Blue Monday: cinque scene di serie tv che ci hanno parlato di depressione

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Oggi è il Blue Monday, il giorno più triste dell’anno. Troveremo per tutta la giornata frasi ironiche su come non sia un blue monday, ma una blue life, o un blue year o ancora come non ci sia differenza fra oggi o ieri o domani. E, dopotutto, è così. Sta tutto nel come decidiamo di vivere la nostra vita, o nel come abbiamo la possibilità di viverla. Noi, però, abbiamo deciso di parlare del Blue Monday tramite cinque scene di cinque diverse serie tv che ci hanno parlato di depressione in un modo un po’ implicito, inserendolo fra i vari temi.

Qualche informazioni su questa giornata: il Blue Monday cade ogni terzo lunedì di gennaio, ogni anno. Tuttavia, potrebbe durare anche tutta l’ultima settimana, o anche il secondo o quarto lunedì del mese. Il primo Blue Monday è stato il 24 gennaio 2005, annunciato in un comunicato stampa di Sky Travel, canale televisivo dedicato ai viaggi della piattaforma Sky UK. Da quel momento, poi, è stato utilizzato per pubblicità o sponsor. In effetti, anche oggi su Twitter, molte compagnie ne hanno approfittato (riuscendoci anche molto bene!).

La data e la giornata è nata tutta da un’equazione in cui vengono calcolate le condizioni metereologiche, i sensi di colpa per le abbuffate e magari le spese natalizie, la primavera troppo lontana e i debiti accumulati. L’equazione derivata da tutti questi fattori avrebbe portato al terzo lunedì del mese di gennaio come il giorno più triste di tutto l’anno.

La C è il tempo speso in attività culturali, la R il tempo speso rilassandosi, le ZZ è il tempo speso dormendo, le Tt sono invece il tempo di viaggio, la D sono i ritardi, l’St è invece il tempo speso in uno stato di stress. Andando avanti, troviamo P e Pr, che sono rispettivamente il tempo speso a preparare i bagagli e il tempo speso nella preparazione.

L’idea è nata da Cliff Arnall, uno psicologico dell’Università di Cardiff che, tramite quest’equazione matematica in cui vengono prese in considerazione diverse variabili prive però di unita di misura, ha calcolato il giorno più triste dell’anno. Tuttavia, quello che non sappiamo e non ci viene detti nei vari articoli in cui si consiglia come superare il Blue Monday è che persino l’Università di Cardiff ha preso le distanze da questa teoria e dallo psicologo.

Blue Monday: la depressione nelle serie tv

[Attenzione, potrebbero esserci degli spoiler delle serie tv elencate]

Stranger Things

Personalmente non posso non iniziare con Stranger Things, con quella scena di Max che riesce a sconfiggere Vecna, che è letteralmente l’analogia della depressione (colpisce adolescenti con disturbi del comportamento alimentare, con traumi o in lutto, insomma che non hanno una vita poi così lieta) grazie alla musica e grazie anche ai ricordi belli e felici dei momenti passati con i suoi amici. In quella scena, Max sceglie di vivere, Max sceglie di non essere sconfitta dalla sua depressione, di combattere, sceglie i suoi amici e tutte le persone che le vogliono bene. Max sceglie se stessa.

Ne abbiamo parlato meglio qui: Stranger Things 4: Vecna e l’analogia della depressione [SPOILER ep.4]

Big Mouth

Big Mouth può sembrare un cartone con costanti riferimenti sessuali, ma in realtà è più di questo (e infatti ne abbiamo parlato anche per le serie tv sull’educazione sessuale). Uno dei personaggi è Jessi, una ragazzina che deve affrontare il divorzio dei genitori insieme ai cambiamenti del suo corpo, e che finisce per incontrare Depression Kitty, ovvero il gatto della depressione. C’è in realtà una scena che ricorda proprio quella di Max in Stranger Things, con gli amici che cercano Jessi mentre è insieme a Kitty e lei che fa di tutto per raggiungerli ed essere, di nuovo, felice. Importante, però, è vedere tutto il percorso: la depressione non si supera con facilità, ma c’è bisogno di un percorso costante.

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Strappare lungo i bordi

Con Strappare lungo i bordi Zerocalcare ha creato un capolavoro. Con Zero non parliamo proprio di depressione, ma arriviamo direttamente a un suicidio. Dopo una perfetta rappresentazione dell’Italia contemporanea, scopriamo che Alice si è suicidata. E il suo amico non le dà colpe, non ha fatto passare il suicidio come una cosa per “deboli”, come una cosa per persone tristi e infelici. Perché a suicidarsi sono anche delle persone che vediamo sempre allegre, sono anche le persone che hanno lottato, che hanno lottato tanto, che ci hanno provato e a lungo sono sopravvissute, ma che poi si sono rese conto di non farcela più.

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Ne abbiamo parlato anche qui: Pensando a “Strappare lungo i bordi” di Zerocalcare

Ginny & Georgia

La seconda stagione di Ginny e Georgia parla esplicitamente di salute mentale, con ben due personaggi. In primis con Ginny, che si autolesiona bruciandosi la pelle con un accendino, e poi con Marcus che soffre di depressione. In quest’ultimo caso soprattutto, vediamo come il ragazzo veda tutto scuro, come non ci sia luce nella sua vita e se c’è, come creda di non meritarla. La sua depressione lo porta a pensare di non meritare l’amore, di voler e dover stare semplicemente solo. E Ginny, da quindicenne qual è, non comprende subito i suoi motivi e finisce per andargli contro. 

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Potrebbe interessarvi: Ginny e Georgia: recensione della seconda stagione

Skins

Infine, non potevo non concludere con Effy in Skins, che è stata letteralmente una delle prime serie tv a portare sul piccolo schermo il problema della depressione. Effy è un personaggio misterioso ed enigmatico all’apparenza. La vediamo spesso in silenzio mentre si trova in un triangolo amoroso, ma è più di questo: Effy soffre di depressione e prova anche a suicidarsi. La scena in cui Katie, ingenuamente, la lascia sola in bagno e Freddie la trova con i polsi pieni di sangue, è emblematica. Ma anche quella con tutti i suoi disegni, in generale tutta la trama che gira intorno al suo personaggio.

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