Platinette contro il DDL Zan: «liberticida e discriminatorio»

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Secondo Platinette il DDL Zan non è assolutamente necessario, lo considera liberticida e persino discriminatorio. «Non siamo a rischio come i panda», dice Platinette, all’anagrafe Mauro Coruzzi, a Giuseppe Cruciani, in un’intervista radiofonica presso La Zanzara, esprimendo il proprio disprezzo, ancora una volta, verso il disegno di legge che vuole proteggere la comunità LGBT, senza discriminare alcuno e senza essere in alcun modo liberticida.

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Fonte: twitter

Prima di trascrivere le parole che ha detto Platinette in radio, ricordiamo le vicende degli ultimi giorni. Malika, 19enne, viene cacciata da casa e la madre le augura di morire. Fabiana invece non riesce a trovare una casa da affittare perché è transgender. E ancora ad Arezzo un ragazzo viene picchiato dalla madre e dallo zio dopo aver fatto coming out. Solo alcuni dei motivi per cui il DDL Zan dovrebbe assolutamente essere approvato. E adesso smontiamo le solite due motivazioni per cui si va contro al DDL Zan.

È liberticida: no. Il DDL Zan non è liberticida. L’articolo 4 dello stesso (ancora una volta, prima di criticare sarebbe utile informarsi, anche per evitare di fare figuracce): «Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a de­terminare il concreto pericolo del compi­ mento di atti discriminatori o violenti».

Esiste già una legge: no, non esiste già una legge. L’articolo 61 del codice penale che in genere viene citato come legge già esistente prevede che un giudice possa applicare le aggravanti presenti nell’art. 61 del codice penale se una persona viene picchiata per il proprio orientamento sessuale o per la sua identità di genere o per la sua disabilità, tuttavia non è obbligato a farlo. Quindi una persona potrebbe essere più tutelata. Non penso questo sia normale.

Le parole di Platinette a La Zanzara

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Fonte: twitter

Dopo aver parlato di uccelli, arriviamo al punto in cui Cruciani, con la solita delicatezza che lo contraddistingue, ha esordito con «Siccome ci stanno rompendo i coglioni su questo DDL come se fosse la salvezza di tutti gli omosessuali che vengono picchiati, io voglio portare avanti una grande battaglia, perché le leggi già ci sono» e quindi, a questo punto, ecco che Platinette ha cominciato a esprimere la sua opinione:

«È una legge che discrimina», ha detto. «Non siamo come i panda, a rischio estinzione. Finisce per discriminare, come dice la Concia. Se passasse mai che l’utero in affitto è una regola praticabile, è una forma di offesa per le donne», ha continuato. Ma cosa c’entra l’utero in affitto con il DDL Zan? Anche Davide Parenzo gli ha fatto notare questo dettaglio, tuttavia Platinette ha comunque insistito, affermando che non sia contrario al DDL Zan, tuttavia lo considera una «limitazione della libertà espressiva».

A questo punto Parenzo ha letteralmente letto l’articolo 4 del disegno di legge. Così, Platinette, ha continuato: «La legge non cambia l’etica. Una legge che dovrebbe introdurre nelle scuole il concetto di diversità di genere, inteso come l’unico praticabile. È una legge pretestuosa e discriminante verso altre categorie di persone. Come nei confronti delle donne». Cosa?

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Fonte: twitter

Cruciani, contrario al DDL Zan, ha continuato a fare domande piuttosto provocatorio, come «se a te gridano fr*cio di merda in strada, porti questo in tribunale?» o «Usare l’espressione “essere gay non è normale ed è contronatura”, è possibile che uno possa andare in tribunale per una cosa del genere?», e Platinette ha sempre risposto con ironia. Prenderebbe tutto con ironia. Però Platinette dovrebbe comprendere che non tutti i gay sono dei gay privilegiati che appaiono in televisione, e se vengono discriminati vorrebbero avere la garanzia di essere protetti.

«La discriminazione a favore degli omosessuali penalizza le donne. Le leggi non cambiano i comportamenti. C’è una morale conservativa in questo DDL. L’Italia non è un Paese omofobo, è un Paese pieno di cretini che pestano dei ragazzi che si baciano per strada. Ma c’è già una legge. Ciò che mi spaventa di questo DDL Zan è la limitazione del concetto di libertà espressiva» ha concluso, dopo 18 minuti di intervista, che trovate a questo link oppure sul video sotto.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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