2 giugno 1946 – 2 giugno 2026: 80 anni dal primo voto delle donne in Italia. I film da vedere per ricordare una conquista che non va data per scontata
Ottant’anni. È il tempo trascorso da quel 2 giugno 1946 che ha cambiato per sempre la storia italiana. Per la prima volta le donne poterono esprimere il proprio voto a livello nazionale e partecipare a una scelta destinata a segnare il futuro del Paese: il referendum tra Monarchia e Repubblica e l’elezione dell’Assemblea Costituente. Oggi può sembrare un diritto scontato. Andare alle urne, esprimere la propria opinione, contribuire alla vita democratica del proprio Paese sono gesti che molte persone considerano naturali. Eppure non lo sono affatto. Fino a meno di un secolo fa metà della popolazione italiana era esclusa da questo processo.
L’80° anniversario del suffragio femminile è quindi molto più di una semplice ricorrenza storica. È l’occasione per ricordare le donne che hanno lottato, manifestato, scritto, protestato e spesso pagato un prezzo altissimo per ottenere diritti che oggi sembrano ovvi. E quale modo migliore per riflettere su questa conquista se non attraverso il cinema? Negli anni diversi film hanno raccontato la battaglia per il voto femminile, l’emancipazione delle donne e il lungo percorso verso l’uguaglianza.
Per comprendere l’importanza del 2 giugno 1946 bisogna ricordare che per secoli le donne sono state considerate cittadine di serie B. Non potevano votare, non potevano ricoprire molte cariche pubbliche e spesso non avevano autonomia economica o giuridica. La conquista del suffragio universale non arrivò dall’alto come un regalo della politica. Fu il risultato di decenni di mobilitazione e lotte portate avanti da donne che si rifiutavano di accettare il ruolo che la società aveva assegnato loro.
Quel giorno milioni di italiane si presentarono alle urne per la prima volta. Molte indossavano il vestito della domenica. Alcune non avevano mai partecipato a una consultazione elettorale. Altre portarono con sé le figlie più piccole per mostrare loro che la storia stava cambiando. Fu un momento rivoluzionario.
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C’è ancora domani: quando il voto diventa speranza
C’è ancora domani è probabilmente il film più significativo da recuperare in occasione di questo anniversario. L’esordio alla regia di Paola Cortellesi è ambientato proprio nell’Italia del dopoguerra e racconta la vita di Delia, una donna intrappolata in un matrimonio violento e in una società profondamente patriarcale.
Senza entrare nei dettagli del finale, il film lega in maniera straordinaria la dimensione privata delle donne alla conquista dei diritti civili. Il voto non viene presentato semplicemente come un gesto politico, ma come un simbolo di libertà, autodeterminazione e futuro. Il successo incredibile del film dimostra quanto questa storia continui a parlare anche al pubblico contemporaneo.

Suffragette: la lotta che ha cambiato il mondo
Suffragette racconta invece una delle pagine più importanti della storia dei diritti femminili. Ambientato nella Londra dei primi del Novecento, segue un gruppo di donne che decide di ribellarsi a un sistema che continua a negare loro il diritto di voto. Le protagoniste affrontano arresti, violenze, discriminazioni e persecuzioni pur di ottenere ciò che oggi consideriamo normale.
Il film mostra una realtà spesso dimenticata: molti diritti non sono stati conquistati attraverso richieste educate e pazienti, ma grazie a persone disposte a mettere in gioco tutto per una causa più grande di loro. Guardarlo oggi significa ricordare che il progresso non è mai inevitabile.

L’ordine divino: quando il cambiamento arriva più tardi del previsto
L’ordine divino racconta una storia che sorprende ancora oggi. La pellicola è ambientata nella Svizzera degli anni Settanta, un periodo in cui le donne non avevano ancora ottenuto il diritto di voto a livello federale. Un fatto che spesso viene dimenticato quando si pensa alle democrazie europee.
Attraverso il racconto di una casalinga che decide di impegnarsi politicamente, il film mostra quanto le resistenze al cambiamento fossero diffuse anche in società considerate moderne e avanzate. Con toni più leggeri rispetto ad altre opere sul tema, riesce comunque a evidenziare quanto recente sia, in fondo, la conquista della piena cittadinanza femminile.

Angeli d’acciaio: il sacrificio delle pioniere
Tra i titoli meno conosciuti ma più importanti c’è sicuramente Angeli d’acciaio. Il film racconta la storia di alcune delle più celebri attiviste americane per il diritto di voto, tra cui Alice Paul e Lucy Burns. Le protagoniste affrontano arresti, scioperi della fame e violenze istituzionali in una battaglia che sembra impossibile da vincere. È una storia di coraggio e determinazione che ricorda quanto siano costate alcune libertà di cui oggi beneficiamo.

Ottant’anni dopo, una conquista da non dimenticare
Celebrare l’80° anniversario del voto alle donne non significa soltanto guardare al passato con gratitudine. Significa anche ricordare che i diritti non sono mai conquiste definitive. La partecipazione politica, l’uguaglianza salariale, la rappresentanza nelle istituzioni e la lotta contro le discriminazioni restano temi attuali, in Italia e nel resto del mondo.
Per questo il 2 giugno non è soltanto la Festa della Repubblica. È anche il giorno in cui milioni di italiane entrarono finalmente nella vita democratica del Paese come cittadine a pieno titolo. Ottant’anni dopo, quella scheda inserita nell’urna continua a raccontare una storia di libertà, coraggio e cambiamento che merita di essere ricordata.
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty






