Salvini in missione a Mosca

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Sembra proprio che ormai sia ufficiale: delle fonti della Lega hanno fatto sapere che Matteo Salvini ha organizzato una vera e propria missione in Russi, «nell’ambito dei contatti avviati al fine di far ripartire i negoziati per porre fine al conflitto in Ucraina». Chissà che accoglienza riceverà in Russia, considerando i sondaggi dimostrano come ancora si debba riprendere da quella in Polonia. Tuttavia, viene anche lecito domandarsi: in qualità di chi Salvini sta andando in Russia?

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La notizia di un ipotetico viaggio di Salvini verso la capitale russa è di qualche settimana fa, ma lui ha subito smentito l’articolo che era stato condiviso da La Repubblica secondo cui delle fonti diplomatiche avrebbero riferito di un ipotetico viaggio in Russia del leader della Lega. Salvini, però, fece anche sapere di starci lavorando «riservatamente», quindi chissà che ora non sia arrivato il momento di tornare nel suo paese preferito, e chissà se lo farà con la maglia donatagli dal sindaco polacco!

La guerra di ha comunque fatto sbloccare un nuovo leader della Lega, il Matteo Salvini pacifista, che non è più quello che difendeva il suo assessore che aveva ucciso (con un colpo d’arma da fuoco!) un uomo, urlano alla legittima difesa. Adesso lui è contro le armi. «Chi vorrebbe mandare armi per i prossimi sei mesi poi a settembre vada davanti alle fabbriche che stanno chiudendo e lo dica ai lavoratori italiani. La guerra per loro significa non mangiare più. Pace e lavoro subito sono possibili», ha detto in Senato.

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E almeno sotto questo punto di vista la situazione non sembra essere cambiata. Sembra che, per il momento, Matteo Salvini sia ancora contro le armi, ma vedremo come si comporterà un volta arrivato in Russia, se volterà la faccia, se cambierà idea, se avrà la forza di dire le stesse cose che dice anche in Italia (non che siano contro la Russia, non ha mai detto esplicitamente di essere contro Putin e la Russia).

Matteo Salvini vola in Russia

«Sono pronto ad andare ovunque per arrivare alla pace», dice da giorni il leader leghista. Questo ovunque adesso si è concretizzato in un viaggio a Mosca, «nell’ambito dei contatti avviati al fine di far ripartire i negoziati per porre fine al conflitto in Ucraina». Quando? «A breve», e questo a breve potrebbe essere già questa domenica, 29 maggio. Al momento, comunque, non ci sono dei commenti da parte di Palazzo Chigi, ma secondo la Repubblica al governo non è piaciuta molto l’idea di un Salvini in Russia.

Da un comizio a Como, però, Matteo Salvini è convinto: «Mi chiedono se andrò a Mosca. Lo chiedo a voi. Ieri Draghi ha fatto una cosa giusta: ha chiamato Putin. È chiaro che la pace non la ottieni accendendo una candela in Duomo, ma va costruita, cercata telefonata per telefonata, incontro per incontro. C’è il dovere di fare di tutto per avvicinarsi alla pace e, come Draghi ha fatto bene a chiamare Putin, io ce la sto mettendo tua. La pace e la vita valgono tutto».

Aggiunge: «Draghi ha fatto bene a chiamare Putin e io ce la sto mettendo tutta ma già sento i ritornelli della sinistra perché se dice di andare o chiamare Mosca qualcuno che va bene al politicamente corretto, allora è una grande operazione di pace. Se ci va Salvini chissà cosa succede, però abbiamo le  spalle larghe e bisogna solo tirare dritto». Chissà perché è così ossessionato dal politicamente corretto. Se Salvini va in Russia, ci va da autonomo, come ci andrebbe una persona x. Non rappresenta l’Italia. I suoi errori e le sue gran belle figure, sono sue, non dell’Italia.

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A proposito di leader leghista non ben voluto, il segretario del PD, Enrico Letta, ha già commentato l’ipotesi del viaggio: «Salvini va dove naturalmente gli batte il cuore fin dall’inizio. Evidentemente considera la Russia un luogo dove andare». «Torna dove è sempre stato, evidentemente considera Mosca un luogo nel quale sia naturale per lui andare», aggiunge, descrivendo questo viaggio come delle «iniziative strampalate alla Salvini non hanno alcuna utilità. Servono a lui per ritrovare la sua identità». Ma ormai il leghista sembra essere convinto, tanto che in un messaggio diffuso nelle chat della Lega scrive:

«Dopo un lavoro di settimane e a tutti i livelli, ed ormai entrati nel quarto mese di guerra, si sta aprendo la possibilità di incontrare, per parlare di cessate il fuoco, forniture di grano e ritorno al dialogo, rappresentanti dei governi di Russia e Turchia, nonché rappresentanti di altri governi e istituzioni internazionali. Qualora la possibilità si facesse concreta, nelle prossime ore ne parlerò direttamente coi vertici del Movimento e delle Istituzioni.

P.s. Per me sarebbe più comodo stare qualche giorno a casa coi miei figli o con la mia compagna, ma in un momento così drammatico per il mondo e per l’Italia, forse il riposo può aspettare. Vi aggiornerò a breve sugli sviluppi, intanto vi abbraccio e vi auguro buon fine settimana di gazebo, amministrative e referendum!».

Quel post scriptum che ti fa venire proprio la voglia dal cuore di chiedergli: ma chi ti ha chiesto ti non stare in casa con i tuoi figli o con la tua compagna? Cosa crede di riuscire a fare in Russia? Pensa che Vladimir Putin vede il suo fan n.1 e all’improvviso decide di ritirare le truppe? Sarebbe davvero bello e semplice così, non trovate? Vedremo, comunque, come si evolverà la situazione.

AGGIORNAMENTO

«Sono in Italia. Non ho certezze che ci andrò, ci stiamo lavorando. E si va se serve, certezze non ce ne sono. La richiesta di aprire i porti viene da più parti: bisogna insistere. Ci sono buone relazioni, rappresentiamo milioni di italiani. Per alcuni sarei già partito ieri. Non è un viaggio di piacere: si va se serve. Non vado a nome del governo, do il mio mattoncino»: lo ha detto Matteo Salvini a Sabato Anch’io su Rai Radio Uno.

Aggiunge: «Il mio è un rafforzare l’opera del governo, non è un sostituirmi a nessuno. Il 2 giugno a Mosca? Non dipende da me. Sono piccolissimo e faccio quello che posso, mattoncino su mattoncino. Il problema non è se Salvini parte o meno ma per quante altre settimane le rassegne stampa parleranno ancora di armi e di crisi. Qualunque politico dovrebbe fare il suo. Mi piacerebbe che tutti potessimo andare a Mosca. Da Letta battuta di dubbio gusto, non vado a giocare a bocce».

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