Quali regioni potrebbero cambiare colore?


Ed eccoci tornati con il consueto appuntamento per scoprire quali regioni cambieranno colore (alle regioni piace cambiare) e, insieme a lei, le nostre abitudini. Ormai i colori giallo, arancione e rosso sono entrati nelle nostre vite da due mesi, e a loro, ultimamente, si sono anche aggiunti bianco rosso scuro, tuttavia la prima è solo una lontana speranza, almeno per il momento e almeno per l’Italia. Vediamo cosa ci aspetta nelle prossime settimane.

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Fonte: governo

Oggi l’Istituto superiore di sanità, l’Iss, renderà pubblico il monitoraggio settimana delle regioni e su questi dati il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà le varie ordinanze che ci consentiranno di essere o meno liberi nel territorio regionale. Possiamo, ovviamente, provare a fare delle ipotesi, per vedere chi potrebbe passare in zona gialla, chi potrebbe salire in zona arancione e magari cerchiamo anche di chiarire la zona rosso scuro, come se cinque colori non fossero abbastanza.

Al momento in zona gialla ci sono le regioni Basilicata, Campania, Molise, Toscana e provincia autonoma di Treno, in zona arancione Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Infine, in zona rossa ci sono la provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia. Le cose, però, potrebbero cambiare.

I colori delle regioni

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Fonte: pexels

Per poter passare da una fascia all’altra c’è bisogno che le regioni passino almeno 14 giorni e i dati dell’Iss devono continuare a essere positivi, per cui se la vostra regione ha cambiato colore da meno di 14 giorni, solo brutte notizie per voi. Su questa premessa, le regioni che potrebbero passare in zona gialla sono l’Emilia Romagna, la Calabria e il Veneto, che le regioni che sono divenute arancioni per prime. Se, quindi, domani avranno un indice Rt inferiore a 1, potrebbero divenire gialle.

Il Presidente dell’Emilia Romagna sembra essere positivo su questa possibilità: «Rt è sceso ulteriormente e il numero di ricoverati in terapia intensiva e nei reparti Covid è sceso», per cui non ritiene impossibile che la regione Emilia Romagna abbracci il colore giallo, finalmente. Insieme alle regioni citate, sarebbe potuta essere conteggiata anche la Lombardia, se solo non ci fosse stato quel disguido, quel gravissimo errore del Presidente Fontana che ha costretto i suoi corregionali in zona rossa.

Come il Presidente dell’Emilia Romagna, anche il Presidente dell’Abruzzo, Marco Marsilio, si aspetta buone notizie: «Le prime anticipazioni del Rapporto settimanale della Cabina di Regia indicano una sensibile discesa dell’indice Rt in Abruzzo, che si ferma a una media di 0,81. Unito alla conferma del livello di rischio `basso’, significa che dalla riunione di domani ci attendiamo la certificazione che da domenica 31 gennaio la nostra Regione tornerà in fascia gialla».

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Fonte: regione Abruzzo

Oggi anche il Piemonte, la Valle d’Aosta, la Liguria, le Marche, il Friuli Venezia Giulia, l’Abruzzo e il Lazio compiranno le due settimane in zona arancione, quindi ci sono possibilità anche per loro di passare in zona gialla, ma tutto dipenderà dai dati che leggeremo e da quello che decideranno i tecnici e il ministro della Salute. Le regioni in zona gialla dovrebbero restare tali, ma mai dire mai.

Tre regioni, invece, non hanno neanche il dubbio del cambiamento, poiché una settimana fa non avevano dei dati positivi che facevano pensare che avrebbero potuto cambiare colore in questa settimana, queste regioni sono l’Umbria, la Sardegna e la Puglia. Le due regioni rosse, invece, potrebbero poter passare in arancione (ma è ancora un dubbio), ma ovviamente non in zona gialla.

In ogni caso, le regioni più quotate a divenire gialle sono Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria e Veneto, che hanno un indice Rt inferiore a 1. La Sicilia è più vicina alla zona arancione di quanto lo è la provincia autonoma di Bolzano. In ogni caso, oggi avremo le informazioni definitive. I colori cambieranno domenica 31, per cui al momento continueremo a seguire le ordinanze delle scorse due settimane.

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