FLASH NEWS

Crescono i crimini d’odio contro gli ucraini in Polonia: +30% nei primi sei mesi del 2026

Condividi

Negli ultimi anni la Polonia è stata uno dei principali punti di riferimento per i cittadini ucraini in fuga dalla guerra. Dopo l’invasione russa del 2022, il Paese ha accolto milioni di rifugiati, diventando uno dei simboli della solidarietà europea nei confronti dell’Ucraina. Oggi, però, il clima sembra essere cambiato. Secondo i nuovi dati della polizia polacca, nei primi sei mesi del 2026 le segnalazioni di crimini d’odio contro gli ucraini sono aumentate del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, alimentando le preoccupazioni per una crescente ostilità nei confronti della comunità ucraina.

MZIXER567PdYF8bgcTolpSlWovkVlLQcL2tNoMR7 Crescono i crimini d'odio contro gli ucraini in Polonia: +30% nei primi sei mesi del 2026

L’aumento delle aggressioni arriva in un momento di forti tensioni politiche e diplomatiche tra Varsavia e Kyiv, ma anche di una crescente diffusione di retoriche anti-ucraine nel dibattito pubblico.

I dati: sempre più segnalazioni di crimini d’odio

Secondo le informazioni pubblicate dal quotidiano polacco Rzeczpospolita, nei primi sei mesi del 2026 la polizia ha ricevuto 180 segnalazioni di crimini d’odio ai danni di cittadini ucraini. Si tratta di un incremento di circa il 30% rispetto allo stesso periodo del 2025 e di oltre il 35% rispetto al 2024.

Se questa tendenza dovesse proseguire nella seconda metà dell’anno, il totale potrebbe raggiungere circa 360 segnalazioni entro dicembre, superando nettamente le 275 registrate nel 2025 e le 267 del 2024.

Va precisato che questi numeri rappresentano le denunce ricevute dalle forze dell’ordine e non necessariamente casi già accertati. Allo stesso tempo, gli esperti ricordano che i crimini d’odio sono tra i reati maggiormente soggetti a sottodenuncia. Molte vittime, infatti, scelgono di non rivolgersi alla polizia per paura di ulteriori conseguenze o perché ritengono inutile denunciare.

Come ha spiegato Jacek Kucharczyk, direttore dell’Institute of Public Affairs, è generalmente riconosciuto che il fenomeno sia molto più ampio rispetto ai dati ufficiali proprio perché numerosi episodi non vengono mai segnalati.

Dall’accoglienza all’ostilità

Gli ucraini rappresentano oggi la più grande comunità straniera presente in Polonia, con circa 1,6 milioni di persone residenti nel Paese. Nei primi mesi della guerra la popolazione polacca aveva dimostrato un’enorme solidarietà, aprendo le proprie case ai rifugiati e organizzando raccolte di beni e aiuti umanitari (ovviamente, sono profugi biondi e con gli occhi azzurri, lo stesso clima non è destinato per altre vittime di guerra).

Leggi anche: Polonia, boom di residenti stranieri: oltre 2 milioni e il 5% della popolazione

Negli ultimi anni, tuttavia, il clima è progressivamente cambiato. Diversi sondaggi hanno evidenziato un aumento dei sentimenti negativi nei confronti degli ucraini, mentre parte della politica ha iniziato a utilizzare toni sempre più duri sull’immigrazione e sugli aiuti destinati ai rifugiati.

Secondo Kucharczyk, questa “atmosfera tossica” sta ormai producendo effetti concreti nella vita quotidiana delle persone. Quando il dibattito politico si riempie di messaggi ostili verso un determinato gruppo, il rischio è che qualcuno si senta legittimato a trasformare quelle parole in aggressioni reali.

L’esperto sottolinea inoltre come la propaganda russa abbia tutto l’interesse ad alimentare divisioni tra Polonia e Ucraina, sfruttando le tensioni esistenti per indebolire i rapporti tra i due Paesi.

Le aggressioni degli ultimi mesi

L’aumento delle denunce trova riscontro anche nella cronaca recente. A maggio cinque adolescenti polacchi sono stati arrestati a Varsavia dopo aver aggredito violentemente un gruppo di giovani ucraini. In quell’occasione il sindaco della capitale, Rafał Trzaskowski, aveva accusato la retorica anti-ucraina di alcuni partiti di estrema destra di contribuire a creare un clima favorevole a episodi di questo tipo.

Poche settimane dopo, due attivisti dell’estrema destra sono stati incriminati per aver intimidito una donna ucraina che gestisce un’attività dedicata all’assistenza degli immigrati provenienti dall’Ucraina.

WEBP_LANDSCAPE_1280-1080x675 Crescono i crimini d'odio contro gli ucraini in Polonia: +30% nei primi sei mesi del 2026
Fonte foto: Notes from Poland

Uno degli episodi che ha suscitato maggiore indignazione è avvenuto la scorsa settimana nella città di Bielsko-Biała, dove un uomo è stato ripreso mentre insultava con espressioni xenofobe alcuni bambini ucraini a bordo di un autobus. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro dei social, provocando reazioni sia in Polonia sia in Ucraina.

Il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha invitato la politica polacca a interrompere ogni forma di incitamento all’odio nei confronti degli ucraini, sottolineando come il linguaggio utilizzato da alcuni esponenti pubblici possa avere conseguenze molto concrete.

Anche la politica si divide

Negli ultimi mesi le relazioni tra Polonia e Ucraina si sono ulteriormente complicate anche sul piano diplomatico. Una delle principali tensioni è nata dopo la decisione del presidente Volodymyr Zelensky di intitolare un’unità militare a un gruppo nazionalista ucraino responsabile dei massacri di migliaia di polacchi durante la Seconda guerra mondiale, una ferita storica ancora molto sentita in Polonia.

Questo contesto ha contribuito ad alimentare il dibattito politico interno. Alcuni partiti della destra nazionalista, come Confederazione (Konfederacja) e Confederazione della Corona Polacca (KKP), hanno intensificato la loro retorica contro gli ucraini. Anche il principale partito d’opposizione, Diritto e Giustizia (PiS), ha assunto negli ultimi tempi una posizione più critica nei confronti di Kyiv.

Dall’altra parte, il governo guidato da Donald Tusk ha condannato con fermezza gli episodi di violenza. Il primo ministro ha definito “disgustoso” l’attacco verbale ai bambini sull’autobus, avvertendo che alimentare l’odio nazionale può avere conseguenze estremamente pericolose. Anche il ministro dell’Interno Marcin Kierwiński ha promesso tolleranza zero contro qualsiasi forma di aggressione, accusando però parte dell’opposizione di contribuire alla diffusione di sentimenti ostili.

?t=crop:2723:1688:nowe:73.346075199266:325 Crescono i crimini d'odio contro gli ucraini in Polonia: +30% nei primi sei mesi del 2026

Il PiS ha respinto queste accuse, sostenendo che il governo starebbe sfruttando gli episodi di cronaca a fini politici.

Il rischio di normalizzare l’odio

L’aumento dei crimini d’odio non nasce mai dal nulla. Le aggressioni fisiche sono spesso l’ultimo anello di una catena che inizia con la diffusione di stereotipi, slogan e discorsi che identificano un’intera comunità come un problema.

Criticare le scelte di un governo o discutere di immigrazione è parte del normale confronto democratico. Diverso è quando il dibattito smette di concentrarsi sulle decisioni politiche e inizia a colpire le persone in quanto appartenenti a una determinata nazionalità.

L’ambasciatore ucraino in Polonia, Vasyl Bodnar, ha accolto positivamente il fatto che gran parte delle forze politiche polacche abbia condannato pubblicamente gli ultimi episodi di violenza, auspicando che questa ondata di aggressioni rappresenti soltanto una fase temporanea.

Resta però un dato difficile da ignorare: mentre le tensioni tra i due Paesi aumentano, cresce anche il numero delle persone che diventano bersaglio dell’odio semplicemente per la loro origine. Ed è proprio questo il rischio più grande, perché quando il linguaggio dell’ostilità si normalizza nel dibattito pubblico, le sue conseguenze finiscono inevitabilmente per manifestarsi anche nella vita quotidiana.

Non perderti le nostre news!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

Ti potrebbe interessare