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Sarah Everard: uccisa e stuprata da un poliziotto

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Perché nessuno parla di Sarah Everard, la 33enne inglese rapita, stuprata e uccisa da un agente di Scotland Yard? Perché in Italia non se n’è parlato, o se n’è parlato troppo poco? Sta succedendo la stessa cosa che avvenne con George Floyd durante la scorsa quarantena. Ai media interessa quando un politico fa qualcosa, qualsiasi cosa, tuttavia non appena qualcuno muore e scoppia una rivoluzione, sebbene quella per la donna non sia minimamente paragonabile a quella per l’uomo, fanno un accenno e poi continuano a parlare del seno di Belen.

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Fonte: abc

Di certo non ci aspettavamo delle prime pagine o più di un articolo al giorno a riguardo, tuttavia che ci abbiano parlato così poche testate (e molte solo dopo che Kate Middleton le ha reso omaggio con un mazzo di fiori), ci sembra proprio una cosa assurda. Sarah Everard era una 33enne inglese scomparsa lo scorso 3 marzo. Lavorava per un’agenzia di media digitali, era giovane, piena di vita e, come tante altre ragazze, tornava a casa da sola, a piedi. Faceva una cosa normalissima, e proprio nel fare una cosa normalissima è stata uccisa da un uomo.

È orribile utilizzare la morte di Sarah Everard come ennesima testimonianza del fatto che esistano degli uomini che considerano delle donne come degli oggetti e di come una donna non possa essere libera di tornare a casa da sola senza rischiare di essere stuprata o uccisa, tuttavia è un paragone necessario, poiché Sarah è divenuta solo un’altra vittima di un sistema che in queste situazioni si preoccupa più di sottolineare che «non tutti gli uomini» o «non tutti i poliziotti» sono degli assassini o stupratori o entrambi. La ragazza solare e sorridente adesso è un numero.

Ma, a parte questo, mentre nel Regno Unito il caso è su ogni quotidiano e chiunque ne parla, in Italia la situazione non è così, eppure non avviene in uno stato lontano e sottosviluppato. Avviene nel Regno Unito che tanti sostengono e idolatrano come se stesse 10 anni luce avanti a noi, soprattutto dopo che ha deciso di uscire dall’Unione Europea. Ma qualcuno ha voluto lasciare un pensiero per Sarah Everard?

Qualcuno ha voluto mettere sotto i riflettori il fatto che una ragazza sia stata rapita, stuprata e uccisa da un agente mentre tornava a casa? Oltre al fatto di cronaca che ci fa accapponare la pelle, perché nessuno parla di quanto sia grave che nel 2021 una donna non possa ancora camminare per strada senza dover aver paura di essere violentata o uccisa?

Il caso di Sarah Everard: la manifestazione sfociata in scontri con la polizia

Per chi avesse perso anche il caso di cronaca, facciamo un brevissimo riassunto: Sarah Everard è scomparsa il 3 marzo e per giorni si sono condotte le ricerce della 33enne, finché le indagini hanno portato all’arresto di un agente della polizia di Scotland Yard insieme a una donna, accusata di complicità e favoreggiamento. Solo l’11 marzo, però, i resti del corpo di una donna sono stati ritrovati e, dopo la procedura di identificazione, il vice commissario Nick Ephgrave ha confermato che si trattava di Sarah Everard. Tutta questa storia è sfociata in manifestazioni (pacifiche) di donne e uomini arrabbiati per come una donna non possa essere libera di tornare a casa.

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Fonte: twitter

«I cittadini si sentono feriti e arrabbiati per quanto è accaduto, e questi sono sentimenti che condivido personalmente. Riconosco anche le preoccupazioni più ampie, che sono state giustamente sollevate, sulla sicurezza delle donne negli spazi pubblici. A loro voglio dire ora che questa organizzazione rimane impegnata a proteggere i londinesi ovunque si trovino in questa città. E quell’impegno non è diminuito da questi eventi, semmai si è rafforzato con queste tragiche circostanze», ha detto Nick Ephgrave, in seguito alle manifestazioni.

Parliamo però, adesso, delle manifestazioni che la morte di Sarah Everard ha causato. Tante donne si sono riunite per parlare e farsi forza a vicenda, perché, ognuna di loro, almeno una volta nella propria vita, e sono sicura che qualsiasi donna stia leggendo in questo momento confermerà, ha subito molestie, catcalling o semplicemente non si è sentita al sicura a percorrere una strada da sola. Tutte le donne riunite per Sarah hanno parlato di come proteggerci e, ancora una volta, sono le donne che devono imparare a proteggersi e non gli uomini a non essere violenti.

I sondaggi ufficiali nel Regno Unito hanno confermato di come più del 70% delle donne abbia subito molestie in pubblico, mentre solo il 3%, tra i 18 e i 24 anni, non ha mai avuto un’esperienza del genere. A livello globale 9 donne su 10 non si sentono al sicuro a camminare da sole per strada. Come possiamo stare tranquilli e affermare che il femminismo non serve più o ancora ritenere che dire sì ma non tutti gli uomini sia una cosa corretta da dire in questi casi? Come possiamo stare tranquilli se tante donne, come Sarah Everard, devono subire la paura ogni giorno?

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Fonte: twitter

Nella manifestazione per Sarah Everard le partecipanti hanno voluto sottolineare come si trovassero in quel luogo per Sarah ma anche per tutte le altre donne uccise mentre facevano una cosa normalissima, come tornare a casa. «Noi stiamo sempre attente: i nostri vestiti, non bere troppo. Prendiamo i taxi anche quando non possiamo permettercelo. Mettiamo le chiavi fra le dita. Non indossiamo le cuffie quando facciamo jogging. Percorriamo aree sempre illuminate. È estenuante», ha detto Helena Wadia a BBC Radio 5.

Ieri sera c’è stata una veglia pacifica, intitolata Reclaim these streets (ovvero riprendiamoci le strade), in cui le ragazze, con mascherine e cartelli pacifici in cui semplicemente chiedevano di poter tornare a casa sane e salve, è sfociata in un conflitto violento in cui sono state arrestate quattro ragazze. La causa è stata data al Covid-19, poiché la manifestazione era stata proibita dalle forze dell’ordine e dall’Alta Corte a causa della pandemia, ma le organizzatrici dell’evento e le partecipanti volevano comunque ricordare Sarah Everard, e anche chiedere giustizia.

Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, le ha definite «scene inaccettabili. La polizia ha la responsabilità di gran lunga di molto rispettare le norme sul Covid, ma dalle immagini che ho visto è evidente che la risposta è stata a volte inopportuna e sproporzionata», ha scritto su Twitter, chiedendo anche una spiegazione urgente di quello che è avvenuto ieri sera. E speriamo davvero che si faccia chiarezza e che nessuno si faccia male solo perché si chiede giustizia.

Noi di Cup of Green Tea facciamo le condoglianze alla famiglia e agli amici di Sarah Everard, e speriamo che nel 2021 le donne potranno cominciare, in qualche modo, a camminare tranquille per la strada, senza la necessità di creare delle armi con le chiavi o dover parlare al telefono con qualcuno per sentirsi più al sicuro. Siamo donne, ragazze, persone, non carne da macello.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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