J.K. Rowling: il nuovo libro e il motivo per cui non era alla reunion di Harry Potter

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J.K. Rowling è un personaggio molto discusso, ma resta sempre la mamma di Harry Potter, per questo motivo quando otto mesi fa non l’abbiamo vista nello speciale televisivo Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts, ci siam tutti chiesti il perché. Adesso, però, la scrittrice ha finalmente detto il motivo che l’ha spinta a questa decisione, ospite di Graham Norton al suo Virgin Radio UK. E non è niente di tutto quello che si era pensato, nessun complotto e niente che ha a che fare con il suo essere una transfobica. Intanto, ha scritto un nuovo libro che sembra ispirato alla sua vita (ma lei lo nega).

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A essere onesti, della mamma di Harry Potter e della sua ideologia transfobica abbiamo parlato innumerevoli volte, questo perché fa sempre parlare di sé in qualche modo, e purtroppo raramente in modo positivo. Più che altro, se c’è una cosa che ci rammarica molto, è che il 2022 non è un anno semplice per le persone transgender. Con le leggi negli USA, con la Polonia e l’Ungheria che fanno finta che non esistano, con l’Inghilterra che si dice LGBT safe, ma poi ritiene plausibile non includere dal divieto di terapie di conversione anche le persone trans. Con le persone trans che avranno difficoltà a votare alle elezioni in Italia…

E J.K. Rowling sicuramente non contribuisce a far cambiar questa situazione. Qualche mese fa si è persino beccata una risposta da Wonder Woman, ovvero da Lynda Carter, che ha risposto alla sua provocazione in cui condivideva un articolo in cui si leggeva che la polizia scozzese «registrerà gli stupri commessi da criminali con genitali maschili come commessi da una donna se l’aggressore “si identifica come una donna». La Rowling, condividendo quell’articolo, aveva citato il capolavoro di George Orwell, 1984, scrivendo: «La Guerra è Pace. La Libertà è Schiavitù. L’Ignoranza è Forza. L’Individuo munito di pene che ti ha violentata è una donna».

Lynda Carter, che non si è diretta alla Rowling ma il tempismo parla chiaro, scrisse un tweet: «Non devi essere trans* per capire l’importanza di rispettare le persone transessuali e affermare la loro identitàLa vita è solo troppo breve. Non posso immaginare quale sia il senso di usare la propria fama per screditare gli altri». Dopo questa polemica, si è parlato nuovamente di J.K. Rowling e della sua posizione contro le persone transgender per un intervento di Emma Watson, che ha semplicemente sottolineato di rappresentare tutte le streghe“. E questo fu uno dei motivi che si pensava avessero allontanato la Rowling dalla reunion. Ma non è così.

Perché J.K. Rowling non era alla reunion di Harry Potter

Nessun complotto, nessun odio nei confronti della scrittrice da parte degli attori protagonisti schierati contro di lei. «Mi è stato chiesto di partecipare e ho deciso che non volevo farlo», ha detto al conduttore, precisando di non essere stata esclusa dalla reunion. «Ho pensato che si trattasse più dei film che del libro, giustamente, era questo il tema dell’anniversario». Aggiunge, poi: «Nessuno mi ha detto di non farlo… Mi è stato chiesto di farlo e ho deciso di non farlo».

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Ai tempi si ipotizzava che l’assenza di Rowling fosse dovuta a controversie sulle opinioni espresse dalla scrittice e aspramente criticate da alcuni membri del cast come Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint ed Eddie Redmayne, che al contrario si sono schierati dalla parte della comunità trans. In più, la Rowling ha detto di essere ancora in contatto con il cast: «voglio dire, con alcuni più di altri, ma è sempre stato così. Sai qualcuno li conoscevo meglio di altri», ma non sappiamo a chi si riferisse con precisione.

Tuttavia, adesso il cerchio si è concluso. J.K. Rowling era stata invitata alla reunion del 20esimo anniversario di Harry Potter ma non partecipare è stata solo una sua decisione. Nessuno ha discriminato lei in quanto transfobica (pensate un po’ cosa si è arrivati a pensare). Intanto, la scrittrice ha rilasciato nuovo libro su un animatore di YouTube che viene pugnalato a morte per aver realizzato animazioni razziste e transfobiche ed è 600 pagine più lungo di Dune.

Il nuovo libro di J.K. Rowling

Sebbene la serie di Harry Potter di JK Rowling fosse radicata nella fantasia e nella finzione, l’autrice sembra trarre ispirazione da qualcosa di un po’ più realistico per il suo ultimo libro: la sua stessa vita. D’altronde, nel suo nuovo romanzo, The Ink Black Heart, parla proprio di come sia finita a essere odiata del suo fandom per le dichiarazioni transfobiche. Tuttavia, a Grahamn Norton, dice che è solo una coincidenza: «dovrei chiarire chiaramente dopo alcune delle cose accadute nell’ultimo anno che questo non rappresenta [quello]».

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Nell’intervista dice di aver «scritto il libro prima che mi accadessero certe cose online. Ho detto a mio marito: ‘Penso che tutti vedranno questa come una risposta a quello che è successo a me’, ma in realtà non lo era. La prima bozza del libro era terminata nel momento in cui sono accadute alcune cose».

Nel suo nuovo libro, la Rowling presenta ai lettori Edie Ledwell, una creatrice di un popolare cartone animato di YouTube che vede i troll di Internet e il suo stesso fandom ribellarsi contro di lei dopo che il cartone animato è stato criticato come razzista e abilista, oltre che transfobico. Il libro ha un chiaro obiettivo nei confronti dei “guerrieri della giustizia sociale” e suggerisce che Ledwell sia stata vittima di una campagna di odio magistralmente pianificata e alimentata politicamente contro di lei. 

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