Milo Infante indagato, ma non dalla Procura di Marsala

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Milo Infante è uno dei giornalisti che si è occupato del sequestro di Denise Pipitone, bambina scomparsa da Mazara del Vallo nel 2004, da quasi 18 anni. Insieme alle sue trasmissioni e sui profili social, il giornalista Rai ha sempre tentato di smascherare la verità e, soprattutto, di non far cadere per altri 17 anni il caso nel dimenticatoio. Ha sperato come tutti in una commissione d’inchiesta ed è rimasto deluso e amareggiato quando ha dovuto dire, in diretta, che non ci sarebbe stata. Per questo viene lecito chiedersi: per cosa è indagato Milo Infante?

Facciamo il nostro solito recap, prima di parlare dell’argomento di oggi. Voglio ricordarvi che qualche mese fa è stato pubblicato l’age progression di Denise Pipitone aggiornato al 2021, e potrebbe essere davvero utile per cercare l’oggi 21enne in quanto è diverso da come tutti ce la siamo sempre immaginata (molto simile alla mamma, invece nella locandina la vediamo anche molto simile al padre, Piero Pulizzi). Piera Maggio invita a condividerla quanto più possibile, senza ritagliarla o modificarla:

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Il caso di Denise Pipitone è tornato sulla bocca di tutti, dai social ai programmi televisivi, da quando Olesya, una ventenne russa alla ricerca della sua mamma, ha contattato un programma russo. E subito la ragazza ci è sembrata la nostra Denise, scomparsa da 17 anni. Tuttavia, il gruppo sanguigno non coincideva con quello della bambina, per cui la storia si è chiusa in quel momento. O così si pensava. Perché qualche settimana dopo siamo stati avvisati della riapertura delle indagini sulla scomparsa della bambina, anche in seguito a tutti gli errori che sono stati fatti nel primo periodo.

Le indagini sono state piene di depistaggi, di bugie, di cose che non tornano, di intercettazioni che non funzionano solo con le persone indagate e qualche mese fa durante una puntata di Chi l’ha visto ci abbiamo aggiunto anche la mafia. Ma la madre di Denise Pipitone, così come tantissime persone che da anni cercano giustizia, vorrebbero solo che la bambina tornasse finalmente fra le braccia della sua famiglia che, per tutti questi anni, non ha perso la speranza e continua ad aspettarla. Ogni giorno ci sembra di essere più vicini alla verità ma allo stesso tempo non ci vogliamo illudere, e quindi non ci resta che, ancora, inesorabilmente, aspettare.

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Negli ultimi mesi abbiamo seguito con tanto interesse non solo le indagini riaperte ma anche le vecchie intercettazioni che non sono minimamente state prese in considerazioni all’epoca dei fatti. Abbiamo visto come il signor Battista Della Chiave non è stato minimamente ascoltato, con un’interprete ancora troppo inesperta che non è riuscita a comprendere quello che l’uomo davvero volesse dire. Oggi Denise Pipitone non è ancora a casa, ma speriamo che questa sia solo una situazione temporanea. Qualche mese fa, l’avvocato Frazzitta ha esposto le motivazioni per cui il caso non deve essere archiviato, soprattutto in seguito alle ultime intercettazioni, ma a quanto pare non è servito a nulla.

Vi ricordiamo anche che prima che la commissione d’inchiesta sulle indagini fosse accettata, Italia Viva, partito di Matteo Renzi, ha fatto ostruzionismo decidendo di ricattare i colleghi. Igor Iezzi, in diretta con Milo Infante su Ore14, ha fatto sapere che lui è «rimasto stupito dal tono di questi emendamenti. Il problema è che posso capire l’esigenza di allargare il campo d’azione della commissione, partire da Denise Pipitone per poi allargare sul fenomeno». Tuttavia, per fortuna, non hanno avuto la meglio.

Poi, comunque, la commissione d’inchiesta è un testo ufficiale e vediamo per davvero la prima luce infondo al tunnel. «Una norma costituzionale prevede che si possa seguire questo iter e i deputati avranno tutti i poteri dell’autorità giudiziaria. Diciamo che è una forma di “avocazione”, di spostamento, dell’indagine a Roma. Noi confidiamo nella ricerca della verità, anche dopo 17 anni», disse l’avvocato Frazzitta e dopo l’okay definitivo alla commissione affari costituzionali, la commissione è stata ufficialmente bocciata. Il giorno in cui si saprà la verità sul caso, sembra essere ancora lontano.

Per cosa è indagato Milo Infante

Se si pensa a giornalisti indagati nel caso di Denise Pipitone, pensiamo a Ilaria Mura, di Quarto Grado, che avrebbe rivelato a Gaspare Ghaleb di essere intercettato e quindi indagata per favoreggiamento. Nel caso di Milo Infante, però, la situazione è molto diversa. È da qualche ora che gira la notizia, condivisa anche dalla collaboratrice di Piera Maggio, Mary Falco, e lo stesso Milo Infante ha spiegato a Il Messaggero che «l’avviso di garanzia è per ipotesi di reato. La nota dolente è che nessuno fa più il suo lavoro. Non mi chiamano, nessuno vuole sapere, nessuno sa cosa succede».

Viene comunque lecito chiedersi perché il giornalista di Ore 14 sia indagato. Già il mese scorso aveva condiviso una foto sui social molto preoccupante, ma solo oggi la situazione sembra essere stata condivisa sulle più importanti testate italiane, e per questo Milo Infante ha deciso di rispondere a delle domande. Il Messaggero infatti gli ha chiesto per quale motivo sia indagati, quali sarebbero le accuse contro di lui, e Infante ha risposto:

«Le trasmissioni imputate sono quelle nell’immediata richiesta di archiviazione, qualcuno ha detto qualcosa che ha infastidito i giudici di Marsala. Questa sembra lesa maestà, ti permetti di criticare alcuni poteri. Ed ecco la diffamazione. Verosimilmente i giudici di Marsala si sono sentiti lesi nel loro diritto d’onore. La mia idea? Io dico che l’inchiesta debba ripartire da zero, ma non per interesse mediatico. La bambina va cercata come tutti i minori che sono scomparsi, perché per me l’hanno rapita».

Milo Infante ha anche sottolineato che «il posto è di un mese fa. Piera Maggio ha detto che hanno fatto terra bruciata su chi cerca Denise», aggiungendo che persino «Maria Angioni mi ha querelato, accusandomi di aver detto il contrario di ciò che ho detto. Pensate voi». Ha poi fatto nomi e cognomi: «Jessica Pulizzi è stata assolta per assenze di prove e Gaspare Ghaled era stato condannato per aver detto il falso, ma in realtà nulla è successo».

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Da sinistra: Piero Pulizzi, Piera Maggio, Milo Infante e l’avvocato Giacomo Frazzitta

Intanto, arriva anche il supporto di Piera Maggio nei confronti di Milo Infante che, nel corso degli anni, è divenuto per lei anche un amico: «Coloro che hanno rapito Denise, hanno eluso la giustizia italiana. Alcuni ci sono caduti in pieno inconsapevolmente, altri per volontà propria e altrui. Tutto questo rimarrà una vergogna indelebile nella memoria di molti italiani. È dura, ma andremo avanti nella ricerca della verità e giustizia per Denise, come abbiamo sempre fatto».

Dopo che la notizia ha girato per bene, la Procura di Marsala ha deciso di smentire: Milo Infante non è indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa di Denise Pipitone, e precisa anche di non aver mai inviato alcuna comunicazione giudicare al giornalista. Secondo quanto si apprende Infante sarebbe indagato dai pm di Caltanissetta per diffamazione. Infante aveva scritto su Instagram: «Posso dirvi che i giudici indagano chi Denise l’ha cercata con tutte le forze. Giornalisti, ex pm, e non solo… se qualcuno pensa che sia sufficiente per fermarci sbaglia. Continueremo a cercare Denise. Denise va cercata, non archiviata».

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