Salvini non vuole accogliere i rifugiati politici: «l’Italia non può accogliere altre migliaia di migranti»

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Si passa da un Matteo all’altro. Qualche giorno fa a essere in tendenza su Twitter era #RenziFaiSchifo, oggi invece ci siamo svegliati con un #SalviniFaiSchifo. Cos’ha fatto questa volta il leader della Lega Matteo Salvini? Niente di nuovo, in realtà. Si è dimostrato per il solito incoerente che va dove lo portano le onde dei voti e dei consensi. Il 15 agosto chiedeva di salvare le donne e i bambini afghani, ieri ha aggiunto di accogliere chi ha collaborato con l’Italia, per poi mettersi come al solito a fare la vittima (sempre incoerente), oggi invece scrive di aprire le porte solo per donne e bambini, ma ieri ha scritto solo «qualche decina».

Sono giorni che parliamo di quel che sta avvenendo in Afghanistan. Sono giorni che cerchiamo di informare e sensibilizzare nel nostro piccolo. Vi abbiamo consigliato dei siti a cui donare e delle petizioni da firmare, vi abbiamo raccontato chi sono i talebani e abbiamo anche denunciato i giornali, i politici e gli utenti italiani che in una situazione tanto delicata pensano ad attaccare le femministe. Oggi, però, non possiamo non parlare di Matteo Salvini e della sua coerente incoerenza, perché la sua unica coerenza è il fatto di essere sempre incoerente.

Matteo Salvini: «l’Italia non può accogliere altre migliaia di migranti»

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Fonte: Twitter

Matteo Salvini vuole mettere in sicurezza «chi sta scappando», tuttavia «sugli arrivi dei migranti abbiamo già superato il record europeo, triplicando gli arrivi del 2019. Non possiamo permetterci di accogliere decine di migliaia di persone», ha detto durante un’intervista a Radio 24, chiedendo quindi che anche «gli altri Paesi europei facciano la loro parte». Una posizione e una dichiarazione degna del leader della Lega che se ne frega sempre delle persone che cercano rifugio e che scappano dalla guerra.

Per questo ci fa quasi ridere il suo tweet del 15 agosto in cui scrive: «Italia, Europa, Occidente: vergogna! Lasciare donne e bambini in mano ai tagliagole islamici, dopo anni di battaglie e sofferenza, non è umano. Qualcuno al governo dovrebbe rileggersi “La rabbia e l’orgoglio” e “La forza della ragione” della grandissima Oriana Fallaci». Ma Matteo Salvini lo sa che i fan del suo partito sono i primi a chiamare «clandestini» o «omoni con i Rayban» e a voler lasciare morire donne e bambini in mare? Forse si è perso qualche passaggio.

Pensate infatti che, proprio qualche ora dopo, sfoggia il tweet con l’«immigrazione clandestina»: «A #Kabul, dopo la vigliacca fuga dei Paesi Occidentali, torna a sventolare la bandiera dei tagliagole islamici e degli assassini talebani. Terrorismo, violenze, paura e immigrazione clandestina all’orizzonte, quanto aveva ragione Oriana Fallaci!». Prima parla di donne e bambini in pericolo che devono scappare e poi li chiama clandestini. Sono rifugiati politici, ecco come si chiamano. Tra l’altro sembra ossessionato da Oriana Fallaci, ma forse “La rabbia e l’orgoglio” non l’ha mai letto, altrimenti avrebbe notato il disprezzo che provava nei confronti di Lega e Forza Italia:

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Il tweet peggiore, il più viscido, il più sciacallo, è quello di ieri, in cui scrive che «mentre a Kabul i talebani riportano in vigore la sharia, la violenta legge islamica, in Italia stanno per sbarcare 166 e 322 clandestini da due navi di ONG con bandiera tedesca e norvegese». Già in questa prima parte non c’è correlazione, ma la seconda è veramente scandalosa: «Io il 15 settembre andrò a processo perché ho difeso il mio Paese, qualcun altro dorme…». Cosa? E cosa c’entra? Lo chiama «difendere il Paese», poi. Difendere da temibili donne, bambini e uomini lasciate allo stremo per ore in mare.

L’ultimo tweet arriva oggi, proprio qualche minuto fa. Un tweet in cui lui, Matteo Salvini, ha deciso che le donne e i bambini vanno salvati e per loro devono esserci i corridoi umanitari, ma per gli uomini no, perché gli uomini sono «potenziali terroristi». In poche parole, sta proponendo la separazione delle famiglie, perché la famiglia tradizionale va protetta solo se i componenti sono bianchi e italiani e non rischiano di essere dei «potenziali terroristi», perché se sei afghano rischi di essere uno psicopatico più di un italiano (femminicidi in Italia in 8 mesi: 38).

Le altre opinioni

In ogni caso, i sindaci italiani non sono d’accordo con Matteo Salvini, infatti si dicono «pronti a fare la loro parte nell’accogliere le famiglie afghane. Non c’è tempo da perdere, sappiamo bene come i civili che hanno collaborato con le nostre missioni in Afghanistan oggi siano in forte pericolo, soprattutto donne e minori», fa sapere il sindaco Matteo Biffoni delegato Anci per l’Immigrazione che rappresenta tutti i sindaci italiani in una lettera inviata al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

«Il Governo si sta muovendo per salvare vite umane, attraverso l’azione delle prefetture sul territorio e i sindaci mettono a disposizione la propria esperienza, per questo abbiamo scritto al ministro dell’Interno Lamorgese e abbiamo avvisato il ministero della Difesa. Dobbiamo essere molto concreti. Sarà la storia a dare un giudizio su questi ultimi vent’anni di presenza militare in Afghanistan, oggi siamo consapevoli che è il momento di aiutare il Governo a mettere in salvo vite umane.

Come scritto al ministero dell’Interno, siamo pronti ad ampliare la rete Sai già presente nei nostri territori per poter accogliere e inserire le famiglie che rientrano nel programma di protezione definito dal Governo del personale civile afghano collaboratore del contingente militare nazionale, la cosiddetta Operazione Aquila».

Anche Marina Serena, vice ministra agli Esteri afferma: «Dobbiamo avere un atteggiamento di apertura e di massima accoglienza alla luce anche dei tanti Comuni, associazioni e soggetti della società civile che in queste ore hanno fatto sapere di essere pronti ad accogliere persone, famiglie, donne e bambini che vogliono fuggire dall’Afghanistan». Silvio Berlusconi invece dice no alla «rassegnazione di fronte a quello che sta accadendo. Ora l’unica strada è quella della diplomazia e del soccorso umanitario a chi vuole lasciare quel martoriato Paese».

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Fonte: Twitter

Matteo Renzi invece ha deciso di attaccare (giustamente) Di Maio che in piena crisi umanitaria sta beatamente in spiaggia, tuttavia, come al solito, al centro del discorso si è messo lui, lodandosi da solo per una cosa che dovrebbe essere normale: «Ho scelto di interrompere le vacanze e sono rientrato al Senato, per sottolineare la gravità del momento. Questa diretta potevo farla dal mare o da casa, invece ho scelto di essere qui per dire che le istituzioni devono reagire

Enrico Letta, segretario del PD, invece, all’Adnkronos attacca direttamente Matteo Salvini per le sue dichiarazioni «totalmente inaccettabili, sull’idea di dire: ‘gli afghani? giusto quei dieci che hanno collaborato con gli italiani, poi non li vogliamo altri’. Se questa fosse la linea, ma non sarà quella, le parole del presidente Draghi sono state diverse». Giudica anche il discorso di due giorni fa del presidente Biden: «Sono un grande estimatore del Presidente americano, ma francamente le sue parole di ieri sera le ho trovate totalmente inadeguate rispetto alla gravità della situazione».

Ha poi commentato la vicenda: «Guardiamo tutti con una enorme preoccupazione quello che è successo e che sta succedendo. Credo che l’Italia debba mettere in campo una grande mobilitazione nazionale, per aiutare chi desideri restare e chi decide invece di andare via: l’accoglienza e soprattutto l’aiuto alla società afghana che era cresciuta in questi anni e che non dobbiamo lasciare sola», annunciando anche una riunione del PD per «mettere in campo tutte le nostre iniziative, perché questa nostra richiesta di mobilitazione nazionale si rivolge a tutto il Paese, ma innanzi tutto a noi che abbiamo intenzione di fare delle cose che aiutino per l’appunto la società afghana e che cerchino di essere il più possibile attente a una situazione drammatica».

«Oltre a questo ovviamente c’è tutto il tema dell’evacuazione e dei corridoi umanitari: evacuazione di tutte le persone che vogliono lasciare l’Afghanistan e corridoi umanitari che consentano a tutti coloro che non condividono quello che il nuovo corso porterà avanti di lasciare il Paese.

È un momento di quelli veramente in cui un grande Paese come l’Italia deve fare la sua parte e noi siamo qui per farlo, per sollecitare le Istituzioni a farlo: i nostri sindaci sono tutti mobilitati sul territorio, pronti a cercare di capire tutte le forme e le modalità con le quali aiutare e cercare di dare un segno di solidarietà concreta. Credo che questo momento sia particolarmente importante».

Le opinioni sui social

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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