Ponte sullo Stretto: Salvini cambia di nuovo idea

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Se qualche anno fa Matteo Salvini riteneva che il progetto per il Ponte sullo Stretto non stava in piedi, ma che bisognava più che altro pensare alle ferrovie siciliane (e, permettetemi, in questo caso aveva regione), adesso ha ovviamente cambiato idea: da ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini ha detto che il ponte sullo stretto di Messina «è un’opera non più rinviabile e di assoluta strategicità per l’Italia e l’Europa». Insomma, ancora una volta, al leader leghista servirebbe ricordare le sue vecchie affermazioni, soprattutto se sono esattamente l’opposto di quello che crede nei tempi contemporanei.

Matteo Salvini… Come descriviamo il leader leghista? Diciamo che ha passato un periodo un po’ turbolento da quando è iniziata la guerra in Ucraina. Ricordate infatti la sua avventura in Polonia? Fu aspramente contestato in quanto lui si rifiutò di condannare Putin. Fu il sindaco Wojciech Bakun, dopo aver ringraziato le organizzazioni italiane e i cittadini che hanno dato una mano all’Ucraina e con l’accoglienza delle persone ucraine in Polonia, a porre la fatidica richiesta a Salvini: «Io non la ricevo, venga con me al confine a condannarlo [Putin]», mostrando la maglia che l’ex ministro italiano indossava tutto sorridente in una vecchia foto.

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In quel caso Matteo Salvini ha detto di essere lì «per aiutare chi scappa dalla guerra» e poi si è allontanato bofonchiando. In quel momento alcuni dei presenti gli hanno detto che aveva l’«occasione di condannare Putin», ma lui ha preferito stare in silenzio. A quel punto poi sono iniziati i cori come “buffone” e “pagliaccio” e lui ha risposto semplicemente di essere lì per portare «aiuti e pace». Dopo mesi di distanza (e senza poche polemiche: Fratelli d’Italia non vuole Matteo Salvini: è amico di Putin), sembra aver cambiato idea.

«La mia opinione su Putin è davvero cambiata durante la guerra», ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini in un’intervista a Bloomberg. Perché? «Perché quando qualcuno inizia a invadere, bombardare, inviare carri armati in un altro paese, beh, tutto cambia». Spiegò poi che «il giudizio su Putin prima e dopo la guerra è cambiato da parte di tutti. Prima tutti facevano accordi commerciali, da Letta a Renzi a Prodi a Berlusconi. È chiaro che se nel 2022 scatena una guerra, passa dalla parte del torto». Ma se ti chiami Matteo Salvini, cambiare idea è il tuo secondo nome.

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Matteo Salvini e il cambio d’idea sul Ponte sullo Stretto

Il Ponte sullo Stretto «non è uno scherzo, è una cosa assolutamente seria», ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini. «Il Ponte sullo Stretto è un’opera non più rinviabile e di assoluta strategicità per l’Italia e l’Europa nel suo complesso», ha aggiunto, dicendo anche che con la Manovra del Governo Meloni «si avvia il percorso per superare contenzioso pendente» generato dalla messa in liquidazione della società sullo Stretto. Infine, ha annunciato che il 13 dicembre incontrerà il ministro dei Trasporti francesi per una una riunione intergovernativa sulla Tav.

Al senato poi ha ribadito che non aumenteranno i pedaggi sull’autostrada A24-A25. «Abbiamo già fatto cinque riunioni. Non entro nel merito su come fu ipotizzata e sul piano economico finanziario non particolarmente azzeccato, mi si è chiesto di scongiurare l’aumento di pedaggio e quello non ci sarà. Ho chiesto ieri ad Anas un serio ipotetico piano di riduzione tariffaria per tutti», specificando anche che «l’obiettivo è quello di ridurre il pedaggiamento». Per quanto concerne il trasporto marittimo, «il governo farà massima attenzione ai porti italiani, che devono rimanere pubblici, per salvaguardare l’interesse nazionale».

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Come fanno notare molti italiani, del Ponte sullo Stretto si parla da ormai tre decenni, ed è costato agli italiani la bellezza di 312 milioni 355 mila 662 euro e 89 centesimi, solo per le ricerche. Per la costruzione ci vorrebbero ovviamente altri quattro miliardi di euro. Al momento Matteo Salvini ritiene che possiamo permetterci un’opera del genere? Magari bisognerebbe partire dal basso, magari sistemando le ferrovie della Sicilia, come aveva proposto nel 2016 un politico… ovvero lui.

Era il 28 settembre 2016, e Matteo Salvini, in diretta da Myrta Merlino, parlava proprio del ponte sullo stretto, ma in altri termini. A farlo notare è anche il coportavoce nazionale di Europa Verde e deputato dell’Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, che in una nota scrive: «Salvini, che oggi da ministro delle Infrastrutture è diventato il più grande sostenitore e promotore del Ponte sullo Stretto, nel 2016 sosteneva che il Ponte era un progetto che non stava in piedi e che piuttosto era necessario completare le disastrose ferrovie siciliane. Diciamo al ministro, che oggi nega di aver fatto queste dichiarazioni, che il video è pubblico sui nostri social, quindi può consultarlo».

Ai tempi, infatti, Matteo Salvini diceva a L’Aria che tira, che «ci sono parecchi ingegneri che dicono che non sta in piedi», ricordando anche le parole dei siciliani (perché lui parla con il popolo): «il 90% delle ferrovie in Sicilia è a binario unico e la metà va a gasolio. Non vorrei quindi spendere qualche miliardo di euro per un ponte in mezzo al mare e poi i treno non ci sono». Insomma, il solito vecchio caro Salvini.

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