Omosessualità comportamento a rischio per il vaccino: la polemica contro l’Asl

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Nella giornata di ieri, al centro della polemica, c’è stata un’Asl della Liguria, o meglio uno dei suoi moduli per le vaccinazioni contro il Covid-19 che, al punto 10, indicava l’omosessualità, la prostituzione e l’uso di sostanze stupefacenti come dei «comportamenti a rischio» per la vaccinazione. A denunciare la vicenda è stato Ferruccio Sansa, capogruppo in Consiglio regionale della Liguria e, da quel momento, il web si è scatenato.

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Fonte: twitter

Sansa ha spiegato che «nel documento vengono elencate 30 categorie di soggetti con comportamenti a rischio, al punto numero 10, sono stati inseriti anche gli omosessuali. Chiediamo alla Regione Liguria, all’Agenzia ligure della sanità (Alisa) e all’Asl 5 come sia stato possibile ciò». Nel dibattito è intervenuto, oltre che all’Asl che si è prontamente scusate per l’errore spiegando da dove fosse derivato, anche il  Presidente della Regione Giovanni Toti, che su Facebook scrive:

«In merito all’incredibile e vergognosa inclusione degli omosessuali tra i “soggetti con fattori di rischio” per le priorità delle vaccinazioni, dopo una prima indagine interna della Asl 5 spezzina è emerso che l’errore deriva dal copia-incolla delle linee guida ministeriali. Ovviamente questo moltiplica lo sbaglio, certamente non lo cancella. Anzi.

Altrettanto ovviamente consolida il mio giudizio circa la totale incapacità, insipienza, malafede e ottusità di certa opposizione in Regione Liguria, che pur di sparare fango non si premura di accertarsi e approfondire. E dire che di mestiere…».

L’Asl e l’errore nel documento

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Fonte: twitter

Nel documento dell’Asl come in quello del Ministero della Salute, leggiamo benissimo come l’omosessualità venga considerata un comportamento a rischio per un vaccino, in quanto un omosessuale è fatto esattamente nello stesso modo in cui è fatto un eterosessuale. Davvero nel 2021 bisogna spiegare che l’orientamento sessuale non influenza minimamente la salute? Certo, in fin dei conti in questo periodo è virale una canzone in cui si promuove una terapia di conversione e nessuno comprende la gravità della situazione, ma da qui a non comprendere che l’omosessualità non sia una malattia, ce ne vuole.

Ma calmiamo i bollenti spiriti, sebbene non tutti credano che sia un errore e sebbene altri si siano stancati di come questi errori attacchino sempre e solo le minoranze, l’Asl si è giustificata e soprattutto ha chiesto scusa. Lo ha anche detto il Presidente Toti: l’Asl ha erroneamente fatto copia e incolla, senza rileggere e domandarsi «ma com’è possibile che l’omosessualità sia considerata un comportamento pericoloso?», di un documento antico del Ministero della Salute che veniva utilizzato per la donazione del sangue.

Lo stesso Ministero della Salute, con una nota stampa di Roberto Speranza, fa sapere che «per il Ministero della Salute sono solo i comportamenti a determinare il rischio, non certo l’orientamento sessuale delle persone. Il modulo interno della Asl 5 di La Spezia riporta erroneamente, come chiarito dalla stessa Asl, un vecchio documento usato per le donazioni di sangue. La riproposizione in documenti ministeriali di vecchie e superate formulazioni verrà immediatamente corretta». Insomma, si è trattato solo di un errore, che si sarebbe potuto evitare.

I documenti riguardano le Specifiche funzionali dell’Anagrafe nazionale vaccini e definiscono «le specifiche tecniche del flusso informativo per l’alimentazione del sistema anagrafe». L’allegato che ci interessa, il 3, è proprio dedicato alle «categorie a rischio per la quali viene raccomandata la vaccinazione (esposizione lavorativa, stile di vita, viaggi..), coerenti con le categorie previste dal Pnpv vigente» e, al punto 10, ci sono i «soggetto con comportamenti a rischio» in cui vengono indicati omosessuali, tossicodipendenti e soggetti dediti alla prostituzione.

Ma c’è chi non crede all’errore

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Paola Concia e sua moglie
Fonte: direttanews

Non tutti credono che sia stato un errore. All’Adnkronos, Paola Concia, attivista e politica del Partito Democratico, ha detto di essere «esterrefatta. Mi chiedo come si possa ancora nel 2021 nel nostro Paese poter solo pensare una cosa del genere. Ancora stiamo al fatto che la vita sessuale di un omosessuale è a rischio? Servono immediate spiegazioni su come sia potuto succedere». Ha poi continuato affermando di non credere alla storia dell’errore:

«Hanno detto che si è trattato di un ‘errore’, ma cosa significa errore?Non è che quando scrivi omosessuale lo scrivi per sbaglio! E’ una cosa talmente allucinante, siamo alla stregua di quel patriarca che tempo fa avevano detto che il Covid era un castigo di Dio per gli omosessuali, e poi è morto di Covid. Se c’è un rischio è per tutti, etero e omosessuali. Io vivo in Germania, e il ministro della Salute tedesco è omosessuale dichiarato!

Quello che io vorrei domandare a chi ha redatto il documento è che mi spieghi perché la mia vita sessuale è a rischio Covid e quella di mio fratello no. Quale è stata la base scientifica per redigere un simile modulo. Io all’errore non ci credo. Che si scusino mi sembra il minimo, ma è evidente che i pregiudizi ci siano ancora. A meno che non abbiano dato retta al patriarca».

La reazione sul web

Ovviamente anche sul web gli utenti si sono scatenati, in particolare i membri della comunità lgbt che si sono stancati di essere vittime di queste discriminazioni, anche se per errore:

Voi cosa pensate di questa storia? Ritenete che sia stata ingigantita o che avrebbe dovuto avere ancora più rilievo mediatico? E soprattutto, credete che sia stato un errore o che alla base ci sia un pensiero omofobo?

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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