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Giornata internazionale dell’asessualità: alcune informazioni e l’afobia

Oggi è la giornata internazionalità dell’asessualità, per cui ho deciso di informarmi e scrivere un articolo, in modo da fare un po’ di chiarezza su questo orientamento. Voglio precisare che io non sono asessuale, per cui se doveste trovare delle imprecisioni in quel che scrivo, vi prego di contattarci e farcelo sapere, in modo da chiarire subito tutto. Alla fine dell’articolo parleremo anche dell’afobia, ovvero dell’odio e dell’ignoranza nei confronti delle persone asessuali.

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Fonte: twitter

Ho deciso, prima di dare delle definizioni più precise scritte da persone più informate di me, di dire cosa non è l’asessualità. In primis, non è una malattia. Le persone asessuali non sono malate, non devono guarire, non hanno bisogno di te per guarire. Non significa neanche essere vergini né che sono in astinenza sessuale, o addirittura che hanno paura del sesso. In più penso che non debbano neanche essere confuse con gli intersessuali, che è una cosa totalmente diversa (ne abbiamo parlato qui). L’asessualità è un orientamento rarissimo, circa l’1% delle persone è asessuale, e per questo spesso c’è molta ignoranza sul termine.

Non è colpa vostra se non sapete nulla sull’asessualità, io stessa, prima di informarmi, sapevo davvero poco, tuttavia se siete arrivati in questo articolo significa che avete scelto di cambiare e di informarvi, in modo da non ferire alcuna persona con la vostra ignoranza, da intendere con il significato letterale di ignorare qualcosa, poiché ritengo che sia proprio adatto per l’argomento. Purtroppo l’asessualità è spesso discriminato anche all’interno della LGBT+ community, altri ignorano proprio la loro esistenza. Per questo, questa giornata internazionale, è importante e va rispettata.

Divideremo l’articolo in due parti: nella prima daremo una definizione, nella seconda invece parleremo dell’afobia spesso interiorizzata (un po’ come abbiamo fatto con le frasi sessiste nei confronti degli uomini che ormai sono entrate a far parte del nostro gergo). Vi ricordo che se doveste trovare delle inesattezze, potete sempre comunicarcele e correggerci.

Asessualità: cos’è?

L’asessualità è un vero e proprio orientamento sessuale alla pari dell’omosessualità, della bisessualità o della pansessualità (qui per leggere la differenza fra questi ultimi) che consiste nel non provare alcuna attrazione sessuale nei confronti di alcun genere, oppure di provarlo solo in alcune occasioni. Infatti ci sono alcune persone asessuali che provano attrazione sessuale solo dopo aver, per esempio, conosciuto e avuto un legame emotivo con una persona (in questo caso parliamo di demisessualità).

Fonte: twitter

L’ignoranza nei confronti del termine non esisterebbe se tutti leggessero letteralmente la parola. Asessualità infatti possiede l’alfa privativo, che nella lingua greca indica la mancanza, la privazione o semplicemente la negazione di qualcosa (ES. asociale). La Asexual Visibility and Education Network definisce l’asessualità come «qualcuno che non prova attrazione sessuale», dichiarando anche che «un’altra piccola minoranza può definirsi come asessuale per un breve periodo di tempo, mentre esplorano e mettono in dubbio la propria sessualità».

La stessa associazione dichiara anche che «non c’è una prova definitiva per determinare se qualcuno sia asessuale. L’asessualità è come ogni altra identità – alla sua base, è solo una parola che le persone usano per aiutare a capire sé stessi. Se a un certo punto qualcuno trova la parola asessuale utile per descriversi, li incoraggiamo a farlo, per quanto a lungo abbia senso usarla». Un asessuale, comunque, può anche essere eterosessuale, gay, bisessuale, ma anche aromantico, biromantico, eteroromantico, omoromantico, panromantico.

Tuttavia, c’è da dire che una persona asessuale può anche fare sesso. Leggere e informarmi su questo fattore mi ha confusa, poiché non comprendevo in che modo l’asessualità, che è letteralmente l’assenza di sessualità, potesse comprendere un rapporto sessuale. Ora, però, ho compreso che può capitare (ovviamente dipende da persona a persona) che un ace (è così che viene chiamata la community asessuale) può provare persino piacere con il rapporto (magari perché è un momento molto intimo con il partner), oppure può anche solo averne uno per, ad esempio, avere dei figli.

In più, vi ricordo anche dell’esistenza dei demisessuali, che abbiamo citato prima e che rientrano nello spettro dell’asessualità, ma anche dei graysessuali, che sono le persone che provano attrazione fisica verso altre persone solo in alcuni periodi e che quindi la sentono in maniera molto più limitata rispetto ai non-ace/non-gray. Potremmo definirla quasi una via di mezzo. In più, esistono anche gli aromantici, che sono le persone che non si sentono a proprio agio nella vita di coppia e preferiscono avere, ad esempio, un’amicizia molto profonda.

L’afobia: l’odio e l’ignoranza verso l’asessualità

E adesso arriviamo alla parte brutta dell’articolo. In genere non sono il tipo di persone che invita le persone a non leggere (a meno che non si tratti di spoiler), tuttavia mi rendo conto che questo potrebbe essere un argomento un po’ delicato per alcune persone, per cui se sentite che leggere degli insulti nei confronti dell’asessualità potrebbe ferirvi in qualche modo, vi invito a non continuare a leggere.

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Fonte: twitter

Nella giornata di oggi, nella giornata internazionale dell’asessualità, l’hashtag è stato in tendenza su Twitter per un po’ di tempo, superando persino il carbonaraday. Questo ovviamente ha portato solo i soliti uomini (o donne) che vogliono fare i simpatici sminuendo altre persone a scrivere tweet offensivi per poi darsi il cinque da soli. Avete presente, vero? Quelle persone che proprio non riescono ad accettare che esista qualcuno di diverso da solo.

Io ne ho letti davvero tanti, come chi insinua che l’asessualità sia una malattia mentale, qualcuno ha invece voluto sottolineare di essere eterosessuale e di non aver bisogno di giornate del genere (come se gli eterosessuali fossero discriminati in quanto eterosessuali), altri ancora hanno chiesto quando si festeggi la giornata di chi va a lavorare (rispondiamo noi, visto che sembra esserci un po’ di ignoranza: il primo maggio). Insomma, i soliti uomini che cercano dei like facendo gli alternativi, andando contro corrente.

Tuttavia, l’afobia non viene solo da queste persone di cui, senza offesa, dovrebbe fregare poco di niente, ma spesso è interiorizzata in noi e neanche ce ne rendiamo conto. Altre volte invece, credendoci simpatici, siamo in realtà afobici. Per cui, ecco tre frasi che non dovete dire alle persone asessuali, poiché dimostrereste solo di essere degli ignoranti e anche dei maleducati.

«L’asessualità non esiste»

Beh, no. L’asessualità esiste da diverso tempo e ci sono anche molte ricerche scientifiche a riguardo. S. E. Smith del The Guardian ha scritto che non è sicuro che l’asessualità sia in aumento, semplicemente adesso sta ricevendo più visibilità, e io sono completamente d’accordo. L’asessualità non è una novità, non esiste da qualche anno, semplicemente non ha mai ricevuto tanta attenzione pubblica, coinvolgendo molte meno persone rispetto agli altri orientamenti sessuali. Tuttavia, questo non significa che non esista.

«Non fai parte della LGBTQIA+ community»

Ho voluto inserire anche questa discriminazione perché spesso sono proprio altre minoranze ad attaccare le persone asessuali. Tuttavia, l’asessualità è un orientamento sessuale ed è una minoranza. In più, noi diciamo LGBTQIA+, e quella A sta proprio per asessualità, per cui solo perché sono una minoranza di una minoranza, non significa che l’asessualità non faccia parte della community.

«Non hai solo trovato la persona giusta, potresti cambiare idea»

Tralasciamo il «ti faccio cambiare idea» che ho preferito non inserire poiché irrispettoso qualsiasi sia l’orientamento della persona che si ha davanti (come se un organo genitale potesse fare magie), parliamo del «potresti cambiare idea»: certo, certo che un asessuale potrebbe cambiare idea. Non sappiamo mai cosa potrebbe succedere nella vita, ma questo non è un problema tuo. Per quanto riguarda la persona giusta, invece, no. Suona tanto come il «è solo un periodo». Un asessuale potrebbe amare immensamente qualcuno ma, comunque, non provare alcuna attrazione fisica.

E voi sapevate cosa fosse l’asessualità? Non ritenete che ci sia troppa ignoranza nei confronti di quest’orientamento?

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Giulia

Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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