Twitter lancia Birdwatch per sconfiggere la disinformazione

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Dopo tutti gli eventi susseguitosi dopo i tweet di Donald Trump, Twitter ha deciso di intervenire, non solo bannando il profilo dell’ex Presidente degli Stati Uniti ma anche integrando una nuova piattaforma simile a Wikipedia: Birdwatch. Quest’ultima raccoglierà delle note e le segnalazione da parte degli utenti di Twitter, sebbene per ora sia solo un esperimento attivo negli USA, ma speriamo possa arrivare al più presto nel resto del mondo.

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Fonte: pexels

Dietro Birdwatch non ci saranno politico, scienziati, professori, ma utenti comuni (poi, ovviamente potrebbero essere davvero qualificati e questo sarebbe solo un plus) che stabiliranno tramite delle note e delle osservazioni anche critiche quanta credibilità dare a un determinato tweet. Ad esempio, se un politico a caso dovesse fare disinformazione sul Covid-19, come è spesso avvenuto, gli utenti di Birdwatch penseranno a fare chiarezza.

Birdwatch: come funziona?

È stato Twitter stesso, tramite il suo account Twitter Support, ad annunciare Birdwatch: «un approccio guidato dalla comunità per affrontare le informazioni fuorvianti», scrivono nei tre tweet. Poi, chiedono l’aiuto dei membri, spiegando anche come lavorerà questa nuova funzione:

«Stiamo cercando persone per testarlo negli Stati Uniti: puoi aggiungere note con un contesto utile ai Tweet che ritieni siano fuorvianti. Al momento queste note non si vedranno direttamente su Twitter, ma chiunque negli USA potrà visualizzarle. Useremo le note e i tuoi commenti per contribuire a plasmare questo programma e imparare come raggiungere il nostro obiettivo di lasciare che la comunità di Twitter decida quando e quale contesto viene aggiunto a un Tweet», scrivono.

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Fonte: pexels

Quindi, riassumendo: degli utenti che chiameremo birdwatcher cercheranno di contestualizzare e raccontare la verità che c’è dietro ad alcuni tweet che ritengono controversi. Niente più etichette, quindi, ma al loro posto ci saranno delle note. Tutti gli utenti che non hanno violato le regole di Twitter recentemente, che forniranno il proprio numero di cellulare e la propria e-mail, potranno partecipare a quest’iniziativa.

La mente dietro questo progetto è Keith Coleman, quindi sentiamo cosa ha da dire il vicepresidente di Twitter.

Keith Coleman presenta Birdwatch

Keith Coleman è stato fiero di presentare alla community di Twitter il suo nuovo progetto, Birdwatch: «la gente si collega a Twitter per informarsi, e vuole informazioni credibili. Inseriamo etichette e aggiungiamo un contesto sotto i Tweet, ma non vogliamo limitare gli sforzi alle circostanze in cui qualcosa infrange le nostre regole o riceve una grande attenzione dal pubblico. Vogliamo anche ampliare la gamma di voci che fanno parte di questo problema, e crediamo che un approccio guidato dalla community possa aiutare», ha detto per introdurre Birdwatch negli Stati Uniti.

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Fonte: pexels

In poche parole, quindi, Birdwatch servirà per raggirare quella che in molti chiamano censura ma che è solo rispetto delle regole. Non a molti è andato a genio il fatto che Trump o molti altri estremisti di destra siano stati censurati, e quindi Twitter ha cercato un problema per far sì che possano dire la propria opinione senza però plagiare in alcun modo la gente che pensa siano fonti affidabili (e lo stesso discorso vale con la sinistra estremista).

Nel post sul blog ufficiale di Twitter ha spiegato come funzionerà Birdwatch (noi lo abbiamo già spiegato) e poi ha spiegato i propri obiettivi: «Riteniamo che questo approccio abbia il potenziale per rispondere rapidamente alla diffusione di informazioni fuorvianti, aggiungendo un luogo di cui le persone si fidano e si riconoscono da un punto di vista valoriale. Alla fine puntiamo a rendere le note visibili direttamente sui Tweet per il pubblico globale di Twitter, quando c’è consenso da un ampio e diversificato insieme di contributor».

Infine, ha detto che, con questo progetto, vuole permettere «agli esperti, ai ricercatori e al pubblico di analizzare o controllare Birdwatch, identificando opportunità o difetti che possano aiutarci a costruire più rapidamente una soluzione efficace guidata dalla comunità». Insomma, non sembra poi una così cattiva idea. Voi che ne pensate? Ritenete che questa sia un passo avanti o che sia inutile?

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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