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Barbie 2 è a rischio? Warner Bros. ha tempo solo fino a dicembre per salvare il sequel

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A tre anni dall’uscita di Barbie, il film che nel 2023 ha conquistato il botteghino mondiale con oltre 1,5 miliardi di dollari d’incasso e otto candidature agli Oscar, il futuro del franchise è tutt’altro che certo. Se da una parte Warner Bros. vorrebbe trasformare il successo del film in una nuova saga, dall’altra le trattative con Greta Gerwig, Margot Robbie e Ryan Gosling sembrano essere in una fase di stallo. E il tempo, questa volta, potrebbe davvero fare la differenza.

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Secondo quanto riportato dal New York Times, lo studio cinematografico ha tempo soltanto fino a dicembre per trovare un accordo. In caso contrario, i diritti cinematografici di Barbie torneranno alla Mattel, aprendo la strada a un possibile reboot sviluppato da un’altra casa di produzione.

Trattative complicate con Greta Gerwig e Ryan Gosling

Il nodo principale riguarda gli accordi economici con il team creativo che ha reso possibile il successo del primo film. Warner Bros. starebbe negoziando da mesi con Greta Gerwig e Ryan Gosling, ma senza arrivare a un’intesa definitiva.

Secondo il quotidiano statunitense, Gosling avrebbe chiesto un compenso di circa 20 milioni di dollari, oltre a una percentuale sugli incassi del film. Una cifra che, stando alle indiscrezioni, l’amministratore delegato della Warner Bros., David Zaslav, giudicherebbe troppo elevata e che, almeno per il momento, non avrebbe approvato.

La situazione è resa ancora più delicata da un dettaglio contrattuale tutt’altro che scontato. Quando Barbie ricevette il via libera, Greta Gerwig, Margot Robbie e Ryan Gosling non firmarono alcuna clausola che li obbligasse a tornare per eventuali sequel. Una scelta insolita per una produzione di questo livello, considerando che i grandi franchise tendono a blindare fin dall’inizio i propri protagonisti.

Greta Gerwig avrebbe finalmente trovato un’idea

Per mesi la stessa Greta Gerwig aveva dichiarato di non avere alcuna intenzione di realizzare un secondo capitolo semplicemente per sfruttare il successo del primo. Anche Margot Robbie aveva espresso dubbi, sostenendo che Barbie fosse stata concepita come un’opera autonoma.

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Le cose, però, sembrano essere cambiate. Sempre secondo il New York Times, Gerwig e il marito Noah Baumbach avrebbero finalmente trovato una storia che ritengono degna di essere raccontata e sarebbero pronti a iniziare a scrivere la sceneggiatura.

Esisterebbe però un’altra strategia in corso. I due autori starebbero infatti mantenendo il massimo riserbo sull’idea, rifiutandosi di iniziare ufficialmente il lavoro finché Warner Bros. non avrà firmato un nuovo accordo con loro.

Se salta l’accordo, Barbie ripartirà da zero

Il conto alla rovescia è già iniziato. Se entro dicembre non verrà raggiunta un’intesa, Warner Bros. perderà i diritti sul marchio cinematografico di Barbie, che torneranno alla Mattel.

Questo significherebbe, di fatto, dover abbandonare completamente il progetto costruito da Greta Gerwig. Un eventuale nuovo film non potrebbe riutilizzare gli elementi narrativi, il cast o l’impostazione del lungometraggio del 2023 e dovrebbe essere sviluppato ex novo da un altro studio.

In pratica, più che un sequel, il pubblico si ritroverebbe davanti a un vero e proprio reboot.

L’agenda di Ryan Gosling rende tutto più difficile

Anche la disponibilità degli attori rappresenta un fattore decisivo. Ryan Gosling, nel frattempo, è entrato ufficialmente nell’universo Marvel nei panni di Ghost Rider ed è stato annunciato come protagonista di Star Wars: Starfighter, previsto per il maggio 2027.

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Greta Gerwig, invece, è attualmente impegnata con il progetto dedicato alle Cronache di Narnia per Netflix, una produzione che la terrà occupata ancora a lungo.

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Anche qualora l’accordo arrivasse entro la fine dell’anno, serviranno comunque diversi anni prima di vedere il film completato. Secondo le stime riportate dal New York TimesBarbie 2 potrebbe arrivare nelle sale non prima del 2029 o del 2030.

Per Warner Bros. il successo del primo capitolo rappresenta un’occasione troppo importante per essere lasciata andare. Tuttavia, il caso di Barbie dimostra come nemmeno un film da oltre un miliardo di dollari garantisca automaticamente la nascita di un franchise. Questa volta, più che una questione di incassi, tutto dipenderà dalla capacità di trovare un equilibrio tra esigenze creative, disponibilità del cast e accordi economici. Se quel compromesso non arriverà entro dicembre, la bambola più famosa del mondo potrebbe cambiare casa e ricominciare da capo.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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