Chi sono (e cosa sono) i nuovi ministri del governo Meloni

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Giorgia Meloni è ufficialmente Primo Ministro d’Italia. Sergio Mattarella le ha conferito l’incarico di guidare il prossimo governo e lei è divenuta la prima donna Presidente del Consiglio dei Ministri (e perché la prima è proprio una donna di destra che è popolare per andare contro le donne?) italiana, per cui oggi conosceremo, e ricorderemo, i membri del suo governo. Alcuni sono più popolari di altri, e non per qualcosa di positivo, l’età media è fin troppo alta (il secondo più giovane, è Matteo Salvini con i suoi 49 anni), ma vedremo come lavoreranno insieme.

La nuova legislatura è iniziata malissimo. Abbiamo visto due giorni fa come nel primo giorno già abbiano cominciato ad attaccare il diritto all’aborto, senza attaccare esplicitamente il diritto all’aborto, tramite tre proposte, due da Maurizio Gasparri, e una da Massimiliano Romeo.

La prima «è un lascito morale di Carlo Casini, fondatore del Movimento per la vita» e prevede il riconoscimento giuridico del feto attraverso la modifica dell’articolo 1 del Codice Civile (che stabilisce che «i diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all’evento della nascita»), quindi riconoscerne la capacità giuridica sin dal concepimento e l’aborto potrebbe essere considerato un reato alla pari dell’omicidio volontario.

La seconda prevede di istituire la “giornata della vita nascente”, riferendosi a una serie di associazioni cattoliche che fanno parte del movimento antiabortista italiano, come “Family Day-Difendiamo i nostri figli”, “CitizenGo” o “Giuristi per la vita” o che si occupano addirittura della sepoltura dei feti senza il consenso delle donne coinvolte. Infine, la terza  è una copia di quello presentato nel 2021 in cui diceva che «il concepito è riconosciuto quale componente del nucleo familiare a tutti gli effetti». E non finisce qui…

Sebbene la stessa Giorgia Meloni avesse detto di non voler abolire la Legge 194, bensì di applicare meglio la parte sulla prevenzione, queste proposte si aggiungono a quella di Fratelli d’Italia in Liguria, dove nel testo della proposta regionale 71 del 2021, si legge che «presso ogni struttura in cui venga praticata l’interruzione volontaria della gravidanza è messo gratuitamente a disposizione, in prossimità del consultorio e/o del reparto di maternità oltre che adeguatamente segnalato al fine di renderlo agevolmente raggiungibile, un idoneo locale per le organizzazioni di volontariato che operino nel settore dell’aiuto alla vita nascente. L’assegnazione del locale ha durata biennale ed è rinnovabile».

Adesso immaginate tutto questo tipo di persone, in un solo governo. Pensatelo, e cominciate ad abituare, perché il governo Meloni è ufficialmente divenuto realtà.

I ministri del governo di Giorgia Meloni

I ministri eletti nel nuovo governo sono 24, di cui 9 senza portafoglio (ovvero non guidano una struttura ministeriale vera e propria ma hanno delle deleghe nell’esercizio delle funzioni esecutive), e in più si aggiunge il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Nonostante la premier sia donna e molti la facciano passare per “una cosa femminista“, di 24 ministri, solo 6 sono donne. Come età siamo principalmente fra i 50 e i 60, qualcuno li supera anche… ma almeno non abbiamo Silvio Berlusconi.

  1. Giancarlo Giorgetti, 55enne vicesegretario della Lega, è il ministro dell’Economia e delle Finanze.
  2. Antonio Tajani, 69enne vicepresidente e coordinatore unico nazionale di Forza Italia, è il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio.
  3. Matteo Salvini, 49enne segretario della Lega, è il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile e vice presidente del Consiglio.
  4. Matteo Piantedosi, 59enne prefetto di Roma con cui Salvini scrisse i “decreti sicurezza”, è il ministro dell’Interno.
  5. Guido Crosetto, 59enne imprenditore manager nel settore della difesa, è ministro della Difesa.
  6. Carlo Nordio, 75enne con una lunga carriera in magistratura, è ministro alla Giustizia.
  7. Adolfo Urso, 65enne che ha iniziato in politica con Il Fronte della Gioventù, è ministro dello Sviluppo economico (Imprese e Made in Italy).
  8. Paolo Zangrillo, 61enne in politica dal 2018 con Forza Italia, è ministro della Pubblica amministrazione.
  9. Maria Elvira Calderone, 57enne presidente del Consiglio nazionale dell’ordine, è ministra del Lavoro e Politiche Sociali.
  10. Orazio Schillaci, 56enne rettore dell’Università Tor Vergata e docente ordinario di medicina nucleare, è ministro della Salute.
  11. Maria Elisabetta Alberti Casellati, 76enne ex presidente del Senato, è ministra per le Riforme istituzionali.
  12. Gennaro Sangiuliano, 60enne direttore del TG2, è ministro della Cultura.
  13. Francesco Lollobrigida, 50enne capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera (e anche cognato di Giorgia Meloni), è ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare.
  14. Giuseppe Valditara, 61enne professore di Diritto pubblico e privato romano all’Università di Torino conosciuto come “ideologo” della Lega Nord, è ministro dell’Istruzione e del Merito.
  15. Anna Maria Bernini, 57enne vicecoordinatrice nazionale di Forza Italia, è ministra per l’Università e la Ricerca.
  16. Daniela Santanché, 61enne senatrice di Fratelli d’Italia, è ministra per il Turismo.
  17. Roberto Calderoni, 66enne esponente della Lega, è ministro per gli Affari regionali e autonomie.
  18. Raffaele Fitto, 53enne militante prima di Forza Italia e poi di Fratelli d’Italia, è ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il PNRR.
  19. Alessandra Locatelli, 46enne militante della Lega da quando frequentava le superiori, è ministra per la Disabilità.
  20. Luca Ciriani, 55enne capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, è ministro per i Rapporti con il parlamento.
  21. Gilberto Pichetto Fratin, 68enne eletto alla Camera nelle scorse elezioni, è ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica.
  22. Nello Musumeci, 67enne ex presidente della Regione Sicilia di Fratelli d’Italia, è ministro per le Politiche del Mare e del Sud.
  23. Eugenia Roccella, 68enne partendo da femminista e finendo a marciare nei Family Day, è ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.
  24. Andrea Abodi, 62enne con una carriera nel manageriale nello sport, è ministro dello Sport e dei Giovani.

Questi sono i ministri del nuovo governo di Giorgia Meloni. E adesso vediamo cosa sono (solo alcuni, non li vedremo tutti), quindi alcune delle loro dichiarazioni più aberranti.

Cosa sono i nuovi ministri di Giorgia Meloni

Partiamo proprio dalla Premier. «L’affossamento della legge contro l’omotransfobia è una vittoria», «aboliamo il reato di tortura, impedisce agli agenti di fare il proprio lavoro», «affondiamo la Sea Watch» (per chi non lo ricordasse, la nave che metteva in salvo i migranti), e poi quella che forse è la più terrificante fra tutte (quelle pronunciate da lei, perché fra i ministri che ha scelto c’è chi ha detto di peggio): «Mussolini è stato un buon politico, non ci sono stati altri politici come lui negli ultimi cinquant’anni».

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Matteo Salvini mentre non è in qualche sagra di paese

Dopo Giorgia Meloni, possiamo solo passare a Matteo Salvini, che di cavolate ne ha dette e fatte tante. Dai cori antimeridionali, ai baci ai rosai, dalle dirette su TikTok ai post per umiliare i ragazzini che manifestano contro di lui alle donne paragonate a bambole gonfiabili.

Dirne solo una, per Matteo Salvini, è fargli un favore, per cui eccone una che fa capire chi abbiamo di fronte: «Se [un bambino, ndr] cresce con genitori o un genitore gay, parte da un gradino più sotto. Parte con un handicap». Pensa nascere invece con un padre che al matrimonio con una donna del sud fa cori contro i meridionali, o che non è capace di chiedere scusa, o che cambia idea in base a come tira il vento.

Antonio Tajani di Forza Italia, poi, non è di certo superiore. Ai tempi era il presidente del Parlamento Europeo, siamo nel 2019 durante un’intervista a La Zanzara su Radio 24: «Mussolini? Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non s’è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive per realizzare infrastrutture nel nostro paese, poi le bonifiche. Da un punto di vista di fatti concreti realizzati, non si può dire che non abbia realizzato nulla». Bisogna commentarlo?

Passiamo alla ministra della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità, e qui sottolineo proprio la sua carica perché la sua dichiarazione è ciò che più di spaventoso c’è. Eugenia Roccella è anti-abortista e contro le famiglia arcobaleno, quindi già questo fa comprendere che diritti e che pari opportunità potrà dare. In Onda su La7, lo scorso agosto, ha detto di essere femminista e che «le femministe non hanno mai considerato l’aborto un diritto. L’aborto è il lato oscuro della maternità». Se ciò non bastasse è anche stata portavoce del Family Day, schierandosi anche apertamente contro il DDL Zan.

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Eugenia Roccella che tutto è tranne che femminista

E a proposito di DDL Zan, continuiamo con chi proprio non ne capì nulla e ritiene che la pedofilia è un orientamento sessuale. Carlo Nodio, oggi ministro della Giustizia, disse: «se una persona dicesse “io i pedofili li metterei tutti al muro”, sarebbe incriminabile in base al ddl Zan, perché la pedofilia è un orientamento sessuale. È un orientamento perverso, ma noi sappiamo che non c’è nulla di più volatile della concezione del sesso che noi abbiamo». Peccato però che la pedofilia, a differenza dell’omosessualità, oltre a essere una psicopatologia è anche un reato gravissimo con pene molto severa, e non un orientamento sessuale.

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Berlusconi e la sua più grande fan

E Maria Elisabetta Alberti Casallati? Dobbiamo commentarla? Donna, ma anche lei anti-abortista, e soprattutto non femminista. Difese Silvio Berlusconi del processo conosciuto come “bunga bunga“, paladine della lotta alle toghe rosse, ha marciato contro il processo Ruby per difendere l’amico e leader del partito, nel 2013 andò in Parlamento vestita in lutto definendo il 27 novembre come “scippo alla democrazia“. E se non bastasse, ritiene che «il via libera alla pillola abortiva Ru-486 strizza l’occhio alla cultura della morte».

Passiamo a un’altra donna, Daniela Santanché di cui si è parlato tanto anche negli ultimi giorni. Lei è una di quelli che non si vergogna a dire di essere fascista, nonostante l’Italia sia antifascista e nonostante la nostra Costituzione lo sia. Qualche anno fa diceva di rivendicare «con orgoglio di essere fascista, se fascista vuol dire cacciare a pedate nel sedere i clandestini e gli irregolari», e ancora di avere sul proprio comodino di casa «una testa del duce in legno, che mi hanno regalato». Per caso dorme anche a testa in giù?

Purtroppo, potremmo continuare ancora, con Luca Ciriani che ritiene il DDL Zan sia liberticida e limiti il ruolo della famiglia come «luogo privilegiato in cui educare i propri figli» (evidentemente, però, non tutti ci riescono se ci sono ancora vittime di omofobia), o con Roberto Calderoni, che disse che «la civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattxni. Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchixni», o con Francesco Lollobrigida, che semplicemente definisce “bella” la Costituzione, «ma ha 70 anni…». Potrei continuare, ma mi fermo qui, perché la situazione è già tanto grave.

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