Diana Russell

Addio Diana Russell: la sociologa che inventò il termine femminicidio

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È morta il 28 luglio 2020, Diana Russell, la sociologa, criminologa e scrittrice sudafricana naturalizzata statunitense che, nel 1976, ha utilizzato per la prima volta il termine femminicidio durante la campagna per la costruzione di un tribunale internazionale sui crimini contro le donne.

Oggi il termine viene visto con un occhio storto, e non perché è assurdo che, nel 2020, venga ancora utilizzato, ma proprio per la sua esistenza. “Perché avete bisogno di un termine per voi?”, “Non basta la parola omicidio?”, ci ripetono in loop.

Diana Russell
Fonte: larepubblica

Spieghiamolo una volta per tutte: se un giorno uno sconosciuto mi uccide perché gli sto antipatica, perché ho attraversato la strada all’improvviso, questo è un vero e proprio omicidio; se invece il mio ragazzo, il mio ex ragazzo, un ragazzo che ho friendzonato, mi uccidono perché pretendono che io sia solo loro o perché non faccio qualcosa come lavare i piatti (o altri compiti da donna), allora è un femminicidio.

In altre parole più semplici, il femminicidio è un crimine di genere e/o di matrice patriarcale. Per questo, quando qualcuno dimostra di non comprendere che ci sia una differenza fra omicidio e femminicidio, voi fate solo presente che il femminicidio è un omicidio, solo che è un omicidio avvenuto da un uomo che uccide una donna solo perché tale.

Se abbiamo un termine per identificare questo specifico tipo di assassinio, è solo grazie a Diana Russell, che ha dedicato la sua intera vita alla lotta contro i crimini sulle donne, e infatti sono in molti a ricordarla oggi.

Diana Russell: una vita per la lotta contro i crimini sulle donne

Diana è nata il 6 novembre 1938 a Città del Capo, in Sudafrica, da una madre britannica e un padre sudafricano. La sua famiglia era abbastanza allargata, aveva infatti ben 5 fratelli.

Per quanto riguarda i suoi studi, ha prima preso una laurea all’Università di Città del Capo e poi si è specializzata in sociologia alla London School of Economics. Nel 1961, a 23 anni, diviene ricercatrice ad Harvard, dove ha prima

Diana Russell
Fonte: amazon

intrapreso gli studi sulla nozione di rivoluzione (dando maggior rilievo alla lotta contro l’apartheid in Sudafrica), e poi ha iniziato la sua lotta contro i crimini sessuali nei confronti delle donne.

Questa sua battaglia l’ha portata, nel 1970, a insegnare sociologia delle donne al Mills College di Oakland, mentre 23 anni dopo, nel 1993, fonderà la Women United Against Incest, ovvero un’associazione che difende e sostiene le vittime dell’incesto.

Le va riconosciuta anche la grande lotta contro la pornografia, su cui ancora oggi si dibatte molto anche nell’ambito del femminismo, poiché c’è chi sostiene che sia sinonimo di libertà sessuale, chi invece di schiavitù sessuale.

Un’altra attività che va ricordata di Diana Russell è la messa in onda del primo programma televisivo in Sudafrica in cui le donne hanno avuto la possibilità di parlare delle proprie esperienze.

La coniazione del termine femminicidio

Era il 1976 quando Diana Russel ha utilizzato la parola “femminicidio” per descrivere «l’uccisione di femmine da parte dei maschi in quanto femmine», smascherando quindi la misoginia, il sessismo e il maschilismo che si trova alla base di molti omicidi di donne.

Diana Russell
Fonte: osservatore.ch

L’ambiente in cui il termine cominciò a prendere piede fu la costruzione di un Tribunale internazionale sui crimini contro le donne, raggiungendo il proprio acme durante un meeting a Bruxelles dove si intendeva denunciare ogni forma di discriminazione e oppressione che le donne erano costrette a subire.

Durante la sua carriera ha scritto diversi libri, il più noto è sicuramente “La politica dello stupro”, del 1974, arrivato in Italia, grazie a una traduzione di Carmela Paloschi, e nel resto del mondo nel 1976. Nel libro analizza diversi casi di stupro e in particolare i casi in cui, lo stupratore, è il padre o il marito.

Nel 1992, quindi quasi 30 anni fa, Diana Russell ha aggiunto una precisazione sul termine da lei coniato. Insieme a Jill Radford, utilizzò la parole femminicio per ogni donna uccisa da un uomo solo in quanto donna:

«Il concetto di femminicidio si estende al di là della definizione giuridica di assassinio e include quelle situazioni in cui la morte della donna rappresenta l’esito/la conseguenza di atteggiamenti o pratiche sociali misogine.»

Diana Russell: l’annuncio della sua morte

Diana Russell
Fonte: rainews

Dopo aver ripercorso brevemente la sua vita e le importanti lotte che l’hanno portata a essere ricordata oggi in tutto il mondo, dobbiamo anche parlare della sua morte.

Diana Russell aveva 81 anni e il 28 luglio ci ha lasciati mentre si trovata a Oakland, in California, a causa di un’insufficienza respiratoria.

Sebbene lei ora non ci sia più, le sue lotte e i suoi ideali continuando a balzare di mente in mente, sia di donne che di uomini che hanno intenzione di rispettare gli esseri umani, a prescindere dal loro genere, dal loro orientamento sessuale e dalle loro ideologie.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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