23 anni senza Lady Diana, ma nessuno la dimentica ancora: tra complotti e look iconici

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Sono passati 23 anni da quando Lady Diana Spencer, nella notte di domenica 31 agosto 1997, si stava spostando dall’hotel in cui soggiornava con l’imprenditore egiziano, suo compagno, Dodi Al-Fayed a un appartamento per scappare dai paparazzi: spostamento interrotto da un grave incidente che ha tolto la vita alla principessa e ad altre due persone presenti in auto.

Lady Diana Spencer era la principessa del popolo, era una donna semplice, onesta, si preoccupava del suo popolo e soprattutto amava i suoi figli, William e Harry. Era una donna che si è trovata immischiata in una situazione più grande di lei, che però ha avuto la forza di scappare. Ma la libertà ha avuto un costo fin troppo alto.

Era bellissima, intelligente, e aveva un grande stile, uno stile che ancora oggi possiamo vedere nella generazione che non ha avuto la fortuna di godersela neanche in televisione. Ancora oggi c’è chi ha una vera e propria venerazione per la famiglia reale, e Lady D non sarebbe stata un’eccezione, con i suoi look moderni, sportivi ma anche eleganti.

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Fonte: radiomontecarlo

Come si può dimenticare il tubino nero e scollato, con le maniche poggiate sulle braccia che mettevano in mostra le spalle, che ha sfoggiato il giorno in cui la televisione ha annunciato l’infedeltà del principe Carlo? Come fa sapere Vogue, quell’abito fu chiamato “revenge dress“, ovvero l’abito della vendetta.

È stata chiamata, oltre che la principessa del popolo, anche la principessa triste, poiché si riteneva che cercasse sempre di scappare dalle regole troppo rigide che vengono imposte ai reali, e Diana era la moglie e la madre dei futuri eredi al trono, non poteva permettersi di essere anticonformista.

Ma Lady Diana Spencer, è ricordata oggi anche come la principessa di stile, la principessa che ha scelto di non indossare più Chanel, poiché il suo logo, le due C, le ricordavano il tradimento del marito, Carlo, con Camilla Parker Bowles, oggi sua moglie.

Quindi oggi ricordiamola così, per il suo essere una madre amorevole, per il suo voler aiutare chiunque, per il suo stile iconico, ancora oggi dopo più di 20 anni.

La principessa del popolo: Lady Diana dalla gravidanza sino a dopo il divorzio

Perché Lady Diana era la principessa del popolo? Perché Diana Spencer si ricordava di essere una persona, prima di essere una principessa. E lo ha dimostrato ancor di più alla nascita del suo primogenito, William, letteralmente il primo bambino nella storia della famiglia reale inglese a non nascere nel Palazzo ma in un ospedale civile, per pretesa della sua mamma.

Due anni dopo William, nasce Harry, e ancora una volta dimostra di essere una persona. A Lady Diana non piace essere comandata, non piacciono tutte le imposizioni reali, e infatti è lei stessa a dare il nome ai suoi due figli. Sceglie la scuola che devono frequentare, come vestirli e anche le passeggiate.

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Fonte: Il Messaggero

Insomma, Lady Diana, prima di essere una principessa, è una mamma, e vuole essere per i suoi figli una mamma e non una principessa, vuole che riescano a vivere la propria vita nella normalità in cui l’ha vissuta anche lei, infatti è proprio lei che li accompagna a scuola e, più volte, ha rinunciato a degli incarichi ufficiali per passare del tempo con loro.

Sarà anche per questo che Harry e William sono così legati alla loro mamma, che se n’è andata troppo presto, e che hanno deciso di finanziare una statua nel Kensington Palace, dove lei viveva dopo il divorzio, in onore dei suoi sessant’anni (quindi il prossimo primo luglio).

Ma a parte il suo essere una buona madre, era anche una buona persona. Ha vinto, pochi mesi dopo la sua morte, il Premio Nobel per la Pace per la Campagna per il bando delle mine anti-uomo, in cui ha camminato su un campo della ex-Jugoslavia ancora minato.

Questa è una campagna che ha fatto da “donna libera“, quindi dopo il divorzio con Carlo nel 1996, perdendo tutti i titoli reali ma restando principessa in quanto madre del futuro re d’Inghilterra.

La principessa di stile: gli outfit più iconici di Lady Diana

Abbiamo già citato il suo revenge dress, ma Diana Spencer era iconica in qualsiasi suo outfit, lo è stata prima del matrimonio, lo è stato l’abito in cui si è sposata e lo è stata anche dopo il divorzio. Per cui, vediamo insieme alcuni dei suoi abiti più belli e ancora oggi utilizzati.

Chi segue Elettra Lamborghini, ma anche star più internazionali come Kim Kardashian, avrete visto i ciclisti da palestra sotto felpe, canotte o top crop: bene, quella è stata una iniziativa di Lady Diana, che spesso li indossava, creando una nuova moda che, come possiamo vedere, ancora oggi è in voga.

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Fonte: Twitter

Ma non solo nei suoi look sportivi, perché, guardando delle sfilate, ci sembra di vedere i suoi outfit più belli sfilare in suo onore, da Louis Vuitton a Lorenzo Serafini a Lacoste, nessuno è immune al fascino del look della principessa di stile.

La principessa triste: i complotti dietro la sua morte

La principessa è morta a causa di un incidente d’auto, l’autista è andato a sbattere contro il tredicesimo pilastro di sostegno del tunnel di Place de l’Alma. Erano le 00:23, le vittime furono raggiunte prima dai giornalisti che dai medici. A loro detta, Diana era ancora viva, continuava a dire “oh my God”, mentre l’autista Henri Paul e il compagno di Diana Dodi Al-Fayed, sembravano morti sul colpo. Unico sopravvissuto, la guardia del corpo Rees-Jones.

I giornalisti e chi era presente all’incidente cercavano di tenere sveglia Lady Diana, di farla parlare, ma lei sbatteva solo gli occhi. In seguito a un arresto cardiaco, fu rianimata e poi portata in ambulanza. In ospedale era ancora viva, ma le sue lesioni interne erano troppo gravi, e la portarono alla morte alle 4:00 del mattino.

Sembra un incidente, ma non tutti sono d’accordo, infatti ci sono diverse teorie del complotto dietro quel 31 agosto 1997. I complotti per la morte di Lady Diana sono così tanti e soprattutto precisi e coinvolgenti, che raccontarli tutti è impossibile. Per cui ci limiteremo a leggere i tre più quotati.

Queste sono ovviamente solo delle teorie, non sono certezze, quindi leggetele con le pinze.

MI6: centra qualcosa?

La prima teoria è quella che coinvolge i Servizi Segreti Britannici e queste voci sono iniziate a circolare sin dall’anno successivo alla morte, e questa teoria è stata sostenuta da molte persone, tra cui anche il padre di Dodi, Mohamed Al-Fayed.

Questa teoria vede coinvolto Richard Tomlinson, un agente dismesso dei Servizi Segreti che avrebbe affermato che l’incidente fu causato da alcuni agenti del MI6 che con un raggio laser tentarono di accecare Henri Paul, l’autista, per farlo sbandare.

Questa versione è sostenuta anche da chi era presente al momento dello schianto, che avrebbero affermato di aver visto un grande bagliore prima che la macchina si schiantasse.

La famiglia reale ha fatto uccidere Diana?

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Fonte: Pinterest

Abbiamo già detto come Diana fosse anticonformista, come fosse restia a seguire tutti i protocolli reali, fino al punto che questa teoria vede coinvolto il principe Filippo di Edimburgo, ovvero il mandante dell’omicidio svolto poi dal MI6.

A sostegno di questa teoria ci sarebbe una lettera scritta da Diana mesi prima del suo incidente, dove si dimostrava spaventata poiché temeva che Carlo, suo ex marito, l’avrebbe uccisa facendo sembrare tutto un incidente stradale.

Ma per quale motivo? Davvero Lady Diana era così ribelle? In realtà il vero motivo, secondo questa teoria, sarebbe che la famiglia reale non accettasse il compagno scelto da Diana, Dodi Al-Fayed, da cui sarebbe rimasta incinta e dando quindi al futuro re d’Inghilterra un fratellastro di origini arabe. Questo, per la famiglia reale, non andava bene.

Le morti sospette intorno a Diana

Prima della morte di Diana, ci sono state altre morti che hanno coinvolto la vita della principessa, partendo dalla sua guardia del corpo, Barry Mannakee, con cui Lady D aveva una relazione. L’uomo fu trasferito in Scozia e morì vittima di un incidente in moto nel 1987.

Dopo la morte di Diana, poi, muore nel 2004, per suicidio, il fotografo James Andanson, secondo molti guidatore di una Fiat Uno bianca che avrebbe fatto sbandare l’auto. L’uomo lo aveva confessato allo scrittore Frederic Dard, anche lui morto dopo Andanson.

Andanson viene tenuto in considerazione dalle teorie dei complotti soprattutto perché aveva lavorato per il servizio segreto britannico MI6.

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Fonte: quotidiano.net

Ormai Diana è morta, per un incidente, per un omicidio, probabilmente non sapremo mai la verità e non sapremo mai se la principessa abbia avuto giustizia, ma quello di cui saremo sicuri è che non la dimenticheremo mai.

Intanto siamo pronti a vedere il suo arrivo in The Crown, sperando che riescano a rappresentarla per la principessa magnifica che era.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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