Acqua in borsa per la prima volta nella storia


Tra tutte le tragedie e le morti del 2020, è passata fin troppo inosservata una notizia che in realtà avrebbe meritato un po’ più di rilievo: l’acqua, per la prima volta in tutta la storia dell’umanità, è stata quotata a Wall Street, è entrata in borsa, come se fosse oro (e non più metaforicamente parlando, adesso è davvero considerata come tale). Ma questo cosa significa? Quali sono state le cause e quali saranno le conseguenze dell’acqua in borsa?

L’acqua entra in borsa: che significa?

Prima di partire subito con le cause e le conseguenze che hanno portato l’acqua in borsa, analizziamo il termine, in particolare per chi non è esperto di quel tipo di borse o di economia in generale: cosa significa essere quotati in borsa? Facciamo l’esempio con una società X.

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Fonte: pexels

Mettiamo caso che un giorno una società X decida di quotarsi in borsa. Da quel momento vende a coloro che decidono di investire una parte del suo capitale, che viene espresso in azioni, e così i titoli azioni vengono costantemente scambiati sul mercato con un prezzo fissato di volta in volta in base al rapporto tra la domanda e l’offerta.

Cosa ci guadagna la società X a quotarsi in borsa? Sicuramente diviene più popolare a livello internazionale, ma ottiene anche più capitale da poter investire. In questo modo, però, l’azienda apre le porte anche a persone che non hanno vissuto la società e con cui potrebbero non trovarsi d’accordo su diverse cose ma che, avendo comprato le azioni, hanno il diritto di far valere la propria posizione.

Per cui, dopo avervi dato queste definizioni, possiamo dire che l’entrata in borsa dell’acqua significa che uno dei beni più preziosi al mondo, che ci serve per vivere, sarà considerata merce alla pari di oro, petrolio e diamanti. Frederick Kaufman, professore della Graduate School of Journalism della City University of New York, dopo essersi domandato cosa potrebbe esserci di più scandaloso delle scommesse sull’approvvigionamento alimentare mondiale, ha affermato:

«Gli speculatori possono già scommettere su neve, vento e pioggia attraverso contratti futures legati alle condizioni meteorologiche acquistati e venduti sul Chicago Mercantile Exchange. Il valore di mercato delle condizioni meteorologiche è cresciuto del 20% dal 2010 al 2011. Madre Natura è diventata per Wall Street la madre di tutti i casinò».

Acqua in borsa: le cause

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Cosa ha portato qualcuno a pensare che fosse una buona idea quella di far entrare l’acqua in borsa? Perché, considerando come diversi studi abbiano dimostrato che l’acqua scarseggi in tutto il mondo, sia giusto quotare l’acqua come se fosse merce come oro, petrolio e diamanti? Che, con lo scarseggiare dell’acqua che porterà a morire di sete quasi due miliardi di persone, sia corretto scommettere su una risorsa del genere?

È tutto partito dalla California. La CME Group è infatti una società attiva nello scambio di future e derivati che ha avuto l’idea di stilare il primo contrato sui prezzi dei diritti dell’acqua in California. Perché proprio in California? Basta contestualizzare.

I primi contratti sono stati annunciati a settembre 2020, quando la California stava uscendo da una grande siccità durata otto anni. In più, nello stesso mese, sono stati annunciati caldo record e diversi incendi hanno distrutto la costa occidentale degli Stati Uniti. Quindi c’erano diversi segnali di cambiamento climatico legati alla mancanza idrica. Deane Dray, amministratore delegato e analista di RBC Capital Markets, ha commentato la vicenda:

«È probabile che il cambiamento climatico, la siccità, la crescita della popolazione e l’inquinamento rendano la questione della scarsità d’acqua e dei prezzi un tema caldo per gli anni a venire. Guarderemo sicuramente come si sviluppa questo nuovo contratto future sull’acqua».

Acqua in borsa: le conseguenze

E riguardo alle conseguenze? Quali sono le conseguenze dell’acqua in borsa? In realtà, gli esperti di CME Group, più nello specifico Tim McCourt, Responsabile dell’Indice azionario e dei prodotti di investimento alternativi, non ci vedono alcuna conseguenza negativa, anzi! Questo è quello che hanno affermato sul loro sito ufficiale:

«Con quasi due terzi della popolazione mondiale che affronterà la scarsità d’acqua entro il 2025, questa crisi rappresenta un rischio crescente per le imprese e le comunità in tutto il mondo, e in particolare per il mercato dell’acqua della California da 1,1 miliardi di dollari. […]

Questo nuovo e innovativo contratto idrico si basa sulla nostra forte partnership con il Nasdaq, nonché sulla nostra comprovata esperienza di 175 anni nell’aiutare gli utenti finali e altri partecipanti al mercato a gestire rischio nei mercati delle materie prime essenziali, tra cui agricoltura, energia e metalli»

Come esempio, il CME Group testimonia che il 40% dell’acqua consumata in California viene utilizzata per irrigare nove milioni di acri di colture e che l’indice consentirebbe a un produttore agricolo di poter pianificar la modifica dei costi dell’acqua di cui lui ha bisogno per poter irrigare su larga scala i proprio campi. Un produttore, con l’acqua in borsa, invece potrebbe gestire i rischi economici e finanziare non appena i prezzi dell’acqua fluttuano.

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Su questa questione non è d’accordo l’ONU. Pedro Arrojo-Agudo, il Relatore speciale sui diritti umani per l’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari sicuri, ha risposto, in un’intervista presente sul sito ufficiale di United Nations Human Rights:

«Non si può dare valore all’acqua come si fa con altre materie prime scambiate. L’acqua appartiene a tutti ed è un bene pubblico. È strettamente legato a tutte le nostre vite e ai mezzi di sussistenza ed è una componente essenziale per la salute pubblica.»

Mentre, a proposito della situazione degli agricoltori prima esposta, ha risposto in questo modo:

«In questo contesto, il rischio è che i grandi attori agricoli e industriali e le grandi utility siano quelli che possono acquistare, emarginare e influenzare uno dei settore vulnerabile dell’economia, quello dei piccoli agricoltori. L’acqua è davvero una risorsa vitale per l’economia – sia per i grandi che per i piccoli attori – ma il valore dell’acqua è più di questo.»

Insomma, ci sono pro e ci sono contro, ognuno la vede nel modo che preferisce. Voi cosa ne pensate dell’acqua in borsa?

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