Baby influencer: la bufera sui social network


I social sono stati sotto accusa negli ultimi giorni, da quando una bambina di 10 anni è morta, secondo alcuni, a causa di una challenge su Tiktok, poi un’adolescente è scappata sempre con una amica conosciuta sullo stesso social. Tuttavia, poi sono state messe sotto i riflettori le cosiddette baby influencer, quelle bambine che spesso vengono spronate dalla loro stessa madre a posare in prove succinte per ottenere dei likes e dei followers su Instagram.

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Fonte: instagram

Il caso che più ha fatto scalpore fra le baby influencer e di cui ha parlato anche Selvaggia Lucarelli è stato quello di Benny G., ma come lei ci sono anche tante altre bambine che vengono sessualizzate, anzi, anche più di lei. Benny G., se la cerchiamo su Google, è una cantante neomelodica. Tuttavia, quello che fa molto contestare, è il fatto che molto spesso si trucchi con un make up che non è decisamente adatto alla propria età, oltre agli accessori o ai balletti provocanti su Instagram e Tiktok.

Purtroppo in Italia la pedofilia è un problema serio, ci sono tantissimi filmati pedopornografici che circolano sul web e sui computer di quelle persone, sappiamo che anche su Telegram c’è questo problema: utenti che scambiano video di bambine, alcuni trovati sul web, alcuni persino sui profili social, per questo in molti si chiedono: come si fa a esporre in questo modo una bambina? La si mette in pericolo, oltre che la si priva della sua innocenza. Perché, in molti, da piccoli abbiamo voluto provare le scarpe della mamma, o volevamo il suo rossetto, ma di certo nessuno ci postava online. E soprattutto non riuscivamo a indossare il rossetto senza sbavature.

Le baby influencer: il caso di Benny G.

La sua mamma dice a Selvaggia Lucarelli che la sua bambina «è felice, sono io che carico i video. La criticano perché la gente è ignorante». Fortunatamente, nessuno vuole criticare la bambina che, bene o male, non ha alcuna colpa ma imita solo quello che vede, come qualsiasi bambina. Che poi ci si diverta, è anche ovvio. Tuttavia, quello che molti fanno, più che criticare o invidiare, è preoccuparsi per la bambina. Pensate che un suo fan ha scritto, in un messaggio poi postato online dalla baby influencer:

«Sei bellissima e soprattutto bravissima, fregatene del giudizio della gente di merda e vai avanti per la tua strada… e realizza i tuoi sogni. Se poi sei anche sensuale e sexy vuol dire che agli altri brucia il culo perché loro non lo sono».

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Fonte: instagram

Insomma, è una bambina. Ci sono tanti bambini e tante bambine pieni di talento (e Benny è sicuramente una di questi), come ci sono sempre stati. Lo ricordate Ti lascio una canzone? Il programma della Rai dove i bambini gareggiavano cantando? Nessuno di loro aveva bisogno di indossare abiti non adatti alla propria età, di fare balletti succinti o di essere sensuale e sexy a 10 anni. Il loro talento usciva fuori comunque.

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Fonte: instagram

Benny G., insieme a tutte le altre baby influencer che non nomineremo (Benny viene nominata perché è diventata un caso mediatico e ormai tutti conoscono il suo nome, altrimenti non nomineremmo neanche lei), invece, affiancano il loro talento a balletti sexy e sensuali non adatti alla loro età, a vestiti attillati e le curve, se le hanno, in vista, con commenti di pedofili che le sessualizzano, dimenticando la loro vera età, dietro quelle foto da adulte.

Quella di Benny G. e delle baby influencer è quindi una delle ennesime conseguenze dei social network, e non parliamo solo di Tiktok, bensì anche di Instagram, di Facebook, di Youtube, di tutti quei social network dove hanno la possibilità di vedere delle ragazze più grandi che si preoccupano del proprio aspetto con beauty routine e palestra. Tuttavia, mentre le influencer che lo fanno hanno la giusta età per preoccuparsi del proprio aspetto, le baby influencer dovrebbero vivere la propria età senza l’ansia di essere perfette.

Esistono anche baby influencer maschi, ovviamente. Alcuni di loro, il massimo che fanno, è indossare gli occhiali da sole. Nessuno di loro, con il consenso dei genitori, posta foto mezzo nudo o con pose provocanti, bensì, ci sono foto mentre giocano e fanno cose adatte alla loro età. Allora perché anche le bambine non possono farlo? Davvero una bambina, per divenire popolare sui social, ha bisogno di indossare abitini e fare le labbra a gallina?

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