F1, nuove regole dalla FIA e Gasly-Mercedes: cosa aspettarsi dalle prossime stagioni

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La necessità di una revisione dettagliata del regolamento proposto dalla FIA è stata resa più che palese in seguito agli eventi che hanno caratterizzato il GP di Abu Dhabi 2021, così come parecchi altri avvenimenti della stagione appena trascorsa. L’ormai ex presidente Jean Todt aveva ben chiarito questo punto, il quale è stato ripreso con entusiasmo dal suo successore Mohammed Bin Sulayem, eletto lo scorso 17 dicembre.

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Fonte: Rossomotori

Infatti, “Sono stato eletto solo due settimane fa e sto ancora studiando quello che è successo. La F1 è uno sport dinamico e noi dobbiamo esserlo altrettanto, attivi più che reattivi. Le regole devono essere adattate. Quello dei regolamenti non è il libro di Dio, può essere migliorato“.

E così è stato. Ma questo in quanto la FIA aveva già deciso di allontanarsi dalle scelte applicate da Michael Masi, direttore di gara della F1, al Yas Marina Circuit in una lettera ufficiale, dove richiedevano l’esposizione di protocolli che impedissero di causare la stessa confusione generata in seguito agli eventi che hanno condizionato gli ultimi giri della gara.

Sembrano esserci, però, alcune discordanze rilevanti per il futuro della F1: è stato chiesto al nuovo presidente della FIA se Masi fosse in linea per ricevere una promozione, e la sua risposta elusiva ha portato alla luce la possibilità di concedere ancora più potere alla figura di direttore di gara in modo che gli stewards non possano decidere di assegnare penalità dopo ore dalla conclusione di una gara.

Le nuove regole introdotte dalla FIA

Il responsabile tecnico FIA per le monoposto Nikolas Tombazis ha illustrato in un’intervista per la Gazzetta dello Sport, le modifiche apportate al regolamento di gara della Formula 1: “In prospettiva, ciò che ci poniamo come obiettivo è non solo di avere prestazioni ravvicinate, ma lotte in pista ravvicinate, grazie alla nuova conformazione aerodinamica delle vetture. Quelle messe in campo, ci paiono adeguate per consentire prolungate lotte in pista senza che i pneumatici siano soggetti a surriscaldamento e degrado elevati, a causa della perdita di aderenza indotta dalla scia turbolenta della monoposto che precede“.

Dire quanto le vetture saranno diverse tra loro dipende da quanto è esperto l’occhio di chi le osserverà. In pratica, la differenziazione attuale sarebbe ravvisabile da pochi se le vetture fossero tutte con la stessa livrea. Penso dunque che la riconoscibilità delle vetture 2022 sarà analoga a quella attuale, con elementi non sempre macroscopici di differenziazione concettuale tra loro“.

Il nuovo set di regole porterà a interpretazioni spinte e alla possibilità di identificare delle aree grigie, causa di contestazioni e verifiche a posteriori?

“Il processo di stesura delle regole è in costante evoluzione, nel senso che già ora abbiamo identificato alcune evoluzioni necessarie, nella scrittura di alcune specifiche norme. Non si tratta di revisioni corpose, ma di un aggiornamento del testo per renderlo univocamente chiaro riducendo la possibilità di interpretazioni che inevitabilmente andrebbero nella direzione opposta rispetto agli obiettivi prefissati, che come detto sono prioritari”.

Le nuove norme costringeranno i piloti ad adottare uno stile di guida diverso?

“Di certo le nuove vetture, a causa dei pneumatici con fianco ribassato e per l’incremento di peso di una quarantina di chili, avranno un comportamento dinamico diverso. Ciò si avvertirà a esempio in frenata, dove gli spazi almeno inizialmente potrebbero allungarsi. Quello che è certo è che a livello generale le vetture 2022 saranno molto più veloci nei curvoni, mentre saranno più lente e meno stabili nelle curve molto strette”.

Saranno vetture più fisiche?

“Diciamo che il minore molleggio garantito dal fianco delle gomme, il maggiore peso e l’incremento delle velocità in curva, sulla carta sono elementi che inducono un elevato impegno fisico dei piloti. Il carico almeno inizialmente dovrebbe essere inferiore a quello delle vetture 2021 e ciò dovrebbe mitigare lo stress fisico”.

Parlando di carico, quanto inciderà la sua iniziale riduzione sui tempi sul giro? I team nelle loro simulazioni pare siano arrivati a solo mezzo secondo di differenza rispetto alle vetture attuali.

“Nelle nostre simulazioni, quando presentammo alla fine del 2019 il pacchetto delle nuove regole, emerse che il gap sarebbe stato intorno ai cinque secondi al giro. Da allora, affinando i modelli di calcolo, questo distacco è sceso a circa la metà. Indubbiamente i team nella ricerca di carico tendono a portare al limite ogni area della vettura ed è plausibile abbiano ulteriormente ridotto il gap teorico”.
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Fonte: Instagram @ mercedesamgf1

La stagione appena conclusa ha visto, nonostante la stabilità regolamentare, una lunghissima serie di contestazioni, o meglio, di richieste di chiarimento regolamentare, teme ciò possa ripetersi nel 2022?

“Spero tra un anno, a fine 2022, nonostante le numerose richieste di chiarimento avanzate dai team, peraltro anche nella stessa fase iniziale dei loro progetti, quindi già ricevute dalla FIA, non sarà necessario porre mano alle regole. Sicuramente nel corso della stagione saranno sottoposte al nostro vaglio numerose soluzioni da parte delle squadre, ma il nostro metro di valutazione sulla loro accettabilità sarà quello che non si tratti di concetti che producano come effetto un incremento delle turbolenze in scia”.

Nessuno riferimento alle parole rilasciate dalla FIA a SoyMotor: “Le penalità dei cinque secondi che sono solitamente imposte si dimostrano spesso inefficaci. Il penalizzato ha campo libero per colmare il tempo perso in pista, come ha fatto Lewis Hamilton a Silverstone. In alternativa, se viene dato un drive-through o vengono applicati secondi di penalità da scontare durante un pit stop, allora una o più posizioni possono essere perse, e così il penalizzato dovrà faticare per porvi rimedio“.

Il ritorno di Antonio Giovinazzi in F1 è possibile?

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Fonte: Instagram @ antogiovinazzi99

Antonio Giovinazzi ha salutato momentaneamente la Formula 1 dopo la conclusione prematura per la sua monoposto al GP di Abu Dhabi 2021. Pur avendo sottoscritto un contratto con la Dragon Racing per continuare la sua carriera motoristica in Formula E, ha comunque mantenuto il ruolo di terzo pilota della Ferrari in F1, al fianco di Mick Schumacher, nominato altrettanto pilota di riserva della scuderia del Cavallino.

A parlare è stato proprio il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, non contento della scelta di Alfa Romeo, che partirà a marzo con una nuovissima line-up composta da Valtteri Bottas e Guanyu Zhou: “Si sa che Antonio è un ottimo pilota e lo ha dimostrato. La prossima stagione avrà un programma specifico da svolgere al simulatore per fargli capire lo stile di guida delle auto 2022. Non c’è dubbio che possa avere altre opportunità nel 2023. Troverà un sedile“.

Credo che nel 2023 verranno liberati 11 posti: non dico che saranno tutti liberi, ma se diamo un’occhiata ai contratti dei piloti, a fine 2022 ne scadranno 11, compreso quello di Carlos Sainz. Ecco perché penso sia importante per lui continuare a partecipare al nostro programma di Formula 1 come pilota di riserva, continuare le attività al simulatore e tenerlo aggiornato sugli ultimi sviluppi nel 2022“.

Non passa inosservato il riferimento diretto a Carlos Sainz, attualmente pilota della Ferrari. Che il Cavallino stia pensando all’ennesima follia analoga al rilascio di Sebastian Vettel proprio in favore di Sainz?

Pierre Gasly potrebbe correre per la Mercedes?

Ma la notizia che forse stupisce di più è proprio l’ipotesi dell’approdo di Pierre Gasly in casa Mercedes.

Gasly è cresciuto con la tanto inimicata Red Bull, con la quale è stato già attivo nel 2019 prima di essere retrocesso alla ex Toro Rosso, ora conosciuta con il nome di Alpha Tauri. In realtà, Gasly non è mai sparito dall’ottica Red Bull, in quanto questa ha sempre voluto privilegiare piloti giovani e soprattutto appartenenti al Red Bull Junior Team.

Sergio Perez si è dimostrato un ottimo pilota per la scuderia al fianco del campione del mondo 2021 Max Verstappen, ma al concludersi della stagione 2022, la Red Bull potrebbe scegliere di riportare Gasly nella prima scuderia.

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Fonte: Instagram @ pierregasly

Gasly è entrato in ottica Mercedes proprio a causa del futuro incerto del sette volte campione del mondo Lewis Hamilton. Tutti ormai sembrano fiduciosi della conferma del pilota anche per la stagione prossima all’arrivo, ma non si esclude la possibilità di un ritiro anticipato prima dell’inizio della stagione 2023. Dopo l’approdo di Alexander Albon alla Williams le possibilità del mercato piloti si sono nettamente ampliate.

A parlare è la testata inglese Express: “La grande opportunità per il francese potrebbe arrivare quando Lewis Hamilton deciderà di ritirarsi. L’addio del sette volte campione del mondo è improbabile in questo inverno, inoltre è sotto contratto sino al termine del 2023. Ma potrebbe sempre appendere il casco al chiodo al termine del 2022, magari dopo aver conquistato l’ottavo titolo“.

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