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Perché Matteo Salvini ha il fandom più “toxic” del web

Le ricordate le Directioners nel 2012? Quando non potevi dire una minima opinione sui One Direction senza farle indignare? Ecco, più o meno il fandom dei leghisti può essere descritto in questo modo. Un esercito di adulti che si comporta come delle ragazzine di 11 anni, massimo 14. E Matteo Salvini non fa che alimentare la loro indignazione e sete di non permettere a nessuno di dire qualcosa, qualsiasi cosa, contro il loro idolo.

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Fonte: instagram

Mettiamo dei paletti prima di argomentare il primo paragrafo dell’articolo: non tutti i leghisti sono ignoranti, non tutti i leghisti si comportano nel modo che descriveremo, non tutti i leghisti ti attaccano per un “a” che dici nei confronti di Matteo Salvini. Personalmente ho avuto delle interessanti discussioni con alcuni ragazzi che sostengono la Lega, e questo mi ha sorpresa notevolmente poiché, purtroppo, sui social si tende a pensare che siano tutti irrispettosi e maleducati.

Fatta questa premessa, passiamo subito al topic dell’articolo, in cui, sottolineiamo anche questo, non andremo contro Matteo Salvini, non troverete alcun insulto nei confronti del leader della Lega (come non lo avete mai trovato, d’altronde, al massimo abbiamo contestato le sue idee come si può fare in una democrazia) né di altre persone, il nostro motto è il rispetto prima di tutto e ci teniamo a essere coerenti.

Troverete solo delle motivazioni, in chiave molto ironica, del perché i leghisti possono essere paragonati esattamente al fandom delle directioners ai tempi d’oro (2012-2014).

Leghisti: le directioners del 2020

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Fonte: sites.google

Magari chi sta leggendo è troppo giovane per ricordare il 2012, o forse è troppo anziano (fatemi passare il termine!) per aver avuto a che fare con le ragazzine che si facevano e si fanno tutt’ora chiamare directioners. Per questo, facciamo un breve «negli episodi precedenti» in modo da far comprendere a tutti ciò di cui stiamo parlando. Torniamo al 2012, quando tutte le directioners erano toxic (che non significa tossiche nel senso di drogate ma nel senso di «persone molto negative, che si lamentano di tutto, diffondono odio inutile o parlano male degli altri»).

A quei tempi instagram non andava di moda, i social più utilizzati erano facebook e twitter, e per qualcuno anche tumblr, ed è proprio su questi social che il disagio aveva la sua forma peggiore. Tralasciando i Kevin!!! urlati contro i piccioni o il rifiuto di mangiare con i cucchiai, le directioners le riconoscevi perché non potevi dire un «non mi piacciono i One Dir–» senza venir linciato. E poverine quelle che avevano la fortuna/sfortuna di fidanzarsi con uno di loro!

Sia chiaro, molte volte a esagerare erano anche gli haters e cercavano proprio di farle arrabbiare, indignare, piangere, urlare, ma spesso erano proprio loro a non accettare un’opinione diversa dal «i One Direction sono delle divinità». Tuttavia, queste erano ragazzine, 12enni, 13enne, 14enni impazzivano per una boyband come è avvenuto con tutte le altre band o cantanti famosi al mondo. Ma i leghisti che scuse hanno?

La gran parte dei leghisti, dei fan di Salvini, sono uomini e donne adulte, magari con una famiglia, che lavorano e dovrebbero riuscire a comprendere la parola rispetto e soprattutto il fatto che possano esserci opinioni diverse dalla propria (in fin dei conti, però, sostengono un uomo il cui staff ha letteralmente bloccato mezzo Twitter solo perché hanno scritto un “non sono d’accordo”, cosa ci si aspetta?).

Non parliamo di ideali giusti o sbagliati, non parliamo di dover per forza accettare che un omosessuale possa avere gli stessi diritti di un eterosessuale (anche se…). Né  parliamo di cristiani che vanno in chiesa a pregare un immigrato che dovrebbero a tutti i costi accettare che altri immigrati non muoiano in mare (anche se…). Parliamo proprio del rispetto per le altre persone, di rispetto per chi non la pensa come loro. Vi racconterò la mia esperienza, vi va?

La mia esperienza con i leghisti

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Chi mi segue su Instagram sa che Matteo Salvini ieri ha postato dei video condivisi da Gianluigi Nuzzi in cui c’ero anche io che chiedevo al governo di concedere ai congiunti fuori regione gli stessi diritti dei congiunti nello stesso comune. Ho così fatto un tiktok molto ironico, uno di quelli con la canzoncina “Oh no” di sottofondo, proprio per sottolineare l’ironia della cosa: Salvini mi blocca ma poi mi posta nelle storie (non voglio sottolineare il motivo per cui lo ha fatto perché farei partire il drama).

Non l’avessi mai fatto! Sono stata riempita di insulti da parte dei leghisti neanche avessi augurato la morte a Matteo Salvini! Nel video letteralmente scrivevo che ero stata bloccata e spesso lo avevo contestato e poi ero finita nelle sue storie perché lui “condivideva” un mio pensiero. Ma ai leghisti è bastato sapere che Salvini mi ha bloccata per dirmi “scema”, “ha fatto bene a bloccarti”, “testa di minc*ia”, “capra” e persino “comunistella” (cosa che, sottolineiamolo, non sono: tutti i totalitarismi, secondo la mia opinione, sono sbagliati), mi hanno detto di tornare nei “centri sociali” solo perché non sostengo un politico.

Tra l’altro, faccio una piccola digressione, avevo anche scritto un commento sotto il post di Gianluigi Nuzzi, un commento che nulla centrava con Salvini o altri argomenti che non coinvolgessero i congiunti fuori regione (ve lo incollo nel prossimo paragrafo), e, dopo la storia di Matteo Salvini, alcuni leghisti hanno avuto il coraggio di commentare usando il mio commento per fare propaganda contro omosessuali e immigrati, come se essere vittima di razzismo e omofobia fosse minimamente paragonabile alla mia situazione. Insomma, qualsiasi motivo è giusto per spargere odio nel mondo.

«Tutti voi che non comprendete il senso del video siete imbarazzanti. Non sbattiamo i piedi a terra perché vogliamo stare con il “fidanzatino”, chiediamo solo di avere gli stessi identici diritti dei congiunti che sono nella stessa regione. O il Covid-19 si contrae solo appena passi il confine regionale? La gente va a zonzo senza mascherina, fanno file immense nei centri commerciali, vanno a idolatrare tutti ammassati un calciatore morto, ma il problema siamo noi che passiamo da casa nostra a quella del nostro affetto?

Ma lo sapete che dall’estero possono venire anche solo per turismo? O che, sempre dall’estero per alcuni Stati, è consentito entrare in Italia senza neanche fare il tampone? Lo sappiamo che le persone muoiono, e per questo abbiamo sempre prestato attenzione senza andare in discoteca o in luoghi affollati mentre gli ignoranti urlavano “non ce n’è coviddi” o facevano assembramenti in piazze negazioniste. Quello che chiediamo è di essere trattati come tutti, e se non lo comprendete, mi spiace per voi. Imparate ad avere empatia e ricordate cos’è l’umanità, perché sembrate dei frustrati senza cuore.»

Tornando adesso al topic principale, non so in che mondo viviate voi, ma questo non è normale. Non è per niente normale non poter esprimere la propria opinione (che poi, io non avevo neanche espresso alcuna opinione in quel tiktok) senza mancare di rispetto ad alcuna persona ed essere insultata. Non è normale non poter dire “non sono d’accordo” e venire chiamata nei modi peggiori. Tempo fa su Twitter arrivarono persino a insultare i miei genitori. Di che stiamo parlando? Queste sono persone adulte, persone che dovrebbero esser capaci di masticare il rispetto ma si mettono a insultare delle ragazze che non la pensano come loro.

I leghisti, quelli incapaci di accettare che non tutti siano fan del Capitano, sono letteralmente diventati le directioners del 2020, con la differenza che in questo caso parliamo di persone che dovrebbero aver già imparato le regole base per poter vivere in pace in una comunità e nella società. Dovrebbero sapersi esprimere senza avere il cap locks attivato, magari anche spiegando perché Salvini ha ragione e non solo insultando chi afferma il contrario. Dovrebbero dimostrare di essere quei cristiani che dicono di essere.

Ovviamente, io oggi ho parlato dei leghisti perché mi sono trovata in questa situazione, ma spesso questi individui si trovano anche in altri partiti. Voi cosa ne pensate? È normale essere insultati per non dire “W Salvini” o i leghisti sbagliano?

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Giulia

Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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