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Come reagire al catcalling

Catcalling, in italiano molestia di strada: in molti assistono, molte sono le interessate e troppi sono coloro che lo praticano, inconsapevoli di cosa fanno provare alle ragazze, e nonostante ciò oggi è comunque sottovalutato e sminuito, come se non fosse comunque una molestia.

In realtà, anche la molestia vera e propria viene sminuita se sei ubriaca o se indossi una minigonna, quindi alla fine dei conti non c’è poi così tanto da stupirsi in un mondo che cerca sempre di trovare dei compromessi per rendere innocente il colpevole e colpevole la vittima. Tuttavia, è sbagliato e bisognerebbe provare a cambiare e il primo passo per cambiare è proprio quello di capire come reagire al problema.

Se siete fortunate o siete uomini e non sapete cos’è il catcalling, ve lo spieghiamo subito, partendo da un esempio. Immaginate di camminare per strada. Siete sole e siete tranquille, magari andate di fretta perché state per perdere il bus per raggiungere un appuntamento. E poi, così, dal nulla, un uomo vi fischia e vi manda un bacio, vi urla «quanto vuoi?» alludendo alla prostituzione, oppure vi chiede, sempre restando nella sua auto e con il sorriso da maniaco, come mai siete sole. Altri ancora urlano complimenti, così li chiamano.

Come se a noi, che camminiamo tranquille per strada e ci facciamo i fatti nostri, facesse piacere che un uomo a caso ci urli che le nostre tette sono bellissime. Forse alcuni uomini hanno davvero dimenticato cosa sia il romanticismo o, più in generale, il rispetto per gli altri. Forse ci si è dimenticati proprio la buona educazione. Ma adesso andiamo più nello specifico.

Catcalling: non sono complimenti

Più volte capita di imbattersi in discussione online in cui viene chiesto alle donne come mai non apprezzino il catcalling, «in fin dei conti sono complimenti» oppure, ancora, alcuni uomini si immedesimano dicendo che a loro farebbe piacere se qualcuno gli facesse dei complimenti.

Ora, facciamo una piccola distinzione a cui, dopotutto, potrebbe arrivarci chiunque.

  1. Se un ragazzo mi vede e mi dice “sei bellissima” o “sei bella” o “mi piacciono i tuoi capelli”, sono dei complimenti e sono più che apprezzati.
  2. Se un uomo che potrebbe essere mio padre mi urla dalla macchina “abbella beato chi ti monta”, non è un complimento e non è apprezzato.
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Fonte: Pinterest

Sta tutto, quindi, nei modi. Le cose dette con gentilezza fanno sempre molto piacere, mentre quelle urlate come se si stesse al mercato della frutta e si stesse cercando il frutto più maturo, no.

In ogni caso, il catcalling avviene solo se non sei in compagnia di un uomo. Se hai un ragazzo accanto a te, che sia un amico o che sia un fidanzato, non vieni minimamente guardate, questo per testimoniare che molti di questi uomini che praticano la molestia di strada sono anche sostenitori dell’idea che la donna sia un oggetto e che, quindi, se presa da un altro uomo, non va toccata.

La donna va rispettata solo se non appartiene già a qualcuno, oppure se è tua madre o tua sorella. Le altre, invece, se la sono cercata. Il jeans troppo attillato, la gonna troppo corta, il top troppo scollato, c’è sempre una scusa per riuscire a dare la colpa a una ragazza che ha solo deciso di indossare un indumento che le sta bene e con cui si sente a suo agio.

Catcalling: come viene sminuito

A parte il sono solo complimenti, il catcalling viene sminuito in innumerevoli modi, così tanto che se ci si impegnasse a combatterlo come lo si fa per trovare delle scuse per farlo accettare, oggi non esisterebbe più. Per cui, vediamo caso per caso.

«Non vi si può dire nulla», dicono, quando una ragazza si lamenta di un uomo che le ha commentato il sedere per strada. Attualmente il problema non è che non ci si può dire nulla, perché chiunque è libero di parlare con chi vuole, portando però il rispetto che merita e soprattutto non prendendosi la confidenza che nessuno gli ha concesso. Un “sei molto bella” detto con un sorriso gentile, va bene. Un “che culo!” urlato dal finestrino di un’auto, no.

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Fonte: pinterest

«Sei tu che esageri» e questa, purtroppo, è una frase detta non solo da uomini ma anche da molte donne. Sia chiaro, ad alcune donne fanno piacere i complimenti per strada, allo stesso modo in cui alcuni uomini non li sopportano, ma questo non deve significare che, visto che a una donna x faccia piacere ricevere urla sul proprio corpo, debba piacere anche a tutto il genere femminile. A volte si tende a dimenticare che l’umanità è varia.

«Ti ha solo detto “ciao bella” non te la prendere»: questa può sembrare un’esagerazione, tuttavia va vista dagli occhi di chi ha ricevuto tanti ciao bella, tanti complimenti, tanti fischi, tanti baci, così tanti che alla fine anche un ciao bella diventa di cattivo gusto.

Catcalling: come reagire

In genere, quello che si consiglia è proprio l’indifferenza, perché più ignori questi signori più loro si arrabbiano. Non gli si dà quindi alcuna soddisfazione. Tuttavia, se proprio sei una di quelle persone che non riesce a ignorare, ci sono un paio di frasi o mosse che potresti dire a quell’omuncolo che non è capace di tenere a freno la propria lingua, ma sempre analizzando il contesto.

Se ti trovi in una strada isolata e magari anche buia, evita di rispondere. È molto triste da dire, ma è meglio non rischiare che quell’uomo la prenda come una sfida e decida di scendere dall’auto per fare molto peggio di una molestia verbale. Se invece la situazione te lo permette, prova a rispondere.

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Fonte: vice

Prima di tutto, però, devi mostrarti sicura di te. Le frasi balbettate farebbero solo ridere quegli uomini che si credono invincibili e ineluttabili, per cui se non ti senti sicura (ed è totalmente normale) continua a camminare ignorando le sue parole, si stancherà e continuerà il suo percorso.

Se un uomo ti fa complimenti molto insistenti, se sembra proprio non volerti lasciare in pace, tu fallo stare zitto con queste frasi:

  • «Non sei alla mia altezza»: questa è crudele, ma sarà così arrabbiato che continuerà a guidare e probabilmente ripenserà alla tua risposta per tutto il giorno.
  • «Ma ha mai funzionato con qualcuna?»: questa invece minerà al suo orgoglio, perché le probabilità che qualcuna ci sia realmente stata sono davvero molto basse.
  • «Tua madre sa che dici queste cose?»: il punto debole di questi uomini sono sempre le mamme, per cui mettetele in mezzo quanto più potete (scusate mamme, ma imparate a educare i vostri figli!).

In ogni caso ricorda sempre di camminare a testa alta e di non vergognarti. È difficile, potresti pensare che c’è qualcosa che non va nel tuo outfit perché se avessi indossato qualcosa di largo non sarebbe successo, ma non hai fatto niente di sbagliato. Adesso esci, indossa il vestito più bello che hai, e non avere paura del catcalling.

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Giulia

Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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