Ragazze cacciate dalla spiaggia perché lesbiche

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Domani si deciderà sul DDL Zan e, intanto, una coppia di ragazze lesbiche viene insultata e cacciata da una spiaggia di Capo Miseno, nel comune di Bacoli. Sono già arrivate le scuse da parte dal sindaco che, in realtà, non ha alcuna colpa per i cittadini omofobi, tuttavia con che coraggio domani i senatori della destra italiana avranno il coraggio di dire che in Italia non esiste un problema di discriminazione, che il DDL Zan non va approvato e che l’omofobia è uno pseudo problema?

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Uno screen del video delle due ragazze lesbiche cacciate dalla spiaggia

Si chiamano Martina e Francesca, sono una coppia di ragazze lesbiche e si stavano godendo il sole e il mare come tutte le persone vicino a loro. Coppie, famiglie, amici, c’erano tante persone in quella spiaggia, eppure le uniche a non passare inosservate sono le due ragazze che hanno diffuso sui social un video in cui un uomo, non si sa con che diritto, le ha chiesto di andarsene dalla spiaggia perché la loro presenza avrebbe potuto turbare la nipotina di sei anni. E qui casca l’asino.

Ve le ricordate quelle tante coppie eterosessuali che hanno fatto sesso in spiaggia o in posti pubblici che sono stati difesi a spada tratta dal web? Perché noi li ricordiamo benissimo, come ricordiamo anche i commenti che hanno riscosso sul web: «Chi critica questi due dovrebbe provare ad avere attimi di passioni così intensi. Forse non ha mai avuto il partner giusto o non è mai stato innamorato seriamente, quell’amore che ti travolge che ti fa sentire le farfalle nello stomaco e ti fa accapponare la pelle. Non hanno provato tutto ciò. Poveri loro». Invece due ragazze lesbiche non possono scambiarsi un bacio in spiaggia perché «cosa devo rispondere alla bambina?».

Alla bambina puoi rispondere che l’amore è amore, che sia da parte di due uomini, di un uomo e una donna e di due donne, non è difficile, vero? Anche se,… Anche se, se ci fosse il DDL Zan la bambina neanche si porrebbe queste domande, così come il genitore omofobo non dovrebbe trovarsi nella situazione di spiegare che esistono donne a cui piacciono le donne, perché sarebbe insegnato a scuola il rispetto per gli altri, quello che, evidentemente, non ha ricevuto a casa.

Tra l’altro, oltre all’omofobia, c’è anche il sessismo e il body shaming. Qual è la colpa delle due ragazze lesbiche? Avere un seno prosperoso e quindi non potevano stare in costume, al contrario di una ragazza con poco seno che invece se lo può permettere. Che facciamo, poi? Aboliamo i pantaloni per le donne perché solo gli uomini possono indossarli? Perché come mentalità siamo più o meno a questo punto.

La storia delle ragazze lesbiche cacciate dalla spiaggia

«Ebbene sì, dopo tante volte che abbiamo visto e sentito raccontati episodi del genere da altrǝ compagnǝ queer, è capitato anche a noi», scrive una delle due ragazze in una storia Instagram, raccontando per bene quello che è capitato a lei e alla sua compagna mentre si trovavano in una spiaggia a Capo Miseno. «Non era certo la prima volta che ci succedeva di essere oggetto di scherno, commenti indesiderati o al centro di attenzioni viscide e non richieste quando siamo insieme, ma i protagonisti di questo episodio si sono completamente superati in quanto a squallore, vigliaccheria e bassezza», continua.

Dopo questa breve introduzione, inizia il racconto. Si trovava sulla spiaggia con la sua compagna, si godeva il sole e il mare come fanno un po’ tutte le persone che decidono di andare in spiaggia. Non stavano facendo niente di osceno, né lo avevano fatto. Avevano fatto un bagno e poi avevano deciso di rilassarsi sotto all’ombrellone, abbracciate come molte coppie. Si sono scambiate un bacio (un bacio, non un limone prepotente) e, a quel punto, è arrivato il signore omofobo e probabilmente rimasto al secolo scorso.

«In un secondo vi ritrovate importunatǝ, disturbatǝ, violatǝ. Vi viene chiesto come si può soddisfare la curiosità di una bambina di sei anni che, vedendovi, ha espresso dubbi e posto domande. Domande troppo scomode, per avere come risposta la verità», continua. Perché, in effetti, come rispondi a una bambina che vede due ragazze baciarsi? Non può mica andare bene un «si amano come facciano io e tua nonna». Sempre che vi amiate, perché non sappiamo quanto una persona omofoba possa conoscere l’amore.

«Poi ancora, vi viene chiesto di spostarvi altrove, altrimenti la bambina sarebbe diventata come voi, se avesse continuato a guardare», e questo è il tipico ragionamento ignorante di molti esponenti della destra e non solo che ritengono che, se i bambini dovessero essere educati al rispetto che il DDL Zan insegnerebbe, potrebbero diventare omosessuali. Ma sbaglio o i ragazzi omosessuali o le ragazze lesbiche sono figlie di eterosessuali? L’unica cosa che si può trasmettere a un figlio è l’ignoranza e la cattiveria. Non l’orientamento sessuale.

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Uno screen del video delle due ragazze lesbiche cacciate dalla spiaggia

Poi ovviamente il signore in questione mette in mezzo Dio e comincia a insultarle. Chiama le due ragazze lesbiche “stupide”, giusto per confermare di non essere una persona né educata né istruita. Le ragazze quindi minacciano di chiamare la polizia e la situazione sembra calmarsi. Finché non arriva la figlia del soggetto. Questa volta, però, le ragazze non sono più sole, perché l’intera spiaggia si è mobilitata per difenderle e per non farle sentire sole. Ed è questa l’Italia che ci piace, l’Italia che dimostra che una speranza c’è.

«Un ragazzo interviene a difendervi, provando a spiegare la normalità di atti semplici e naturali come quelli che stavate avendo con lǝ vostrǝ partner. Il ragazzo si prende un colpo di ombrellone sulla spalla, da parte della prima persona che vi aveva infastidito», racconta ancora. I due soggetti quindi (italiani, bianchi, etero e cisgender) sono arrivati persino alla violenza. E Matteo Salvini che denuncia qualsiasi violenza da parte degli immigrati che fa?

La signora comincia a urlare contro le persone presenti, dicendo che avevano insultato il padre quando, in realtà, era stato fatto il contrario, e poi si rivolge verso una delle ragazze, accusando lei e la sua partner di baciarsi «con le zizze da fuori» davanti alla bambina di sei anni. Solo che nessuno, né le due ragazze lesbiche né nessun altro, era in topless, ma erano entrambe con un costume, proprio come la signora. Tuttavia, mentre lei non aveva un seno prosperoso, le due ragazze sì. Quindi non hanno il diritto di indossare un costume e baciarsi? Rasentiamo davvero il ridicolo.

Ma, se non bastasse, la donna dà uno schiaffo sul braccio a una delle due ragazze lesbiche e… finge di svenire. «Sì, così, come Dante. Senza alcun apparente motivo. Il gioco più antico del mondo, il rigiro della frittata: essere letteralmente il carnefice oppressore e comportarti come se fossi la parte lesa», conclude la ragazza su Instagram. Attendiamo con molta ansia che quest’avvenimento venga citato in Senato, anche solo per sentire che l’omofobia non è un problema grave in Italia, come abbiamo sentito nelle altre sedute.

Noi mandiamo la nostra solidarietà alle ragazze lesbiche e ci auguriamo che l’Italia possa essere, in un futuro quanto più prossimo possibile, un posto aperto a tutti, dove chiunque può esprimere l’amore per il proprio partner, senza essere guardato male e senza dover essere invitato a lasciare la spiaggia in cui si trova.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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