Ennesimo femminicidio ed ennesimo victim blaming: il caso di Roberta Siragusa


Roberta Siragusa è stata l’ultima ragazza a essere uccisa da un femminicidio. 17 anni, tanti sogni nel cassetto stroncati da un “litigio”. Sui giornali leggiamo come lui, che non ha confessato ma che ha portato gli inquirenti al posto dove il corpo della povera ragazza senza vita si trovava, amasse il kickbox, di come il suo volto fosse pulito e i capelli corti, di come sembrasse più piccolo della sua età. Ma scusate, sbaglio o è un presunto assassino? Parliamo di Roberta, invece.

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Fonte: facebook

È il terzo femminicidio in Italia nel 2021, iniziato da soli 25 giorni. Prima di lei, Sharon e Victoria, una bambina e una donna. Roberta Siragusa aveva 17 anni, sul suo profilo Facebook scrive AMATI. Amati, come il fidanzato assassino avrebbe dovuto fare con lei. L’avrebbe dovuta amare e rispettare, anche se voleva lasciarlo. Amore non significa pubblicare foto sui social network insieme in cui le dici di amarla. L’amore si dimostra, con il tempo e con il rispetto, con le carezze e la gentilezza.

Sui social, amici o sconosciuti, conoscenti o chiunque finga di conoscere Roberta Siragusa giusto per cavalcare il momento e farsi qualche like, è capitato di leggere un «un tradimento è difficile da perdonare, ma non è così che si risolvono le cose». Molti giornali, invece, descrivono lui. Scrivono le frasi dolci che le dedicava sui social, lo descrivono come un appassionato di kickbox, con un volto pulito e i capelli corti. Insomma, mentre una ragazza di 17 anni è morta, loro pensano al suo presunto assassino.

Sapete come si chiama questo? Victim blaming. È quasi un «capisco che lei abbia sbagliato, che ti abbia tradito, che volesse lasciarti, ma non dovevi ucciderla», insomma, si fa in modo di far pensare a chi ti legge che, in fin dei conti, è stata lei a farti arrivare a ucciderla. Fanno pensare che l’assassino sia una brava persona che abbia solo commesso un errore, facendo passare in secondo piano il fatto che abbia ucciso una ragazzina. E fate schifo tanto quanto chi l’ha uccisa.

Roberta Siragusa: il suo omicidio

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Fonte: facebook

Non c’è stata ancora una vera e propria confessione. Sebbene ormai il presunto assassino sia accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere, lui continua a ritenersi innocente. Gli amici presenti a quella festa, quella festa che, in zona rossa e in pandemia non si sarebbe proprio dovuta svolgere ma in questo momento chiudiamo un occhio su questa polemica, hanno affermato che i due avevano litigato a causa della gelosia e poi, intorno a mezzanotte, si erano allontanati dalla casa in cui si svolgeva la festa.

I genitori aspettavano Roberta Siragusa, la loro bambina, intorno all’una di notte. Tuttavia, domenica mattina si sono svegliati e si sono resi conto che non era tornata, così hanno subito allertato le autorità. In caserma, qualche ora dopo, è arrivato anche il presunto assassino, che ha rivelato agli inquirenti dove si trovasse il corpo della povera vittima. Il corpo della ragazza presentava delle bruciature e sembra che sia morta per soffocamento, ma ancora non ne abbiamo la certezza.

Intanto, l’avvocato del presunto assassino, Giuseppe Di Cesare, ricorda che il suo cliente non ha mai confessato di aver ucciso Roberta Siragusa. «L‘unica cosa certa è che il mio assistito questa mattina si è presentato insieme al padre dai carabinieri e che ha consentito di far ritrovare il cadavere della fidanzata», però, insomma, ci si chiede come lui facesse a sapere dove si trovasse il corpo senza vita della fidanzata, e soprattutto perché, in caso di incidente, non abbia chiamato subito i soccorsi.

Il sindaco di Caccamo afferma: «Sono stato a casa della ragazza trovata nel burrone. Ho incontrato i genitori. Per Caccamo è un giorno tristissimo. Questa notizia ha sconvolto tutti. Conosco entrambe le famiglie. Sono tutte e due dedite al lavoro e i genitori hanno sacrificato tutta la loro vita per far crescere in modo onesto e leale i loro figli», per poi sottolineare come il femminicidio a Caccamo, paesino dove viveva Roberta Siragusa, sia sempre stato preso molto seriamente.

Roberta Siragusa è morta per un femminicidio

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Fonte: facebook

Sui giornali si legge che Roberta è stata uccisa dalla gelosia. È stata la gelosia a ucciderla o un uomo che la considerava come sua proprietà? Parlano di omicidio, ma è stato un femminicidio. E no, non è la stessa cosa. Sarebbe stato un omicidio se avesse ucciso una persona a caso, per il gusto di farlo. Ma lui ha ucciso la sua fidanzata, una ragazza di 17 anni che aveva ancora tutta la vita davanti. Una ragazza che lui considerava come sua.

Roberta Siragusa è morta per un femminicidio e ci sono persone che credono sia importante sottolineare che non c’è differenza e che anche gli uomini muoiono per mano delle donne, come se fosse una gara a chi vive peggio. Roberta Siragusa è morta per mano di un uomo, non per mano della gelosia, per un tradimento, perché lui faceva kickboxing, e in realtà non ci importa neanche cosa facesse lui nella vita.

E smettiamola anche di chiamarlo fidanzato, fidanzatino, con il suo nome, con il soprannome che gli dava la nonna, perché è un assassino. Un presunto assassino, che ha preferito non dire nulla durante tutto l’interrogatorio, che dopo che la sua fidanzata è morta, ritiene anche che non meriti giustizia. Perché giustizia sarebbe parlare e dire cos’è successo nella notte tra sabato e domenica.

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