Tom Daley contro la decisione della FINA sulle donne trans

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Tom Daley è uno dei tuffatori più famosi in tutto il mondo: talentuoso, bello, appassionato e anche icona LGBT. Non poteva, quindi, non esporsi riguardo la decisione della FINA riguardo le atlete transgender che sono state bandite dalle competizioni sportive. Il voto ha ottenuto il 71,5 per cento dei favorevoli e ha avuto luogo dopo che il Congresso ha ascoltato il rapporto redatto da una ‘commissione’ composta da tre gruppi di specialisti: atleti, un gruppo medico e scientifico, uno legale e anche uno per i diritti umani.

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«Le donne trans che gareggiano negli sport femminili non minacciano lo sport femminile nel suo insieme. Le donne trans sono una piccolissima minoranza di tutti gli atleti. Le regole NCAA riguardanti le donne trans che gareggiano negli sport femminili esistono da più di 10 anni. E non abbiamo visto dominare ondate massicce di donne trans. Noi pensiamo all’essere felici, autentiche e al nostro vero io. La transizione per ottenere un vantaggio non è qualcosa che influisce sulle nostre decisioni», disse Lia Thomas, atleta trans.

Ma per la FINA questo non è abbastanza: «il sesso biologico è una determinante chiave per le prestazioni atleticheIl divario che si crea in esse è dovuto anche alle differenze di sesso che emergono all’inizio della pubertà», leggiamo nel documento. Il limite imposto è 12 anni, proprio prima della pubertà. Tuttavia, ricordiamolo, in tantissimi ritengono che a 12 anni un ragazzo o una ragazza non sia abbastanza matura per decidere di prendere farmaci o fare operazioni. Ma se queste persone sono sportive, poi la loro carriera viene segnata per sempre.

Qualche settimana fa anche Federica Pellegrini ha chiesto che si parlasse della situazione. «Il tema è superdelicato», ha detto. «Penso che si debba arrivare a definire un protocollo scientifico basato su studi attenti e formularlo al dettaglio». Ha poi sottolineato di ritenere che «lo sport debba essere aperto a tutti, maschi, femmine, fluidi e trans però se a livello amatoriale è giusto lasciare libere le iscrizioni», tuttavia ritiene che «a livello olimpico bisogna garantire una competizione equaÈ un territorio ancora inesplorato, dal punto di vista fisiologico non abbiamo ancora le risposte che servono».

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Tom Daley sulle atlete trans

La FINA ha proposto una categoria aperta per accogliere le donne trans, sebbene questo significherebbe discriminarle in quanto le si ritiene diverse dalle donne cisgender. «Non è accettabile che si dica a qualcuno che non può competere o non può fare qualcosa che ama soltanto per ciò che è. Mi sento molto coinvolto in questa cosa: bisogna dare alle persone trans la possibilità di condividere sé stesse per ciò che sono», ha detto Tom Daley ai British LGBT Awards.

Si è detto furioso, com’è giusto che sia un attivista che da anni cerca di migliorare la situazione per la comunità LGBT. «C’è davvero bisogno di un ripensamento su come vengono selezionati determinati paesi e di essere in grado di creare uno spazio per consentire loro di apportare modifiche. Dobbiamo essere in grado di fare inclusioni per le cose, per renderle in grado di essere più accettanti e sicure per le persone», ha detto ancora.

Insieme al FINA, che al momento è la più severa a riguardo, anche World Athetics e FIFA stanno cominciando a rivedere le linee guida per il coinvolgimento delle persone trans nelle competizioni sportive. E non tutti sono dell’opinione di Tom Daley sulla decisione della FINA e, in generale, sull’inclusione delle persone trans nello sport.

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«Sono orgogliosa del mio sport… Per fare scienza, chiedete agli atleti/allenatori e difendete lo sport giusto per le donne. Il nuovo accoglierà sempre tutti, non importa come t’identifichi, ma l’equità è la pietra angolare dello sport», ha scritto su Twitter l’ex nuotatrice britannica Sharron Davies. Aggiunge poi, in modo molto discriminatorio: «Le persone di sesso maschile sono libere di entrare nella categoria con altri maschi in qualsiasi momento e in qualsiasi momento. Senza alcuna restrizione. Se sono abbastanza buoni, avanzeranno verso l’alto. Se non lo sono, non lo faranno. È esattamente lo stesso se sei una donna. Questo è giusto sport 4 tutti».

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