L’esperienza del primo giorno di scuola dopo Covid-19, ma la pandemia non è l’unico problema

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Pensavamo che questo primo giorno di scuola sarebbe stato diverso, ma non è stato così per tutti. E il virus non è l’unico colpevole.

La pandemia di Covid-19 in quel non così lontano febbraio 2020 sembrava aver portato agli studenti la gioia di qualche giorno di vacanza fuori programma, ma il nostro ingenuo pensiero non aveva previsto che ci saremmo ritrovati a distanza di più di un anno costretti davanti ad uno schermo come unico strumento di contatto con la nostra routine scolastica.

Ma la situazione è davvero cambiata?

Le disposizioni del Ministro dell’istruzione per il primo giorno di scuola

Le disposizioni proposte da Patrizio Bianchi, Ministro dell’istruzione, per il primo giorno di scuola e per quelli a venire sono state influenzate dalla situazione in cui versa attualmente il nostro Paese. A questo indirizzo trovate differenti Piani Scuola redatti regione per regione. Per comodità noi vi alleghiamo il Piano Scuola predisposto per la regione Piemonte, di cui tratteremo nel dettaglio le singole esperienze.

Alcune delle normative legate al rientro a scuola sono:

  • Ogni insegnante dovrà esibire il GreenPass per poter ricoprire il suo ruolo nell’ambito scolastico: questo dovrà pervenire in seguito al ricevimento della vaccinazione contro Covid-19 o tramite tampone con esito negativo.
  • Tutto il personale interno e esterno alla scuola dovrà essere munito di GreenPass: soltanto gli studenti non saranno obbligati a presentare tale certificazione una volta entrati nei loro istituti. Anche i genitori degli studenti dovranno essere muniti di GreenPass per accedere all’ambiente scolastico.
  • Soltanto chi è in possesso della Certificazione di Esenzione dalla Vaccinazione non è tenuto ad effettuare tamponi per accedere all’ambiente scolastico.
  • L’utilizzo della mascherina è previsto per le attività scolastiche, fatta eccezione per le attività sportive e
    per gli studenti con età inferiore ai 6 anni, indipendentemente dalla distanza interpersonale, rispetto alla
    quale la misura di almeno un metro è comunque raccomandata.
  • Al momento non è prevista alcuna deroga per gli studenti, che abbiano completato il ciclo vaccinale o che
    abbiano certificato di guarigione in corso di validità, per evitare l’utilizzo della mascherina all’interno della scuola
    . All’esterno è consentito non utilizzare la mascherina, rispettando sempre le distanze di sicurezza.
  • Disinfettare periodicamente le mani con gel igienizzante, o lavarle con acqua e sapone secondo le buone prassi suggerite dagli organi competenti.
  • L’accesso agli edifici scolastici e alle loro pertinenze è vietato in presenza di febbre oltre 37.5°C, altri sintomi influenzali riconducibili a Covid-19 o contatti con persone rivelatesi positive a Covid-19.

E la DAD che fine ha fatto? Il Ministro Bianchi ha riferito che la didattica a distanza appartiene ormai al passato. Il suo obiettivo è quello di favorire la DDI, ovvero la didattica digitale integrata: non ha rivelato come funzionerà esattamente, ma potrà servire per la condivisione di materiale tra studenti e insegnanti o per la realizzazione di progetti scolastici interattivi, nella speranza che non venga impiegata come supplemento alle ore di lezione in presenza già predisposte.

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L’opinione degli studenti tra nuove misure di sicurezza e incertezza sul futuro

Cominciamo proprio con la sottoscritta, liceale in provincia di Biella alle prese con il suo primo ultimo giorno.

Come ho appena detto quello di oggi é stato il mio primo ultimo giorno di scuola: ormai frequento la 5ª superiore, ma quando é iniziata la pandemia dovevo ancora terminare il mio terzo anno.

Per illustrare al meglio le norme di sicurezza da adottare a causa di Covid-19 la mia scuola ha predisposto un corso di formazione in tema all’argomento. La rilevazione della temperatura da questo anno sarà di nostra competenza e tutti dobbiamo indossare la mascherina.

Sono molto scettica sul permesso di rimuovere la mascherina durante le ore di scienze motorie con l’obbligo di almeno due metri di distanza: la nostra palestra non é molto grande e sarà condivisa da due classi. Inoltre, non ci sarà nessuna possibilità di usufruire degli spogliatoi per rispettare le norme di sicurezza, creando comunque non pochi disagi a tutti gli studenti.

Sono d’accordo riguardo alla predisposizione dell’obbligo vaccinale per gli insegnanti e non nego che sarei più serena all’idea che anche tutti gli studenti avessero aderito alla campagna vaccinale, anche se preferirei lo facessero di loro spontanea iniziativa.

L’orario non é ancora rientrato nella norma a causa di alcuni problemi con il sistema dei trasporti: per adattare l’ora di uscita degli studenti con quello dell’arrivo degli autobus non é stato possibile ripristinare l’orario precedente.

Inoltre, posso capire l’impossibilità di spostarsi per i corridoi durante l’intervallo, salvo per accedere ai servizi o per raggiungere i distributori, ma trovo assurdo non poter camminare per l’aula, scambiando almeno qualche parola con i miei compagni, sempre muniti di mascherina. Mangiucchiare qualcosa seduti al proprio banco in 10 minuti scarsi non é esattamente in linea con il mio concetto di “riprendiamo a socializzare”.

A parlare ancora una studentessa della provincia di Biella: “Senza ombra di dubbio uno dei problemi più contraddittori è il fatto che a scuola si possa praticare educazione fisica (materia che sicuramente è mancata agli alunni durante questo periodo di pandemia) in quanto nelle palestre può accedere solamente chi è in possesso del Green Pass“.

Possiamo praticare ginnastica senza obbligo di mascherina (perché giustamente si sta svolgendo un’attività fisica) con la consapevolezza che sarà difficile mantenere sempre la distanza di sicurezza: é un problema non indifferente! Perché le palestre devono perdere iscritti, ma a scuola si può continuare a praticare attività fisica, anche al chiuso?“.

Un altro problema è forse il fatto che ci venga chiesto solo ora di seguire un corso sulle misure di sicurezza anti-Covid. Dopo due anni forse è un po’ tardi, ma meglio che tardi mai!“.

Per il resto da questa esperienza di primo giorno mi sembra tutto andare bene, forse l’unico problema resta la distanza fra i banchi“.

Sempre dalla provincia di Biella: “Tutto sommato la scuola ha gestito bene questo rientro. Era stato comunicato che non si potesse entrare prima delle 7:45, ma alla fine ci hanno lasciato entrare già per le 7:30 per non creare assembramenti inutili. Non ci sono state perdite di tempo tra misurazioni di temperature e consegna di mascherine ridicole“.

Credo sia giusto che gli insegnanti si vaccinino: hanno molte classi e vengono a contatto con molte più persone di noi“.

Preferirei che tutti gli studenti fossero vaccinati per permettere in un futuro prossimo di tornare a respirare senza mascherina e di fare viaggi d’istruzione“.

Altra esperienza dalla zona del biellese: “Come primo giorno ho notato qualche differenza rispetto alla situazione in cui avevamo lasciato la scuola lo scorso anno: in primis non mi è stata misurata la temperatura (non so se è dovuto al fatto che sono arrivato in ritardo) e non sono state consegnate le mascherine di ricambio“.

Trovo abbastanza assurdo il fatto che vi sia obbligo di Green Pass per il personale scolastico e non per gli alunni che hanno il medesimo, se non maggiore, rischio di contagiare altre persone“.

La situazione di distanziamento all’interno delle aule è quella più attuabile in linea con la realtà pratica, tenendo conto delle dimensioni delle diverse stanze, sicuramente non è il modo più sicuro di tornare a scuola, ma è quello più fattibile“.

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Fonte: Open

Un’altra opinione giunge invece dalle prossimità di Varese: “Non penso che per noi studenti verrà mai inserito il Green Pass obbligatorio come per gli universitari, ma io sarei totalmente a favore di questa scelta: permetterebbe di evitare un ritorno in DAD al primo caso di positività in una classe“.

In questo primo giorno le norme di sicurezza sono state illustrate, ma molte non sono state messe in pratica. Attualmente siamo al 100% in presenza, ma raramente tutti gli studenti sono presenti nell’edificio agli stessi orari“.

Biella, senza aula a causa dell’amianto: smistati per la città e di nuovo in DAD

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Fonte: La Stampa

Nella città di Biella il liceo G. & S. Sella non ha potuto riaprire le sue porte per il rientro a scuola, ma la colpa non é dalla pandemia.

L’edificio rimarrà chiuso almeno per altri cinque mesi in seguito alla scoperta di alcune tracce di fibre di amianto nella pavimentazione di alcune aule. Sono iniziati i lavori di messa in sicurezza dello stabile, ma attualmente non é stata trovata una sistemazione in aula per tutte le classi dell’istituto. Si parla di più di 1000 studenti tornati alla tanto ripudiata DAD con un sistema a rotazione: alcuni hanno seguito questo primo giorno da casa, davanti a quell’ormai odiato schermo, altri da biblioteche o altre aree messe a disposizione dal comune.

Sono le parole di questa studentessa che dovrebbero colpirci: “Quando mi sono svegliata questa mattina ho avuto una sensazione che non è facile da spiegare. Appena ho scoperto che la mia scuola sarebbe rimasta chiusa ero molto amareggiata“.

Oggi abbiamo ricominciato a distanza, ma l’amarezza era già scomparsa, ero ormai rassegnata al fatto che per altri due mesi si ripeterà la stessa situazione dell’anno scorso“.

Mi sono anche confrontata con una mia compagna parlando proprio di come questo giorno mi abbia riportata di nuovo a sentirmi come se fossimo ancora prigionieri dell’anno precedente, mi è sembrato di essere bloccata in un loop, anche se era il primo giorno e le lezioni sono state diverse da quelle predisposte durante il corso dei precedenti anni scolastici“.

Io non sono riuscita a seguire praticamente nessuna lezione, mi sono seduta davanti al computer, ma mi entrava tutto da un orecchio e mi usciva dall’altro“.

Ho cercato di impormi un minimo di organizzazione e di fare mente locale per l’inizio del nuovo anno, ma la mia voglia e costanza è nettamente calata. È solo il primo giorno di scuola, ma mi sento già stanca“.

Autore

  • Giulia, Giu per chiunque, 17 anni, studentessa e fonte di stress a tempo pieno. Adoro scrivere, conoscere e imparare. Instagram: @/xoxgiu

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