Fratelli d’Italia non vuole Matteo Salvini: è amico di Putin

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Il passato filorusso di Matteo Salvini continua a perseguitarlo. Sembra che il governo di Giorgia Meloni non voglia fra le sue file l’ex ministro dell’interno, sebbene abbia già ricevuto l’ok del Consiglio federale per avere un ruolo nel prossimo esecutivo di centrodestra. La sua colpa? Essere amico di Putin, tutta la storia del passato filorusso e, in particolare adesso che persino Zelensky ha mandato le sue congratulazioni a Giorgia Meloni dicendo di essere pronto a collaborare, avere un Salvini che è stato umiliato in Polonia per quella maglia da fanboy di Putin, sembrerebbe ridicolo.

Parlando della Polonia, lì il leader della Lega fu aspramente contestato in quanto lui si rifiutò proprio di condannare Putin. Fu il sindaco Wojciech Bakun, dopo aver ringraziato le organizzazioni italiane e i cittadini che hanno dato una mano all’Ucraina e con l’accoglienza delle persone ucraine in Polonia, a porre la fatidica richiesta a Salvini: «Io non la ricevo, venga con me al confine a condannarlo [Putin]», mostrando la maglia che l’ex ministro italiano indossava tutto sorridente in una vecchia foto.

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In quel caso Matteo Salvini ha detto di essere lì «per aiutare chi scappa dalla guerra» e poi si è allontanato bofonchiando. In quel momento alcuni dei presenti gli hanno detto che aveva l’«occasione di condannare Putin», ma lui ha preferito stare in silenzio. A quel punto poi sono iniziati i cori come “buffone” e “pagliaccio” e lui ha risposto semplicemente di essere lì per portare «aiuti e pace». In seguito, poi, uscirono altre polemiche secondo cui si stesse facendo pagare un viaggio dall’ambasciata russa per andare a Mosca a mediare (in qualità di chi?). Ma poi dice di aver cambiato idea.

«La mia opinione su Putin è davvero cambiata durante la guerra», ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini in un’intervista a Bloomberg. Perché? «Perché quando qualcuno inizia a invadere, bombardare, inviare carri armati in un altro paese, beh, tutto cambia». Continua poi dicendo che «per il prossimo futuro la Cina è il nostro principale competitordobbiamo temerla perché non è una democrazia ed è pronta ad invadere il mercato europeo con i propri prodotti e merci, a cominciare dall’industria automobilistica con il nuovo trend dell’elettrificazione».

Ha anche sottolineato che «il giudizio su Putin prima e dopo la guerra è cambiato da parte di tutti. Prima tutti facevano accordi commerciali, da Letta a Renzi a Prodi a Berlusconi. È chiaro che se nel 2022 scatena una guerra, passa dalla parte del torto». Ma questo non basta a Fratelli d’Italia per perdonarlo, e quindi dei militanti del partito hanno fatto sapere a Giorgia Meloni che «deve restare fuori».

Fratelli d’Italia non vuole Matteo Salvini

 «Come ci si può presentare a Washington con un ministro di peso che voleva farsi comprare i voli per Mosca dall’ambasciata russa?», leggiamo su La Stampa da fonti del partito di Giorgia Meloni. Insomma, Matteo Salvini, storico alleato con cui però hanno discusso molto, un po’ voltafaccia e che ha lasciato Fratelli d’Italia solo all’opposizione, «deve restare fuori» dall’esecutivo. Ma l’ex ministero dell’Interno rivuole il suo ruolo, e candida Giulia Bongiorno alla Giustizia. Il Corriere della Sera, quindi, azzarda l’ipotesi di due vicepremier, come avvenne anche con Conte I.

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Intanto, nel prossimo governo due ministri dovrebbero essere tecnici, e i loro nomi sono Fabio Panetta se accettasse di rinunciare a Bankitalia, come ministro dell’Economia, oppure Domenico Siniscalco. Poi, al ministero dello Sviluppo Economico, c’è il nome dell’ex presidente di Confindustria, Antonio D’Amato. Ma non solo. Per gli Esteri ci sono Elisabetta Belloni e l’ambasciatore Stefano Pontecorvo, al lavoro Luca Ricolfi.

Se Salvini non dovesse riuscire ad arrivare a essere Ministro degli Interni, al suo posto ci sono il prefetto di Roma Matteo Piantedosi e Giuseppe Pecoraro, eletto con Fdi. Per la Farnesina invece continua ad avere quotazioni alte anche l’ex ministro Giulio Terzi di Sant’Agata, eletto con Fratelli d’Italia. Agli Affari Europei, risalta il nome di Raffaele Fitto, mentre all’Istruzione potremmo trovarci Licia Ronzulli di Forza Italia. Dal partito di Berlusconi, ci si aspetta un ruolo anche per Anna Maria Bernini e l’ex presidente del Senato Elisabetta Casellati. Per Lucio Malan, che è passato di recente a Fratelli d’Italia, dovrebbe spettare il ruolo di Rapporti con il Parlamento.

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Vedremo come la situazione si evolverà, d’altronde non è la prima volta nell’ultimo anno che ci troviamo un governo con militanti di destra, per cui vedremo come andrà. Vorrei dire che “peggio di così non può andare“, ma non vorrei che fosse preso come una sfida.

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