Federica Pellegrini: “Lo sport si occupi di atleti trans”

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È la regina del nuoto. Non c’è uno sportivo in Italia che non conosca Federica Pellegrini e oggi, in un’intervista con La Stampa, ha parlato del suo matrimonio con Matteo Giunta, ma anche della presenza delle atlete trans nelle competizioni sportive, una tematica tanto delicata e che è stata al centro delle discussioni negli ultimi mesi, in particolare in America, dove in alcuni stati si fa di tutto per discriminare le ragazze trans. Per Federica Pellegrini è un «tema superdelicato».

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In Italia non se ne parla troppo, magari ci sono dei commenti di qualche politico e spesso anche sgradevoli, gli attivisti che cercano di evidenziare il problema della discriminazione verso le persone trans (tra l’altro, vi ricordo la storia di Cloe Bianco), ma non c’è una vera e propria discussione a riguardo. In altri posti, come gli Stati Uniti, il tema è all’ordine del giorno. In Florida, ad esempio, i repubblicani della Camera dei Rappresentanti della Florida hanno approvato un DDL che vieta alle atlete transgender di giocare in squadre femminili.

Di recente, invece, vi abbiamo parlato della situazione in Louisiana, dove il Fairness in Women’s Sports Act, che vieta alle donne transgender di partecipare agli sport femminili, diventerà ufficialmente legge in Louisiana, in quanto il governatore John Bel Edwards non ha intrapreso alcuna azione sul disegno di legge a guida repubblicana entro la fine della sessione legislativa, consentendo quindi al disegno di legge di diventare legge. E come non citare il caso di Becky Pepper-Jackson?

Becky è una bambina di 11 anni, transgender da quando aveva 4 anni, quindi conosciuta e accettata da tutti come Becky. Anche in quella situazione, le assurde leggi firmate dal governatore Jim Justice furono contestate dall’amministrazione di Biden, in modo che la bambina potesse gareggiare con le sue amiche e non con i suoi amici. Una situazione oltraggiosa e che in un paese civile non si può accettare. E in Italia?

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Federica Pellegrini parla delle atlete trans

Federica Pellegrini sta passando un bel periodo. Non solo per il matrimonio, ovviamente, ma basti pensare che proprio lo scorso anno è entrata ufficialmente a far parte del Cio, ovvero il Comitato Olimpico Internazionale, eletta con ben 1658 voti. «Non pensavo fosse possibile! Grazie a tutti gli atleti che mi hanno votato e che si sono fidati di me !! Da oggi lavorerò per il mio mondo e penso che questa sia la cosa migliore !! complimenti agli altri atleti eletti», disse su Instagram, dando l’annuncio.

Oggi Federica Pellegrini ha rilasciato un’intervista con La Stampa, parlando del matrimonio, del nuoto e anche delle atlete trans. «Il tema è superdelicato», ha detto. «Penso che si debba arrivare a definire un protocollo scientifico basato su studi attenti e formularlo al dettaglio», ha aggiunto. Tuttavia, degli studi ci sono già. In uno studio recente si sostiene che la terapia ormonale sia più efficace nel reprimere i vantaggi fisici dopo due anni, sebbene non si sia tenuta in considerazione la differenza nelle abitudini di allenamento.

Federica Pellegrini ha poi sottolineato di ritenere che «lo sport debba essere aperto a tutti, maschi, femmine, fluidi e trans però se a livello amatoriale è giusto lasciare libere le iscrizioni», tuttavia ritiene che «a livello olimpico bisogna garantire una competizione equa. È un territorio ancora inesplorato, dal punto di vista fisiologico non abbiamo ancora le risposte che servono». In ogni caso, diverse importanti organizzazioni atletiche, tra cui la NCAA, le Olimpiadi e gli organi di governo delle leghe sportive nazionali statunitensi, consentono alle donne transgender di competere contro le donne cisgender.

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