Paula Depena: la calciatrice che non ha voluto omaggiare Maradona

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Maradona è uno dei calciatori più amati della storia del calcio e, da quando il 25 novembre è morto, non si fa che parlare di lui. Napoli gli ha reso fin troppi omaggi, non rispettando neanche i decreti e le ordinanze in vigore al momento. Ma non tutti lo considerano un eroe: Paula Depena, calciatrice galiziana, si è rifiutata di fare il minuto di silenzio per il calciatore.

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Fonte: twitter

Dopo i commenti su Twitter e anche l’opinione di Laura Pausini contro il grande calciatore ma la discutibile persona, tutti hanno espresso la propria idea: c’è chi vuole ricordare il calciatore e si rifiuta di pensare alla persona, chi invece nega tutte le accuse che aveva a carico, e chi invece pensa che non si possa proprio scindere il mestiere dalla persona (d’altronde, come è avvenuto con la maestra dell’asilo, quale sarebbe la differenza che renderebbe Maradona migliore di lei? Devo dirvelo?).

Le opinioni sono tante e diverse, come avviene per ogni storia, per ogni drama, per qualsiasi cosa ci circondi. Ma, fra queste, vogliamo raccontare quella di Paula Depena, la giocatrice galiziana, l’eroina di cui tutte le donne che ritengono ingiusto quello che il 25 novembre è successo soprattutto sui media e sui social hanno bisogno. Specifichiamo prima che nessuno vuole mettere in discussione la bravura di Maradona come calciatore, ci mancherebbe anche, semplicemente si vuole far notare come la questione è stata affrontata.

Non è colpa di Maradona se è morto il 25 novembre, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Figuriamoci se qualcuno vuole incolparlo per essere morto. Il problema non sta con Maradona (o meglio, non per tutte sta in Maradona), il problema si trova nel momento in cui, come raccontano le ragazze di Twitter, i telegiornali in televisione dedicano 7 servizi per il calciatore morto che ha vissuto al meglio la sua vita e solo 1 per le donne che sono state assassinate da persone che amavano e di cui si fidavano.

Paula Depena: il rifiuto al minuto di silenzio

Si chiama Paula Depena, ha 24 e gioca nel Viajes Interrìas, una squadra di terza divisione spagnola. Durante il minuto di silenzio per la morte di Maradona prima della partita contro il Deportivo La Coruna, la calciatrice ha deciso di voltare le spalle alla tribuna, sedersi a terra e non osservare quel minuto di silenzio insieme alle sue compagne, a cui aveva già riferito le sue intenzioni prima di entrare in campo.

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Fonte: twitter

Ai giornali locali Paula Depena si è giustificata in questo modo:

«Per le vittime di violenza non è stato osservato un solo minuto di silenzio, quindi, ovviamente, non ero disposta a osservare un minuto di silenzio per un aggressore e non per le vittime. Ho detto che mi sono rifiutata di mantenere quel minuto di silenzio per una persona che definisco stupratore, pedofilo, e molestatore e ho deciso di sedermi sul campo voltando le spalle. Ecco perché l’ho fatto.

Le mie compagne di squadra mi guardavano e sorridevano perché sapevano che non l’avrei osservato. Pochi giorni fa, nella Giornata contro la violenza verso le donne, non sono stati fatti gesti di questo tipo, quindi io non sono disposta a farlo per lui. Per essere un giocatore, devi essere innanzitutto una persona e avere dei valori, al di là delle capacità sportive che possedeva, che sappiamo fossero spettacolari.»

Il problema per Paula Depena è stato quello che hanno trovato molte altre ragazze: si è stata data molta più importanza nei confronti di un uomo morto che nella sua vita è stato molto violento nei confronti delle donne (fonte) rispetto a tante, troppe, altre vittime. Online giustificano Maradona affermando che il minuto di silenzio ci sta perché era il dio del calcio, ma, d’altronde, il 25 novembre avrebbero comunque potuto onorare tutte le ragazze che hanno perso la vita a causa della violenza.

«Non penso di aver mancato di rispetto a nessuno, mi sono seduta per terra e sono rimasta zitta. Avrei potuto gridare e rompere il minuto, ma ho rispettato tutti quelli che volevano farlo», ha concluso Paula Depena. In effetti, come non si può costringere le persone a non lodare Maradona in zona rossa tutti ammassati, non si può neanche costringere una persona a lodarlo solo perché dio del calcio.

Voi cosa ne pensate? Il gesto di Paula Depena è stato coraggio oppure avrebbe dovuto adeguarsi come hanno fatto tutte le sue compagne e tutte le altre persone?

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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