta.

«PayPal ha una politica d’uso accettabile di lunga data, ben definita e coerentemente applicata. Indipendentemente dall’individuo o dall’organizzazione in questione, lavoriamo per garantire che i nostri servizi non vengano utilizzati per accettare pagamenti per attività che promuovono discorsi di odio, violenza o altre forme di intolleranza».

GiveSendGo non si è ancora espressa sulla scelta presa da PayPal.

Le dichiarazioni di Airbnb

Anche Airbnb ha voluto schierarsi contro le rivolte che ci sono state a Capitol Hill, infatti ha riferito che ha rimosso dalla propria piattaforma le persone associazione a gruppi di odio, incluso quelli all’attacco al Congresso. Per farlo, ha eliminato del tutto gli account delle persone associata a quei gruppi, incluso quello dei Proud Boys. Per questo motivo, ha presentato 7 fasi per proteggere e assistere la comunità:

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Fonte: pexels
  1. «Quando apprendiamo attraverso i media o le fonti delle forze dell’ordine i nomi di individui che hanno confermato di essere stati responsabili della violenta attività criminale al Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio, indaghiamo se i nominativi hanno un account su Airbnb. Questo include il controllo incrociato dei registri degli arresti del 6 gennaio della D.C. Metro Police. Se gli individui hanno un account Airbnb, agiamo, il che include il divieto di usare Airbnb.
  2. Stiamo rivedendo le prenotazioni nell’area metropolitana di Washington, D.C. . Se confermiamo che eventuali ospiti sono associati a un gruppo di odio o altrimenti non autorizzati sulla nostra piattaforma per la violazione di alcune politiche comunitarie che vietano la violenza o l’esercizio di attività criminali, cancelleremo tali prenotazioni e li bandiremo da Airbnb.
  3. Tutti i residenti negli Stati Uniti che cercano di prenotare una lista di Airbnb devono prima verificare con successo la loro identità – a volte è richiesto di fornire il loro ID governativo per dimostrare che sono chi dicono di essere. Questo aiuta a evitare che i membri del gruppo di odio si nascondano dietro false identità.
  4. Airbnb esegue già controlli sui precedenti di tutti gli utenti USA quando iniziano ad utilizzare la piattaforma, e se vengono alla luce ulteriori informazioni nell’ambito del Capitol Safety Plan, potremo eseguire nuovamente controlli sui precedenti o valutare sulla base di altre fonti o database pubblicamente disponibili.
  5. Comunicheremo a tutti gli ospiti della Regione del Campidoglio che, se scopriamo che loro o i loro ospiti aggiuntivi sono membri di gruppi di odio, pianificando violenze o violando le nostre politiche o condizioni di servizio, potremmo intentare un’azione legale contro di loro.
  6. I membri dei gruppi di odio non sono mai i benvenuti su Airbnb e in precedenza abbiamo preso provvedimenti per rimuovere questi individui dalla comunità di Airbnb. Stiamo ricordando alla nostra comunità ospitante via e-mail e tramite notifiche nella nostra app che se sospettano violazioni di questa politica, possono contattare personale addestrato chiamando la nostra linea di sicurezza urgente.
  7. Abbiamo una linea di supporto per connettersi con Washington D.C., Virginia e Maryland se hanno bisogno di riportare problemi con riserve alla nostra attenzione. Include una hotline 24/7 supervisionata da personale altamente qualificato.»

Insomma, da PayPal a Airbnb, odiare ti costa.

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Giulia

Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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