Pisa: sindacati denunciano trasporto di armi “mascherate da aiuti umanitari”

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«Alcuni lavoratori dell’aeroporto civile Galileo Galilei di Pisa ci hanno informato di un fatto gravissimo», così ha iniziato il proprio comunicato l’Unione Sindacale di Base – Federazione di Pisa, denunciando come delle armi siano state nascoste dietro a degli “aiuti umanitari”, diretti verso l’Ucraina e in partenza dall’aeroporto civile Galileo Galilei di Pisa, ma gli addetti si sono rifiutati di farle partire. Perché non solo è immorale nascondere delle armi con il nome di beneficenza, ma è anche pericoloso per chi magari pensa di trasportare degli aiuti, ma in realtà porta con sé delle armi.

La guerra continua in Ucraina, i cittadini continuano a morire, proprio ieri è stato attaccato il teatro di Mariupol. Il teatro in cui c’era la scritta (in russo) “bambini”, proprio per avvisare i militari russi (sempre quelli che, secondo Vladimir Putin, non attaccano i civili, ma li salvano) che in quell’edificio c’erano dei bambini. E invece il teatro è stato bombardato senza alcuna pietà, e Human Rights Watch stima che potrebbero essere morte 500 persone. Le immagini satellitari mostrano come la scritta “bambini” fosse ben visibile. Queste persone hanno bisogno di aiuti umanitari.

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Fonte: Twitter

Aiuti umanitari che però arrivano sotto forma di armi. La costituzione italiana, nell’articolo 11, stabilisce che «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo». Questo significa che l’invio delle armi non può essere compatibile con la «risoluzione diplomatica per arrivare alla pace».

L’Italia invia le armi mascherandole con aiuti umanitari

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Fonte: Twitter

«Dal Cargo Village sito presso l’Aeroporto civile partono voli “umanitari”, che dovrebbero essere riempiti di vettovaglie, viveri, medicinali e quant’altro utile per le popolazioni ucraine tormentate da settimane da bombardamenti e combattimenti. Ma non è così!», ha denunciato l’USB sul proprio sito ufficiale, raccontando che «quando si sono presentati sotto l’aereo, i lavoratori addetti al carico si sono trovati di fronte casse piene di armi di vario tipo, munizioni ed esplosivi». «Una amara e terribile sorpresa, che conferma il clima di guerra nel quale ci sta trascinando il governo Draghi».

«Di fronte a questo fatto gravissimo, i lavoratori si sono rifiutati di caricare il cargo: questi aerei atterrano prima nelle basi USA/NATO in Polonia, poi i carichi sono inviati in Ucraina, dove infine sono bombardati dall’esercito russo, determinando la morte di altri lavoratori, impiegati nelle basi interessate agli attacchi. Denunciamo con forza questa vera e propria falsificazione, che usa cinicamente la copertura “umanitaria” per continuare ad alimentare la guerra in Ucraina», e in base a ciò chiedono:

  1. alle strutture di controllo del traffico aereo dell’aeroporto civile di bloccare immediatamente questi voli di morte mascherati da aiuti “umanitari”;
  2. ai lavoratori di continuare a rifiutarsi di caricare armi ed esplosivi che vanno ad alimentare una spirale di guerra, che potremo fermare solo con un immediato cessate il fuoco e il rilancio di dialoghi di pace;
  3. alla cittadinanza di partecipare alla manifestazione di sabato 19 marzo di fronte all’aeroporto Galilei (ore 15) sulla parola d’ordine “Dalla Toscana ponti di pace, non voli di guerra!”.
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Fonte: Twitter

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista, Ciccio Auletta, consigliere ‘Diritti in Comune’ e Giovanni Bruno della federazione di Pisa, invece fanno sapere che «dall’inizio di marzo sono moltissimi gli aerei militari partiti da Pisa con destinazione l’aeroporto militare di Rzeszow/Jasionka, in Polonia. Ma non solo, da Pisa partono aerei militari che arrivano in Romania e in Tunisia, o che fanno esercitazioni sopra la nostra città. Aerei come i Boeing KC767A o C-130J “Hercules”. Cosa trasportano? Non ci è dato sapere. Questi aerei possono trasportare sia truppe che pallet standard Nato, ma il loro contenuto è stato secretato e nemmeno un parlamentare in carica può accedere a questa informazione».

«Secondo quanto denunciato dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, quello in corso sembra configurarsi come un vero e proprio ‘ponte aereo’ militare internazionale verso la base di Rzeszow, nella Polonia orientale, dove già dai primi di febbraio opera un comando logistico Usa», continuiamo, chiedendo «risposte e chiarimenti, la cittadinanza ha il diritto di sapere che tipo di operazioni militari sta conducendo il proprio Paese, soprattutto quando una città presta i propri aeroporti diventando da una parte protagonista diretto del conflitto, dall’altra potenziale bersaglio».

Concludono, infine: «Per questo, insieme alle deputate del gruppo ManifestA abbiamo già chiesto al Ministro della Difesa di riferire in aula e preparato una interrogazione parlamentare. Interrogheremo anche il Sindaco Conti perché non è ammissibile che chi governa la città non sappia, non dica o non s’interessi di ciò che sta accadendo e che riguarda tutti noi». Noi, insieme a loro, aspettiamo delle risposte dal Ministero della Difesa.

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