Alessandro Orsini: la storia del docente censurato e accusato di essere filorusso

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Partiamo da un presupposto: Alessandro Orsini non ha giustificato Putin, non ha indossato una maglietta pro-Putin né ha detto che è uno dei politici migliori di oggi, tantomeno che la Russia è migliore dell’Occidente. Il docente della Luiss, intervistato in televisione, ha espresso la propria opinione sulla crisi che sta vivendo in Ucraina, sottolineando anche come le uniche vittime siano ovviamente il popolo degli ucraini. Tuttavia, nel suo intervento, ha voluto evidenziare come la colpa del conflitto non sia solo di Putin. Da quest’opinione, poi, è iniziata da una parte la censura e dall’altra il sostegno.

Chi è Alessandro Orsini? È un professore, un accademico di un certo livello, apprezzato non solo in Italia ma anche all’estero, direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale dell’Università LUISS Guido Carli. Diciamo che le sue parole a Piazza Pulita sono state un po’ decontestualizzate, un po’ semplicemente sentite e non ascoltate. Altre critiche possono essere corrette. Ma non ha detto che Putin è un grande, che ha fatto bene ad attaccare l’Ucraina e che non ha alcuna colpa. Ha semplicemente detto che il presidente russo ha tutta la «responsabilità militare di questa tragedia», tuttavia la «responsabilità politica» è principalmente dell’Unione Europea.

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Alessandro Orsini

Tra le cose contestate c’è anche l’opinione che l’Ucraina dovrebbe arrendersi alla Russia che ormai ha vinto, sempre sue opinioni che ovviamente possono e devono essere contestate. Ma non censurate, semplicemente perché ognuno deve avere il diritto di esprimere, con rispetto e senza mancare di rispetto alle vittime che in questo conflitto che dura da due settimane sono già troppe. Se censuriamo, non siamo d’altronde diversi da Vladimir Putin che sta facendo di tutto per convincere il proprio popolo di star salvando l’Ucraina e di non star attaccando e uccidendo delle persone, tra cui ci sono anche dei bambini.

Ha detto cose con poco tatto? Sì. Assolutamente sì. È facile fare i pacifisti quando non riguarda il proprio popolo? Anche questo è vero. Ma davvero nel 2022, quando la censura è stata persino abolita dal cinema, vogliamo vietare a qualcuno di esprimere il proprio pensiero? A quest’opinione, tra l’altro, sono susseguite diverse critiche, in primis quella del giornalista Fubini, vicedirettore ed editorialista del Corriere della Sera, che ha subito negato le opinioni di Alessandro Orsini (vedremo, nel corso dell’articolo, tutte e due le parti). Poi dai social ne arrivano altre ancora: c’è quella dell’ex ministro Franco Bassanini, del co-fondatore di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, e poi anche quella della Luiss.

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Alessandro Orsini e la bufera che l’ha circondato

Le parole di Alessandro Orsini

La prima cosa che ha fatto il prof. Alessandro Orsini è provare a spiegare perché Putin è arrivato ad attaccare l’Ucraina, dividendo in tre punti fondamentali: Siria, Iran e Iraq e, infine, le armi che l’Europa manda in Ucraina. Le sue parole, ovviamente, possono essere contestate o no, come durante la stessa trasmissione è stato contestato il dato che l’Unione Europea vendesse le armi all’Ucraina.

«Noi abbiamo alimentato dall’esterno il conflitto in Siria, infatti, noi europei abbiamo un sacco di morti sulla coscienza in Siria, abbiamo venduto uno sproposito di armi per rovesciare Bashar al-Assad e impiantare al suo posto un presidente filoamericano. Putin è stato costretto a intervenire in Siria, nel settembre del 2015, e questa è anche una delle ragioni per cui ha dovuto ritardare l’intervento militare in Ucraina.

Poi Trump ha disintegrato con due missili nel traffico di Baghdad il generale Soleimani dell’Iran, e l’Iran è un Paese stretto alleato della Russia. E poi nel 2003 gli Stati Uniti hanno disintegrato l’Iraq che era un altro stretto alleato della Russia. Quindi, se noi guardiamo soltanto l’Europa e abbiamo una visione così miope diciamo: beh, in effetti Putin è pazzo, che motivi ha di temere il blocco occidentale? Se invece ampliamo la nostra prospettiva il discorso cambia.

Per quanto riguarda le armi, questo è un altro tragico errore dell’Unione europea perché l’Unione europea, in primo luogo, sta vendendo delle armi [fuori campo si sente: “non sta vendendo le armi”, ndr] con cui gli ucraini, poverini, non ci fanno nulla perché non sono certamente queste armi che noi intendiamo vendere all’Ucraina che possono fermare l’esercito russo. Nella misura in cui noi non vogliamo mandare soldati a combattere in Ucraina, se noi mandiamo lì 20 proiettili, Putin ne metterà 40. E questo l’ha già fatto in Siria».

Alessandro Orsini a Piazza Pulita
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Alessandro Orsini

Da questi tre punti Alessandro Orsini ha poi evinto di chi sono le responsabilità, militari e politiche, di questo conflitto: «la responsabilità militare di questa tragedia è tutta di Putin», volendo anche sottolineare di condannare «con tutte le mie forze questa invasione» e di essere «totalmente schierato dalla parte del blocco occidentale e dalla parte degli ucraini», tuttavia ritiene che «la responsabilità politica di questa tragedia è principalmente dell’Unione europea». Si è poi spiegato:

«In primo luogo, perché questa era la guerra più prevedibile del mondo e io mi sono sgolato per dire che certamente la Russia avrebbe invaso l’Ucraina perché esiste una legge ferrea della politica internazionale, la quale prevede che le grandi potenze proibiscono categoricamente ai Paesi confinanti, laddove sia possibile, di avere una linea di politica estera che rappresenti una minaccia per la sicurezza nazionale.

Quello che Putin sta facendo oggi all’Ucraina è esattamente la stessa identica cosa che Kennedy ha fatto a Castro nel 1962, cioè gli Stati Uniti dissero a Cuba: tu non puoi avere una linea di politica estera indipendente dagli Stati Uniti che metta a repentaglio la mia sicurezza nazionale. Se tu provi a impiantare missili sovietici a Cuba io ti distruggo e sono disposto ad arrivare fino all’escalation militare».

Alessandro Orsini a Piazza Pulita

Ha, infine, fatto un esempio: «in altre parole quello che accade è che l’Ucraina sta alla Russia come il Messico e il Canada stanno agli Stati Uniti. Se il Messico oggi si alleasse con Putin, certamente gli Stati Uniti distruggerebbero il Messico o assassinando il suo Presidente o favorendo una guerra civile in Messico oppure con uno sfondamento del confine facendo esattamente questo tipo di guerra. Quindi il punto fondamentale è comprendere la logica delle grandi potenze, i cui comportamenti sono largamente prevedibili perché fanno le stesse cose da centinaia di anni».

Alessandro Orsini ha anche detto in cosa ha sbagliato l’Unione Europea: quello che avremmo dovuto fare, è dire agli Stati Uniti «noi vi amiamo, noi europei amiamo voi americani, ma noi abbiamo una linea rossa che voi americani non dovete permettervi di superare. La linea rossa è che l’Ue deve rifiutare drasticamente qualunque politica che metta in pericolo la vita degli europei». In altre parole: tutta colpa della NATO e dell’aver fatto credere agli ucraini che sarebbero potuti entrare nella NATO.

Tuttavia, quello che ha fatto più scalpore, è stato il pensiero secondo cui «l’Ucraina è fondamentalmente persa. L’idea che stiamo alimentando in queste ore è un’idea totalmente priva di fondamento nella realtà. Che Kiev da sola possa resistere, è semplicemente da escludere». Vedendo però tutti i cittadini, i militari, lo stesso presidente ucraino, continuare a resistere giorno dopo giorno, anche dopo due settimane, fa credere a tutta Europa e non solo che questo popolo sia invincibile, anche di fronte a una potenza del calibro della Russia.

La Russia che, secondo Alessandro Orsini, avrebbe già vinto: «La Russia ha vinto sugli Stati Uniti, sull’Unione Europea e sulla NATO» e se l’Unione e l’Ucraina porteranno «avanti questa guerra, gli abitanti di Kiev saranno massacrati. L’unica via è che l’Unione Europea e la NATO accettino la richiesta di Putin di demilitarizzare l’Ucraina e assicurino che non entrerà mai nella NATO. Allo stesso tempo però dovrebbe chiedere a Putin, che l’Ucraina entri nell’Unione Europea».

Le critiche ad Alessandro Orsini

Subito gli risponde il giornalista Fubini, che era presente in trasmissione. Ha subito detto che le affermazioni del docente Alessandro Orsini «non sono vere», in primis perché il paragone con Cuba, per diversi motivi, non può reggere: «nel suo amore per gli Stati Uniti dovrebbe studiare la storia degli Stati Uniti perché gli Stati Uniti non hanno mai bombardato le città cubane, non hanno attaccato Cuba, nessuno sta parlando di mettere testate nucleari. Nessuno sta minacciando la sicurezza della Russia se non Putin che sta opprimendo il suo popolo in uno Stato di polizia. Questa è la realtà», ha detto. Però il giornalista ha dimenticato la cosiddetta Baia dei Porci (a Cuba).

«L’Ucraina non è lontanamente vicina all’ingresso nella Nato. Nessuno sta pensando di mettere delle testate nucleari in Ucraina, nessuno sta minacciando la Russia. La Nato è un’alleanza difensiva che non ha mai fatto la guerra a nessuno ed è molto diverso dal mettere delle testate nucleari che minacciano gli Stati Uniti. In ogni caso, la guerra, gli Stati Uniti a Cuba non l’hanno mai portata. Queste scene non le abbiamo mai viste. La responsabilità politica di quello che sta succedendo adesso è di una persona ed è di un regime», ha poi sottolineato, andando contro l’opinione di Alessandro Orsini.

Da Twitter si esprime l’ex ministro Bassanini: «Alessandro Orsini Direttore Sicurezza Internazionale Luiss sostiene a Piazzapulita che si deve abbandonare l’Ucraina a Putin. Il diritto di un popolo di voler vivere in libertà e democrazia per lui vale zero. D’accordo con lui gli altri docenti Luiss?». Subito quota il proprio tweet: «dalla LUISS mi fanno – autorevolmente – sapere che le affermazioni di Alessandro Orsini a Piazza Pulita riflettono opinioni personali non condivise dalla stragrande maggioranza dei docenti LUISS. Ne sono felice! Li ho invitati a renderlo pubblico. Spero lo facciano».

E l’hanno fatto: «L’Università Luiss Guido Carli ha espresso piena solidarietà al popolo ucraino che, da giorni, difende coraggiosamente il proprio diritto alla democrazia e all’autodeterminazione sancito dai trattati internazionali. L’Ateneo ha avviato da subito azioni concrete che stanno coinvolgendo tutta la sua comunità: studenti, docenti, ricercatori, alumni e staff», scrivono in una nota per la stampa. «Al contempo, nel tragico contesto di una guerra, l’attività di analisi e ricerca di ogni centro, scuola, o dipartimento Luiss diventa ancor più rilevante, richiedendo solida capacità di interpretazione e racconto del contesto geopolitico, equilibrio e capacità di dialogo con l’opinione pubblica».

Infine, criticano direttamente Alessandro Orsini: «La Luiss reputa dunque fondamentale che, soprattutto chi ha responsabilità di centri di eccellenza come l’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale, debba attenersi scrupolosamente al rigore scientifico dei fatti e dell’evidenza storica, senza lasciar spazio a pareri di carattere personale che possano inficiare valore, patrimonio di conoscenza e reputazione dell’intero Ateneo».

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La LUISS su Alessandro Orsini

Insieme a loro, anche il co-fondatore di Fratelli d’Italia, scrive su Twitter: «Ieri a Piazza Pulita c’erano due professori. Il primo, Alessandro Orsini, sociologo (Direttore dell’osservatorio sulla sicurezza internazionale della Luiss) sosteneva che l’Ucraina va data a Putin. La seconda, Di Cesare, filosofa, diceva che gli Ucraini non dovevano reagire combattendo». Tuttavia, dalla sua, Alessandro Orsini ha dei colleghi e persino una petizione “No alla censura contro Alessandro Orsini“, poiché «le analisi di Orsini non hanno alcunché di censurabile. Si fondano su studi scientifici rigorosi e sulle più accreditate teorie delle relazioni internazionali».

Insomma, ognuno può pensarla come preferisce, ma chiamare un docente filorusso solo perché non ha addossato tutta la colpa del conflitto a Putin (da cui, comunque, si è apertamente distaccato e che ha condannato al contrario di qualche politico che invece continua a parlare indisturbato), invitandolo anche a non esprimere le proprie opinioni, sembra un po’ esagerato. Fino a due settimane fa avevano i no-vax in televisione, e fino all’anno scorso c’era persino la signora di non ce n’è coviddi. Dire la propria opinione è più che lecito, sta poi alla gente comprendere cos’è giusto e cos’è sbagliato.

Ci teniamo a sottolineare che quest’articolo è precedente alle successive opinioni che vanno al di là del lato storico del professor Orsini.

L’opinione online

In molti hanno paragonato il nostro governo a una dittatura. Soprattutto in questo momento storico, ci sembra esagerato, per cui eviteremo di condividere i tweet di chi ha dimenticato cosa sia una dittatura (basti vedere quello che la Russia sta facendo al proprio popolo, in realtà). Un conto è essere contro la censura di Alessandro Orsini, un altro è pensare che la censura esista solamente in una dittatura.

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