È possibile vedere la depressione tramite una scansione del cervello… e curarla

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Soffrire di depressione non è solo sentirsi tristi. È essere privati di qualsiasi energia, di qualsiasi stimolo, non riuscire a vivere la vita come si vorrebbe. Significa anche non riuscire a prendersi cura di se stessi, essere costantemente stanchi, e tanto altro (o qualcosa di meno, non esiste solo un tipo di depressione). Intorno a questa malattia mentale c’è tanta disinformazione, e spesso anche cattiveria. Qualcuno non la riconosce, e peggiora solo la situazione. Altri invece non sanno cosa fare perché non si è abbastanza informati a riguardo. Tuttavia, persino i medici specialisti ancora non conoscono alla perfezione questa malattia.

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Nel 2023 la salute mentale merita rispetto. Il Covid-19 ha fatto emergere un grave problema di salute mentale da parte degli italiani, in quanto in molti hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto a uno psicologo abolendo quel luogo comune che vuole “pazzo” chi ricorre al sostegno psicologico. Durante la campagna elettorale il Presidente Meloni ha definito “deviati” diversi problemi di salute mentale, come l’anoressia, l’autolesionismo o l’obesità, mettendole alla pari di dipendenze come droga o alcolismo, o addirittura alla pari di bullismo e baby gang. Questa cosa è inaccettabile.

C’è bisogno di andare dagli adolescenti e anche dagli adulti e far comprendere loro che va bene chiedere aiuto, che c’è bisogno di uno psicologo in ogni scuola e in ogni università, e anche sul posto di lavoro, in modo che chiunque voglia possa usufruire del servizio e non arrivare a drastiche scelte. Bisogna rendere tutti consapevoli di come la salute mentale sia importante tanto quella fisica, e non discriminare gli studenti che cercano di portare l’attenzione su questa problematica. Anche perché, i dati condivisi da ENPAP, sono la testimonianza dell’importanza di sensibilizzare sulla salute mentale.

I dati condivisi da ENPAP nelle ultime settimane hanno evidenziato come «la pandemia è stata l’occasione per far emergere con forza l’importanza degli aspetti psicologici. Sempre più cittadini si rivolgono a noi e non dobbiamo deludere queste aspettative, così come dobbiamo portare avanti l’impegno per un programma nazionale per il benessere psicologico che passi per la scuola, la sanità, il welfare e il mondo del lavoro». Vi ricordiamo, prima di parlarvi della nuova scoperta, il servizio “Vivere meglio” di ENPAPQui trovate tutti i link utili.

Depressione: la nuova scoperta dei ricercatori

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I ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas, affermano di aver sviluppato quello che chiamano un “decodificatore dell’umore“, un modo per leggere lo stato emotivo delle persone semplicemente osservando la loro attività cerebrale. Al MIT Technology Review, il neurochirurgo del Baylor College e capo del progetto Sameer Sheth, ha detto che «questa è la prima dimostrazione di una decodifica dell’umore riuscita e coerente degli esseri umani in queste regioni del cervello». Il team ha anche trovato un modo per stimolare uno stato d’animo positivo nel cervello dei pazienti.

Il paziente “John”, nome fittizio, ha detto alla rivista di essersi sentito molto meglio. «La depressione è come un peso costante sulla tua anima. Quando hanno toccato quel piccolo punto perfetto, quel peso si è sollevato». Sheth ha detto di non sapere ancora «come fornire la DBS [o stimolazione celebrare profonda, una procedura che prevede l’erogazione di impulsi elettrici direttamente a specifiche regioni del cervello, ndr.] in modo intelligente a un dato individuo [con depressione]. Questa è solo una terapia ancora molto immatura», ma comunque ci si aspetta che ci saranno dei risultati in un futuro prossimo.

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Tuttavia, la procedura è molto costosa, invasiva e anche rischiosa. Ma rischiosa è anche la depressione. «La forza delle correlazioni ha suggerito che la gravità della depressione può essere prevista in modo affidabile dalle caratteristiche spettrali», ha detto il team. «Abbiamo scoperto che insiemi unici e specifici per l’individuo di caratteristiche spazio-spettrali erano predittivi della gravità dei sintomi, riflettendo la natura eterogenea della depressione. La capacità di decodificare la gravità della depressione dall’attività neurale aumenta la nostra comprensione fondamentale delle basi neurofisiologiche della depressione e fornisce una firma neurale target per terapie di neuromodulazione personalizzate».

Al momento ci sono solo tre pazienti, ma «si spera che possano ottenere dati sufficienti da un piccolo gruppo di persone in modo da poterci allontanare da [l’impianto di più elettrodi temporanei]». Qui trovate l’intervista completa.

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