Il CIO ha aggiornato le linee guida per le atlete transgender

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Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha aggiornato le linee guida sulle persone transgender nello sport, nel tentativo di mantenere l’equità nello sport femminile, in seguito alle tante polemiche che sono nate con diverse sportive, in particolare quella su Lia Thomas, nuotatrice americana transgender che ha gareggiato e vinto le competizioni di nuovo femminili. In questo caso, persino dei compagni di scuola l’attaccarono dicendo che avesse degli evidenti vantaggi fisiologici che l’hanno aiutata a vincere contro le donne. Ma non sta a Lia Thomas o a tutte le sportive trans decidere in che categoria gareggiare, quanto più al CIO.

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La situazione delle donne trans che decidono di gareggiare negli sport del sesso in cui si riconoscono, non è così semplice. Tuttavia, non è una scelta che si può fare per ideologia. Sono le stesse competizioni che stabiliscono un regolamento per decidere quando può e quando non può una persona trans competere nel sesso in cui si riconosce. Di recente, abbiamo parlato del Texas, di come le persone LGBT non siano prese in considerazione, ma soprattutto come a soffrire siano le persone transgender.

Ad esempio, c’è una legge in particolare pensata dal governo per umiliare le persone trans, una legge pensata proprio per difendere le donne che sarebbero svantaggiate contro delle persone “biologicamente maschi“. Sapete come sarebbero svantaggiare le donne? Gareggiando con un pancione in seguito a uno stupro. Però l’aborto è illegale e delle donne ve ne frega solo per essere transfobici. In più, oltre al Texas, ricordate il caso di Becky Pepper-Jackson?

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Becky è una bambina di 11 anni, transgender da quando aveva 4 anni, quindi conosciuta e accettata da tutti come Becky. Anche in quella situazione, le assurde leggi firmate dal governatore Jim Justice furono contestate dall’amministrazione di Biden, in modo che la bambina potesse gareggiare con le sue amiche e non con i suoi amici. Una situazione oltraggiosa e che in un paese civile non si può accettare, e per questo è necessario che chi di competenza intervenga quanto prima.

Riguardo Lia Thomas, ricordiamo che è una donna di 22 anni, che nuotando nuotando per l’Università della Pennsylvania è diventata la prima persona transgender a vincere un campionato nazionale NCAA Division, e ovviamente questo ha fatto discutere in quanto non biologicamente donna. Ma non ha fatto discutere le sue avversarie che si sono complimentate, bensì i politici che si sentono in dovere di “proteggere le donne“. E poi vedi che votano contro l’aborto. Fa ridere, ma anche riflettere.

La decisione del CIO sulle persone transgender

Il Daily Mail ha pubblicato la dichiarazione aggiornata, che recita: «Il principio 4 [equità] riconosce che le organizzazioni sportive possono a volte avere bisogno di emanare criteri di ammissibilità per le competizioni separate per sesso per mantenere una distribuzione equa e proporzionata dei vantaggi competitivi tra partecipanti. Riconosce inoltre la particolare importanza di promuovere l’uguaglianza delle donne nello sport e di preservare una competizione equa e significativa per le atlete d’élite, il che può richiedere criteri che limitino l’ammissibilità in alcuni casi».

L’aggiornamento delle linee guida sono state pubblicate anche sul British Journal of Sports Medicine. Il Daily Mail riporta che il nuovo documento «riconosce che il testosterone può essere un fattore importante che determina le prestazioni degli atleti d’élite in alcuni sport», tuttavia ritiene che sia un fattore troppo approssimativo per determinare l’idoneità di un atleta. Raccomanda in più che i criteri siano basati su dati solidi, ricavati su uno specifico gruppo di atlete da regolamentare, e che prendano in considerazione le esigenze specifiche di ogni sport.

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«Alle linee guida mancava un tassello fondamentale, ovvero la presenza di medici ed esperti a corroborare la tesi che sì, è possibile essere più inclusivi nello sport senza per forza danneggiare nessuno. Questo è il passo più importante in questo senso», ha detto Yannis Pitsiladis, coautore delle nuove linee guida e membro della commissione medica e scientifica del CIO. Viene aggiornato infatti la posizione secondo cui non dovrebbe esserci «alcuna presunzione di vantaggio» per le donne transgender che competono nella categoria femminile.

Nella nuova dichiarazione si consiglia alle varie federazioni sportive di adottare un approccio olistico nell’elaborazione delle linee guida sull’inclusione di genere e gli autori ritengono che bisognerebbe considerare «lo stato attuale delle conoscenze scientifiche e mediche, nonché considerazioni etiche, legali, sui diritti umani e sociali». Il professor Pitsiladis ha aggiunto:

«Al di là del testo, questa presa di posizione segnala un cambiamento monumentale nel modus operandi per unificare scienza, medicina, diritto e diritti umani. E mentre siamo solo all’inizio, ora abbiamo le basi e la determinazione per fare ciò che serve per aiutare al meglio le singole federazioni internazionali a sviluppare la propria politica che sia sempre basata sulla scienza, ma equa e il più inclusiva possibile».

Il CIO è stato criticato per aver abbassato il limite raccomandato di testosterone, di 5 nmole/l, tuttavia la nuova dichiarazione stabilisce «che il testosterone può essere un fattore importante che determina le prestazioni degli atleti d’élite in alcuni sport», aggiungendo che però da solo è un fattore determinante troppo grezzo per l’idoneità di un atleta. Si dovrebbe, al contrario, tener conto delle esigenze di ogni sport individuale. Questo dovrebbe mettere d’accordo attivisti e comunità scientifica, almeno per il momento.

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