Tesla: sei donne denunciano per molestie sessuali

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Sei donne hanno denunciato Tesla, l’azienda di cui è CEO Elon Musk, di non prevenire e affrontare nel modo corretto le «molestie sessuali subite». Cinque delle donne ormai non lavorano più per la casa automobilistica, mentre una ne è ancora dipendente. Le sei cause sono state depositate presso la Corte Superiore della contea di Alameda in California, in seguito alle accuse di molestie sessuali e comportamenti sessisti che, una volta denunciati ai supervisori, non sono stati affrontati nel modo corretto.

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epa08855508 SpaceX owner and Tesla CEO Elon Musk arrives on the red carpet for the Axel Springer award, in Berlin, Germany, 01 December 2020. EPA/BRITTA PEDERSEN / POOL

Tesla, come il suo CEO Elon Musk, sono sempre sulla bocca della stampa, anche grazie al continuo intervento nel mondo delle criptovalute e del Bitcoin. Tuttavia, a Elon piace molto intervenire anche su questioni del mondo e rendere partecipi tutti i suoi followers delle sue decisioni. Solo il mese scorso ha chiesto su Twitter ai suoi followers se vendere o no le azioni Tesla, e il suo seguito ha deciso di acconsentire. Tuttavia, ci sono anche le tante innovazioni, come quella del robot umanoide.

Tra l’altro lo stesso Elon Musk è stato recentemente eletto da Time come persona dell’anno, poiché «nel bene e nel male ha influenzato di più gli eventi di quell’anno». La persona dell’anno è «un marcatore di influenza e pochi individui hanno avuto più influenza di Musk nella vita sulla Terra e potenzialmente anche oltre la Terra». «Nel 2021 Musk è emerso non solo come la persona più ricca del mondo, ma anche come l’esempio più ricco di una massiccia trasformazione della società».

Tuttavia, l’azienda non è neanche la prima denuncia nei confronti della Tesla, infatti più di una volta la NHTSA ha deciso di indagare sull’autopilota di Tesla, più che altro perché le persone lo prendono alla lettera, quando, in ogni caso, bisogna tenere sempre un occhio sulla strada. La Tesla quindi è costretta a dover sottolineare questo dettaglio, proprio per evitare che si verifichino altre tragedie. Adesso, però, la Tesla dovrà confrontarsi con un’altra causa legale.

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Fonte: NDTV

Sei donne denunciano Tesla per non essere intervenuti davanti alle molestie sessuali

Le sei donne hanno denunciato che i loro colleghi o i supervisori si sono comportati con atteggiamenti sessisti, fischiando o commentando in maniera oscena i loro corpi. In alcuni casi le molestie sono state anche fisiche. Addirittura, alcune hanno anche detto che, dopo aver segnalato il comportamento a un addetto di competenza dell’azienda, hanno subito delle ritorsioni. Né Tesla né Elon Musk hanno ancora risposto a queste accuse.

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Fonte: HDBlog

Le donne sono seguite dall’avvocato David A. Lowe, un partner di Rudy, Exelrod, Zieff & Lowe LLP e hanno raccontato che Tesla ha infranto la legge, soprattutto per il Fair Employment and Housing Act, poiché non sono stati capaci di prevenire le molestie sessuali e ritorsioni contro alcuni dei dipendenti. Le donne pretendono un risarcimento per i danni, i provvedimenti dichiarativi e ingiuntivi e spese legali.

Più nello specifico, le donne hanno definito la molestia sessuale «un incubo», hanno detto che hanno segnalato episodi di linguaggio dispregiativo e palpeggiamenti verso le impiegato delle risorse umane, due di loro invece hanno denunciato proprio i supervisori che hanno partecipato alle molestie. Tesla, secondo le donne, non è stata capace di affrontare nel modo corretto questo problema.

Edem Mederos, ex dipendente di un centro assistenza Tesla a Los Angeles, ha affermato di aver dovuto indossare dei maglioni per lavorare invece della tipica maglietta Tesla che è stata fornita dall’azienda, perché i suoi colleghi «cercherebbero di gettare monete» nella scollatura. Un’altra donna, Jessica Brooks, ha detto di aver dovuto mettere delle scatole intorno alla sua postazione di lavoro «per scoraggiare gli uomini dal venire a fischiare e ad osservarla».

Brooks ha anche sottolineato di aver informato le risorse umane, tuttavia il rappresentate era «già consapevole di quanto si era spinta per fermare le molestie». A quanto attestato dalla causa, la donna era stata già spostata in un’altra postazione di lavoro poco dopo aver segnalato il problema alle risorse umane. Quattro delle donne hanno affermato anche di aver dovuto subire delle ritorsioni dopo aver respinto le avance degli uomini.

Alisa Blickman, associata di produzione presso la Fremont Factory, ha affermato che il suo supervisore ha minacciato di mandarla in «una delle aree di lavoro meno desiderabili» perché «non ricettiva» alle sue avance, che includevano massaggi alla schiena «praticamente ogni giorno che ha lavorato». Adesso non ci resta che attendere i risultati della causa.

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