Neopronomi: cosa sono?

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Qualche giorno fa mi sono imbattuta su Twitter in qualcosa di cui non avevo mai sentito parlare, i neopronomi, ovvero dei pronomi che non sono propriamente riconosciuti nella lingua ma che vengono utilizzati da alcune persone poiché li fa sentire più a proprio agio. Come me, sono sicura che anche tante persone non sappiano cosa siano, per questo ho deciso di scrivere un articolo per provare a informare. Io, chiaramente, mi sono informata da alcune fonti e da come mi è stato spiegato online, ma se doveste leggere delle incorrettezze, siete liberissimǝ di farmi notare il mio errore (con delle fonti) e provvederò a correggere!

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Bandiera di chi usa i neopronomi

Cercando online, comunque, ho notato che molte persone non li accettano o ci fanno ironia sopra. Diciamo che è lecito non comprendere qualcosa. Io non ho mai capito e mai accetterò i superetero, tuttavia questo non mi dà il diritto di giudicare una loro scelta (finché non insultano o mancano di rispetto nessuno, ma questo non ci sembra il caso di chi usa i neopronomi). Ricordiamo sempre che la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri, per cui se qualcosa non vi piace, potete o provare a capirla o semplicemente andare avanti con la vostra vita.

Le fonti che utilizzerò per scrivere quest’articolo sono LGBTA Wikia e un articolo di Ezra Marcus al NYT. Ho deciso di scriverlo a solo scopo informativo, giusto perché in questo modo le persone possano comprendere cosa siano quando se li trovano davanti (sebbene, al momento, siano utilizzati solo dal 4% della comunità LGBTQ secondo i dati del NYT che includono 40k persone). Non vi devono piacere per forza, come le persone non smetteranno di usarli solo perché voi li ritenete stupidi o infantili.

Neopronomi: cosa sono?

I neopronomi sono dei pronomi neutri (quindi come they/them) utilizzati da persone transgender o gnc (gender non-conforming). La prima volta che sono stati utilizzati risale al 1858 da Charles Crozat Converse, che utilizzava i neopronomi thon/thons, per cui non sono una storia recente come si può pensare. In realtà, però, già nel 1789, William H. Marshall ha scritto dell’esistenza di un pronome epicene dialettale inglese: ou. Insieme a ou, John of Trevisa individuò anche (h)a (per saperne di più potrebbe essere interessante il libro di Dennis Baron: Grammar and Gender).

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Fonte: NYT

Thon/thons è una sorta di contrazione fra that one ed è stato incluso in alcuni dizionari come il Webster’s International Dictionary del 1910, Funk & Wagnalls New Standard Dictionary del 1913 e il Webster’s Second International del 1959. Nel 2019 Gender Censur ha stabilito che solo lo 0.2% di persone utilizza questo pronome per riferirsi a se stessǝ.

Altri neopronomi con origini allo scorso secolo sono ae, utilizzato nel 1920 nella novella A Voyage to Arcturus di David Lindsay e riferito agli alieni (nati dall’aria e da un terzo sesso), co, creato da Mary Orovan nel 1970 e derivante dall’indo-europeo ko, come alternativa inclusiva fra lui e lei, ve che è stato creato all’inizio degli anni ’70 da un anonimo ma utilizzato in diverse opere, xe che invece è stato creato nel 1973 da Don Rickter nel suo saggio Unitarian Universalist. Come vedete, quindi, molti neopronomi hanno origini letterarie e anche datate.

In teoria, comunque, questi neopronomi hanno lo stesso significato di they/them, sono un pronome neutro che funziona come tale, in italiano loro. In pratica, però, non conoscendoli e non avendoli studiati, ci sembrano strani e inadeguati, per cui accettandoli ci sembra quasi di andare contro la nostra lingua. Più che altro, quello che ho notato, è che alcuni sono più accettati di altri.

I neopronomi e le persone neurodivergenti

Cercando online noterete che i neopronomi non sono utilizzati solo dalla comunità LGBT, ma anche dalle persone neurodivergenti. Gum, un ragazzino di 13 anni, ha scritto su Twitter in un direct: «Essendo neurodivergente, tendo a percepire ciò che una parola mi fa provare piuttosto che vedere semplicemente la parola. Ho scelto i miei pronomi bink / bonk perché mi ricordano i pagliacci, pagliacci e bambolegli arlecchini mi rendono molto felice».

E ancora, Elijah, 17enne: «Essendo neurodivergente, è più probabile che tu abbia una relazione complicata con la tua identità ed espressione di genere, ei pronomi sono solo una parte dell’espressione di genere».

Un 15enne anonimo: «Quando li ho incontrati per la prima volta, non ero d’accordo con l’usarli. Alla fine ho incontrato molte persone online che li utilizzavano e ho deciso di istruirmi di più e ho capito che erano perfettamente validi ed erano solo un altro modo di esprimere il tuo genere agli altri. Ho scelto quelli che uso perché sento una connessione con loro, i pronomi vamp/vamp di EG – sento una connessione con i vampiri e mi sento in qualche modo correlata al mio genere

Quali sono i neopronomi?

Non per forza si deve usare solo uno di questi neopronomi (elencarli tutti è complesso, ma inserirò quelli che più ho letto sui social come Reddit o Tumblr e sulle fonti sopra citate). Se ne possono usare due, tre, persino tutti. Oppure puoi non usarli. I principali (la declinazione che trovate è he/him/his/his/himself) e più utilizzati sono:

  • xe/xem/xyr/xyrs/xemself
  • fae/faer/faer/faers/faerself
  • ve/ver/vis/vis/verself
  • ae/aer/aer/aers/aerself
  • zie/hir/hir/hirs/hirself
  • per/per/pers/pers/perself
  • e/em/eir/eirs/emself

Sento di dover citare anche it perché ho letto qualche diatriba a riguardo. It, lo sappiamo, si riferisce alle cose inanimate, tuttavia spesso può capitare che delle persone no-binary si sentano a proprio agio con questo neopronome, che comunque è considerato tale solo se riferito a una persona. In ogni caso, adesso arriviamo alla parte più criticata dai social: i neopronomi emojiself e i neopronomi nounself.

Neopronomi emojiself

Fino ad ora i pronomi che vi abbiamo presentato erano tutti attestati in libri o da studiosi, ma adesso entriamo nella parte dei neopronomi più giudicata sui social. Il nome ve lo dovrebbe far capire: le emojiself sono letteralmente delle emoji utilizzate come dei pronomi, quindi potrebbe essere l’emoji di una pizza, l’emoji di una stellina, ma, ovviamente, sono dei neopronomi che vengono utilizzati solo online, non nella vita reale.

Neopronomi nounself

I nounself sono invece dei pronomi che derivano da una parola esistente (noun in inglese significa nome). Un esempio che leggo su LGBTA Wikia è quello del catgender, ovvero delle persone che si sentono molto collegate ai gatti fino a identificarsi con loro, in questo caso i loro pronomi diventano nya-nyan. Oltre al catgender, sembra che i neopronomi nounself siano utilizzati soprattutto dalle persone xenic (genere che si riconosce in animali, piante, cose o concetti).

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Bandiera del catgender

E voi cosa pensate dei neopronomi?

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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