Lombardia finita in zona rossa per un errore di Fontana


Che dire, come lo iniziamo quest’articolo? #FontanaDimettiti è in tendenza su Twitter da ore perché, udite udite, il Presidente di Regione Attilio Fontana ha inviato dei dati errati che hanno completamente sballato l’indice Rt, facendo finire per una intera settimana la regione in zona rossa. E la Lega, che dovrebbe conoscere molto bene la Lombardia, accusa il governo, che però non ha alcuna colpa. Le comiche.

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Fonte: twitter

I lombardi chiedono giustizia e le dimissioni di Fontana, poiché, a causa sua, per una intera settimana la regione è stata in zona rossa, facendo perdere tantissimi soldi a ristoratori e a proprietari di negozi, che hanno dovuto tenere chiuse o limitare le proprie attività. In più, anche gli spostamenti erano stati limitati, essendo in zona rossa. Inizialmente Fontana ha provato a dare la colpa al governo, ma l’Istituto superiore di sanità lo ha sbugiardato in men che non si dica.

Fontana sbugiardato

In una nota leggiamo che i dati della sorveglianza epidemiologica inviati dalla Lombardia il 20 gennaio «cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla stessa Regione. Pertanto, una rivalutazione del monitoraggio si rende necessaria alla luce della rettifica fornita dalla Regione Lombardia». La regione non ha tardato a rispondere alle accuse dell’ISS:

«Nessuna richiesta di rettifica, ma un necessario aggiornamento di un ‘campo del tracciato’, tracciato che quotidianamente viene inviato all’Istituto Superiore di Sanità. Azione, condivisa con l’Istituto Superiore di Sanità resasi necessaria a fronte di un’anomalia dell’algoritmo utilizzato dall’Iss per l’estrazione dei dati per il calcolo dell’Rt, segnalata dagli uffici dell’assessorato al Welfare della Regione e condivisa con Roma».

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Fonte: twitter

La regione, dopo aver presentato ricordo al Tar, ha inviato anche un aggiornamento della situazione epidemiologica dove vi è indicata una «rettifica dei dati relativi alla settimana 4-10 gennaio». Questo significa che mentre Fontana stava protestando contro il governo, procedeva a modificare il «numero dei casi in cui viene riportata una data inizio sintomi e, tra quelli con una data di inizio sintomi, quelli per cui viene data un’indicazione di stato clinico laddove assente».

L’Iss spiega che quei cambiamenti «riducono in modo significativo il numero di casi che hanno i criteri per essere confermati come sintomatici e pertanto inclusi nel calcolo Rt». Questi nuovi dati fanno passare la Lombardia da rossa ad arancione. Nonostante comunque le prove, Fontana, come un vero leghista, continua a negare l’evidenza, dicendo di aver trasmesso sempre dati «puntuali, precisi e corretti».

La risposta dell’Iss e del ministro Boccia

In un comunicato stampa presente sul sito ufficiale, l’Iss spiega:

«L’Istituto Superiore di Sanità è un organo tecnico scientifico che lavora con i dati inviati dalle Regioni e Province autonome e ripetutamente validati dalle stesse.

Questo avviene da 37 settimane regolarmente con tutte le Regioni e Province autonome.

La Regione Lombardia, nella settimana corrente, ha modificato i dati relativi alla settimana precedente il 22 gennaio. La modifica ha riguardato in particolare il numero di pazienti sintomatici con infezione confermata sui quali si basa il calcolo dell’Rt.

Questa variazione ha comportato la modifica della stima di Rt della settimana precedente».

Questo dimostra che se Attilio Fontana avesse inviato i dati corretti, la regione Lombardia non sarebbe finita in zona rossa ma avrebbe proseguito in zona arancione, con i negozi aperti, senza far perdere tanti soldi ai cittadini. A riguardo, è intervenuto anche il ministro della Salute Francesco Boccia, in un’intervista sul Corriere. Gli viene chiesto chi abbia sbagliato in questa storia, e lui risponde:

«Il presidente Fontana conosce il rigore dell’Istituto superiore di sanità e sa come sono andate le cose. A volte basta dire la verità per essere nel giusto. I dati trasmessi la scorsa settimana erano incompleti, per ammissione degli uffici di Regione Lombardia. Questa settimana hanno trasmesso e certificato dati che loro stesso hanno definito “rettificati”»

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Fonte: twitter

Intanto, però, la Lega continua con la storiella del è colpa del governo, dando degli incapaci ai ministri («gli errori di calcolo del governo sono costati 300 milioni ai cittadini della Lombardia», urlano su Twitter), sebbene il colpevole, da quel che sembra dalle prove evidenti che abbiamo, sembrerebbe essere proprio il caro leghista Attilio Fontana.

La reazione sui social

Sapete che io amo leggere la reazione sui social dei vari drammi politici, in particolare su Twitter. Per cui vi riporto alcuni tweet in cui i cittadini commentano la vicenda, con tweet arrabbiati e indignati ma anche con qualche divertente meme. Giusto per ridere su una questione che dovrebbe solo farci piangere.

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