Michele Merlo: il padre escluso dalle liste per le critiche alla sanità regionale

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Michele Merlo era un ex concorrente di Amici, di cui si è parlato tanto a causa della morte improvvisa per cui, tuttavia, si sarebbe potuto far qualcosa se solo i medici avessero prestato attenzione ai dolori e ai sintomi del giovanissimo ragazzo. Il padre, come ogni genitore che perde un figlio a causa di un errore umano, ha amaramente criticato la sanità veneta che non è stata capace di fare il proprio mestiere. Adesso, a causa di quelle critiche, non potrà candidarsi con la Lega. Perché sono tutti bravi a fare le condoglianze e a presentarsi ai funerali, ma non ad ascoltare il dolore di un padre.

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Michele Merlo

Michele Merlo ha partecipato alle 16esima edizione di Amici ed è stato eliminato in semifinale, conosciuto non solo per il suo talento ma anche per essere «contestatore». Si trovava a casa di alcuni amici quando si è sentito male. Era in stato confusionale, aveva avuto delle convulsioni e quando è stato portato al 118 era già in coma. La famiglia poco dopo ha fatto sapere che l’intervento a cui era stato sottoposto era stato necessario a causa di una emorragia cerebrale scatenata da una leucemia fulminante improvvisa.

«Per me è stato un colpo al cuore. Da ex ufficiale di polizia giudiziaria mi domando perché. Mi aspettavo che la Procura di Bologna andasse avanti e ora mi si dice che una volta arrivato all’ospedale di Vergato tutto era già compromesso. Perché allora un dirigente medico chiese scusa a nome suo e di tutta la categoria? Io e la mia famiglia non cerchiamo vendette, nemmeno soldi, ma la verità sì. Se qualcuno ha sbagliato dovrà pagare e noi andremo fino in fondo», queste le parole del padre di Michele Merlo, un ragazzo abbandonato dall’Italia.

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Michele Merlo, la mail e l’ematoma

Purtroppo il Covid-19 ha fatto tante morti: alcune dovute al virus, altre a persone che, purtroppo, non hanno potuto ricevere le dovute attenzioni da parte dei medici. Durante la pandemia tantissime visite sono state spostate, non si potevano fare accertamenti ed era difficile fare qualsiasi cosa. Michele Merlo è stata una delle vittime della pandemia. Tuttavia, questo è un problema che esiste da prima della pandemia stessa. E il padre, che tenta di evitare che una cosa del genere avvenga a qualcun altro, viene escluso dalla candidatura nel comune di Rosà.

Michele Merlo: il padre non gradito dalla Lega

Domenica Merlo, ex carabinieri in pensione, è responsabile dal 2019 del circolo territoriale del partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. Mirava, infatti, a essere un candidato nella lista unica del centrodestra, con Lega e Fratelli d’Italia, per le elezioni del comune di Rosà che si terranno a giugno 2022. Tuttavia, a Il Mattino ha detto che «c’erano accordi non scritti, ma ben chiari: Fratelli d’Italia e Lega avrebbero dovuto correre insieme alle amministrative di Rosà. E invece non succederà. Comunque non mi cambia la vita, l’unica cosa che mi ha cambiato la vita è la morte di mio figlio».

«Non ho prove e non posso averle, ma gli accordi con il sindaco uscente Paolo Bordignon, mio amico d’infanzia, erano altri», ha detto a FqMagazine Domenico Merlo, secondo cui «è stata la Lega al suo interno ad avere avuto di che dibattere» riguardo la sua candidatura. «Il veto su di me pare sia sorto a livello regionale». «Sembrava che la cosa fosse fatta. Invece c’è stato un incidente interno tra i leghisti che ha portato ad una discussione. Sembra che l’assessore regionale alla sanità e la referente per la Lega a Rosà non avessero gradito alcuni miei commenti sulla sanità veneta».

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Michele Merlo con il padre Domenica

Merlo è stato già «amministratore locale assieme alla Lega tanti anni fa. Con il sindaco Bordignon si è lavorato bene assieme negli ultimi anni, nonostante noi come FDI non avessimo avuto nessuno all’interno dell’amministrazione comunale». Per cui ha già una certa esperienza nel settore. Ha aggiunto che «non c’è nulla di male ad avere un atteggiamento critico verso la sanità veneta, in particolare quella di Bassano del Grappa qui vicino, che sta andando a rotoli, come del resto in gran parte dell’Italia».

Dopo la morte del figlio, Michele Merlo, il padre ha spiegato di non condannare «l’errore umano per la morte di mio figlio perché quello che è avvenuto nasce da una mancanza di strutture sanitarie, dai pochi medici, dai pochi infermieri e segretarie presenti sul territorio, ed è figlio di un’emergenza che non nasce dal Covid ma da tagli su tagli del sistema sanitario che avvengono da anni e di cui paghiamo le conseguenze».

A denunciare questa situazione è stato anche Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia, che su Twitter ha scritto che di sperare che «non sia vero che a Rosà in Veneto sia stato messo un veto, nella lista del centrodestra, dalla Lega alla candidatura di Domenico Merlo, papà di #michelemerlo. La colpa? Aver combattuto per chiedere verità sulla scomparsa del figlio». Lo stesso padre di Michele Merlo ha detto a FqMagazine che «se è vero quel che si dice, perché va usato il condizionale, è come se mi avessero fatto un taglio in faccia a livello umano».

FqMagazine ha anche contattato l’assessora regionale leghista Manuela Lanzarin per aver delle risposte su questa situazione, ma non ha ancora lasciato alcune dichiarazioni. A breve, il 6 giugno, ci sarà anche una partita in memoria di Michele Merlo. Vedremo se Matteo Salvini avrà la faccia di presentarsi alla commemorazione (al funerale parteciparono sia lui che la collega e amica Giorgia Meloni).

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