The Boys 5: perché il finale preoccupa (e cosa ha promesso Eric Kripke ai fan)
Chi segue le serie tv lo sa bene: arrivare all’ultima stagione è sempre un momento delicato. Non importa quanto uno show sia stato amato o di successo, tutto può cambiare con il finale. È proprio questa consapevolezza che oggi accompagna The Boys, arrivata alla sua quinta e ultima stagione. Dopo anni di crescita, colpi di scena e personaggi diventati iconici, la serie si prepara a chiudere definitivamente la sua storia, e le aspettative sono altissime.
Il punto non è solo “come finirà”, ma come verrà ricordata. Negli ultimi anni, infatti, diversi show di successo hanno visto la propria reputazione cambiare proprio a causa di un finale divisivo. Ed è qui che entra in gioco una delle principali preoccupazioni dello showrunner Eric Kripke, che ha più volte sottolineato quanto sia difficile chiudere una serie in modo soddisfacente per tutti.

Trovate la nuova stagione di The Boys su Prime Video, a questo link.
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ToggleIl confronto con Game of Thrones e la paura di un finale deludente
Negli ultimi anni, Game of Thrones è diventato un vero e proprio caso studio quando si parla di finali di serie TV. Nonostante il successo globale e l’impatto culturale enorme, le ultime puntate hanno diviso pubblico e critica, lasciando molti spettatori insoddisfatti per la gestione di personaggi e trame. Destini controversi come quello di Daenerys Targaryen o Jon Snow sono ancora oggi al centro di discussioni online.
È proprio questo precedente che ha influenzato profondamente Eric Kripke durante la realizzazione della stagione finale di The Boys. In una recente intervista, lo showrunner ha ammesso apertamente di aver affrontato questo capitolo con grande tensione, consapevole che il finale può cambiare completamente la percezione di una serie. Secondo Kripke, infatti, gli spettatori tendono a giudicare retroattivamente un prodotto proprio sulla base della sua conclusione, rendendo l’ultimo episodio un momento cruciale.
Ho affrontato la stagione finale con assoluto terrore. Non ero né calmo né fiducioso. Ero assolutamente terrorizzato. Perché la gente ha la strana abitudine di giudicare retroattivamente una serie in base al finale, no?

Una stagione finale sotto pressione
La quinta stagione di The Boys rappresenta il punto di arrivo di un percorso narrativo iniziato anni fa e ispirato all’omonimo fumetto creato da Garth Ennis. Come accaduto anche per Game of Thrones, la serie ha preso nel tempo una direzione autonoma rispetto al materiale originale, introducendo cambiamenti, nuovi archi narrativi e sviluppi inediti.
Questo rende il finale ancora più delicato: non esiste una “strada obbligata” già tracciata, e ogni scelta narrativa deve essere costruita con attenzione. Kripke ha dichiarato di aver lavorato con grande scrupolo su ogni dettaglio, analizzando dialoghi, evoluzioni dei personaggi e risoluzione delle storyline per evitare incoerenze o finali affrettati. La pressione è altissima anche perché The Boys è diventata una delle serie di punta della piattaforma Amazon Prime Video, con una fanbase molto attiva e aspettative sempre più elevate. Ogni episodio finale dovrà quindi essere all’altezza del percorso costruito fino a questo momento.

Le parole di Eric Kripke: tra paura e fiducia
Durante l’intervista, Eric Kripke ha raccontato senza filtri il suo stato d’animo: ha ammesso di essere stato “assolutamente terrorizzato” nell’affrontare la stagione conclusiva. Non si tratta di una semplice dichiarazione di facciata, ma di una reale consapevolezza del rischio legato a un finale non riuscito.
Allo stesso tempo, lo showrunner ha voluto chiarire di non avere nulla contro Game of Thrones, che ha definito un’opera “monumentale e rivoluzionaria”. Ha anche sottolineato come il giudizio negativo sia spesso limitato agli ultimi episodi, mentre il resto della serie resta un punto di riferimento nella storia della televisione. Proprio questa consapevolezza ha spinto Kripke a lavorare con ancora maggiore attenzione, mettendo in discussione ogni scelta creativa. L’obiettivo è quello di offrire un finale coerente, soddisfacente e capace di chiudere tutte le principali linee narrative senza lasciare elementi irrisolti.
Voglio dire, penso che alla fine sia stato utile, perché sono stato molto attento a vagliare ogni parola e a mettere tutto in discussione. E a interrogarmi su tutto. Penso che ce l’abbiamo fatta? Voglio dire, le persone che lo hanno visto tendono a dire che è buono, ma sono tutte persone che lavorano per me, quindi chi diavolo lo sa? Alla fine, spera davvero che quando lo pubblicheremo, la gente lo apprezzerà. Sono in trepidante attesa di vedere come reagirà la gente.
Cosa aspettarsi dal finale di The Boys
Con soli quattro episodi rimasti, il finale di The Boys è ormai alle porte. I fan si aspettano risposte su molti fronti: il destino dei protagonisti, la conclusione dei conflitti principali e l’evoluzione dei personaggi più controversi. La promessa di Eric Kripke è quella di evitare un finale affrettato o incoerente, cercando invece di costruire una chiusura all’altezza della serie. Tuttavia, lo stesso autore ha ammesso di non avere certezze su come il pubblico reagirà: nonostante i feedback positivi interni, il vero giudizio arriverà solo con la messa in onda.
Il finale di The Boys è uno degli eventi televisivi più attesi del 2026. Il confronto con Game of Thrones è inevitabile, ma le parole di Eric Kripke lasciano intendere una grande attenzione nel non ripetere gli errori del passato. Tra aspettative altissime, pressione mediatica e una fanbase esigente, la sfida è complessa. Ma se le promesse saranno mantenute, The Boys potrebbe chiudere il suo percorso con un finale capace di soddisfare il pubblico e consolidare il suo status di serie cult.
「ザ・ボーイズ」製作者エリック・クリプキ、ぶっちゃけトーク💥https://t.co/1dJSqefOJr
— THE RIVER (@the_river_jp) April 20, 2026
「最終話を作るのはめちゃくちゃ怖かった。
全然落ち着かなかったし、自信もなかった。マジで怖かった。
『ゲーム・オブ・スローンズ』のような反応が起きてしまうことに恐怖した」 pic.twitter.com/L4lHQzmULT
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty






