Sexify: recensione della seconda stagione

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Ricordate Sexify? La prima stagione è uscita lo scorso anno e ci ha lasciati molto soddisfatti: una serie diversa dal solito, con delle donne protagoniste e… il sesso. In molti l’hanno definita la “Sex Education polacca“, e il termine non è esattamente condivisibile però è comunque stata una bella prima stagione. E la seconda? Anche la seconda non è male, sempre sul tema della prima e soprattutto senza troppe aspettative. In quest’articolo, vi diremo cosa pensiamo della seconda stagione di Sexify, e ovviamente saranno presenti degli spoiler.

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Sexify è una serie incentrata sull’orgasmo femminile, le protagoniste sono tre ragazze, Natalia, Monika e Paulina. Natalia e Paulina sono compagne di stanza, sebbene la seconda ormai non viva più nell’ostello, mentre Monika è la loro vicina. Proprio per merito di quest’ultima, a Natalia viene in mente di creare un’applicazione che verta sul sesso. Argomento che interessa a tutti i suoi coetanei e non solo, per questo decide che è il tema perfetto per creare un’applicazione che possa coinvolgere tante persone.

Non pensate che sia qualcosa di simile a Sex Education o a The Perfect Date. Sexify è sì una serie che verte sull’orgasmo femminile, tuttavia i personaggi non sono esperti a riguardo come lo è Otis, e Natalia non crea l’applicazione per scopi personali come invece avviene in The Perfect Date. L’unico obiettivo della protagonista è quello di creare una bella app che possa essere accettata dalla commissione, in modo da ottenere i fondi che le servono per potersi allontanare dalla sua città natia. E il resto è storia.

La seconda stagione ha al centro della storia sempre le nostre tre Natalia, Monika e Paulina, solo che dovranno confrontarsi contro i problemi che comportano il possedere un’applicazione, lanciarla, che non è di certo una passeggiata. Questo è il cast e i rispettivi personaggi: Aleksandra Skraba (Natalia Dumała), Maria Sobocińska (Paulina Malinowska), Sandra Drzymalska (Monika Nowicka), Małgorzata Foremniak (Joanna Nowicka), Cezary Pazura (Marek Nowicki), Zbigniew Zamachowski (dean Krzysztof Maślak), Bartosz Gelner (Konrad).

Sexify: recensione della seconda stagione

Se la prima stagione è stata principalmente basata sull’orgasmo femminile, in questa seconda stagione entrano in gioco anche i maschietti, ma non per l’orgasmo o per quel che piace loro durante un rapporto, bensì per come vivono il sesso. Personalmente, questa cosa mi è piaciuta parecchio. Hanno deciso di distruggere quel luogo comune dell’uomo che deve essere sempre perfetto a letto, che parla del sesso solo scherzando e che non ha la minima insicurezza, e il fatto che lo abbia fatto una serie tv polacca (paese dove di mascolinità tossica ce n’è anche troppa), è ancora più importante.

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È normale avere insicurezze sul proprio pene (in Italia proprio di recente l’abbiamo visto con Skam Italia, e posso dire di esser davvero felice che si stia parlando molto di più delle insicurezze maschili), è normale non sapere come toccare una donna, è normale anche avere determinati fetish, è normale avere anche dei dubbi. Il fatto che in Sexify, una serie dedicata al sesso, non si tenda a descrivere i rapporti come sempre perfetti, sia dal punto di vista femminile che maschile, è sicuramente un punto in più, in quanto indubbiamente la vedranno diversi adolescenti.

Un’altra parte che mi è rimasta molto impressa è il discorso fra Natalia e la madre. Quando l’app fallisce (o meglio, quando le viene rubata), le ragazze tornano alle proprie vite, o comunque cercano conforto. La protagonista si sfoga dicendo che si sente non all’altezza, o meglio che non si sente all’altezza dei suoi coetanei che già sono qualcuno nella loro vita, che stanno percorrendo la loro strada, al contrario suo che ancora non l’ha trovata e tende sempre a sbagliare. La madre le fa capire che lei deve seguire solo il suo percorso, non quello degli altri, senza sentirsi seconda a nessuno.

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Per il resto, la seconda stagione di Sexify è stata un po’ diversa dalla precedente a livello di trama. Certo, c’è sempre il fatto di dover creare un’ulteriore app, ma le ragazze non sono più sole e soprattutto devono mettersi continuamente alla prova, mettendo anche in dubbio quel che sanno o che credono di sapere. Stupenda la scena nell’ultimo episodio in cui mandano all’aria l’uscita di Sexify da parte della loro vecchia “socia”, e tanto bello anche il finale, aperto a una terza stagione (in realtà, potrebbe concludersi anche qui, ma vedremo cos’ha in mente Netflix).

L’amicizia fra le tre ragazze, l’una diversa dall’altra, è tanto bella, anche se non è quel tipo di amicizia in cui ci si scambia sempre belle parole. Tutte e tre sono molto cresciute moralmente in questa stagione: da una parte, Natalia ha compreso l’importanza del parlare in un rapporto, dall’altra Monika ha accettato di avere dei limiti e che è umano chiedere aiuto, e infine Paulina ha imparato a superare i suoi limiti, cercando di non avere la solita paura che la blocca e che non le fa vivere al 100% la sua vita.

In conclusione, Sexify 2 non è migliore della prima stagione, ma è la solita serie tv molto leggera da guardare per passare il tempo, quando non si ha nulla da fare. Ovviamente, la Polonia non è rappresentata in modo corretto, dato che resta sempre uno dei paesi più omofobi e bigotti dell’Unione Europea, ma ci passiamo sopra proprio come abbiamo fatto per la scorsa stagione, alla fine si saranno presi delle licenze poetiche. Aspettiamo la terza stagione molto volentieri!

P.S. Probabilmente la rivedremo insieme per la rubrica Impariamo il polacco, dove proviamo a imparare la complessa lingua polacca, quindi stay tuned!

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