Russia, la Duma di Stato ha minacciato la Polonia: “primo posto nella coda per la denazificazione”

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Se la prima volta che la Russia ha minacciato la Polonia lo ha fatto in modo molto velato (ma neanche poi così tanto), questa volta il deputato della Duma di Stato non si è fatto troppi problemi a dire che, dopo l’Ucraina, «la Polonia incoraggia a metterla al primo posto nella coda per la denazificazione». Lo ha scritto Morozov sul suo canale Telegram e la notizia è stata condivisa dall’agenzia russa RIA Novosti.

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Russian President Vladimir Putin, right, listens to Prime Minister Dmitry Medvedev during the State Council meeting on the agricultural policy at the Kremlin in Moscow, Russia, Thursday, Dec. 26, 2019. (Yekaterina Shtukina, Sputnik, Government Pool Photo via AP)

La prima minaccia fu fatta dall’ex Presidente ed ex Premier Dmitry Medvedev, che firmò un articolo in lingua russa, polacca e inglese in cui paragona la missione a Kiev del Premier polacco «al viaggio di Lenin sul vagone piombato pagato dai tedeschi». Soprattutto, però, definì la «propaganda polacca» come la «più maligna, volgare e stridula» per quanto riguarda la critica alla Federazione Russia.

Disse che la Polonia è guidata non per il benessere dei cittadini ma per gli interessi del «sovrano» americano e per la loro «russofobia patologica». Attribuisce questo comportamento ai «dolori fantasma» della Polonia dopo la perdita del «grande impero della Confederazione polacco-lituana» e l’espulsione degli «occupanti polacchi dal Cremlino». E ritiene anche ingrata l’élite polacca in quanto la Russia ha liberato la Polonia dall’occupazione fascista.

Secondo il politico russo, i polacchi starebbero cercando di dimenticare «i soldati sovietici che sconfissero il fascismo, espulsero gli occupanti dalle città polacche e impedirono loro di far saltare in aria Cracovia, liberarono i prigionieri di Auschwitz e Majdane». Continua: «Ma l’occupazione fascista è apertamente equiparata a «sovietica». È difficile pensare a una retorica più ingannevole e disgustosa, ma i polacchi ci sono riusciti». Non solo, però! Descrisse i polacchi come «una comunità di imbecilli politici» e i suoi politici come «vassalli inetti» di Washington con «evidenti segni di demenza senile».

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La minaccia alla Polonia di Oleg Morozov

Questa volta, però, la minaccia e la critica è molto meno velata, ma è sempre mirata a sminuire e spaventare per le dichiarazioni che i politici e i cittadini polacchi fanno sulla Russia. È divenuto infatti virale il video in cui l’ambasciatore russo Sergey Andreev stava cercando di deporre una corona di fiori nel cimitero dei soldati sovietici a Varsavia in occasione della Giornata della Vittoria russa, ma dei manifestanti si sono radunati con indosso delle lenzuola bianche imbrattate, simbolo delle vittime ucraine e, soprattutto, che hanno versato della vernice rossa su tutto il suo volto.

Ma non solo. Il premier polacco, Mateusz Morawiecki, aveva attaccato molto duramente la Russia in un articolo scritto per il Telegraph, in cui ha scritto che «Vladimir Putin ha presentato ancora una volta al mondo la mitologia della vittoria russa sul nazismo. Ha ignorato però il fatto che mentre l’Armata Rossa ha sconfitto la Germania nazista, ha anche portato la schiavitù a molte nazioni. L’Occidente ha scelto di scendere a compromessi con Stalin, sapendo che si trattava di un patto con il diavolo. Il prezzo di questo patto è stato pagato da tutta l’Europa centrale e orientale».

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In particolare, però, quello che sembra aver dato fastidio ai russi, è il paragone del loro paese a un «cancro che rappresenta una minaccia mortale per l’intera Europa» e che, per l’opinione di Morawiecki, andrebbe «sradicato». In tutta risposta, il presidente del Comitato per il controllo della Duma russa ha detto che «con le sue dichiarazioni sulla Russia come “tumore canceroso” e sull’indennità che dovremmo pagare all’Ucraina, la Polonia ci incoraggia a metterla al primo posto nella lista per la denazificazione dopo l’Ucraina».

La Polonia, ricordiamolo, è membro della NATO, per cui se dovesse essere attaccata dalla Russia, entreremmo ufficialmente in una terza guerra mondiale. Tra l’altro, Putin non ha dato alcuna informazione su un attacco alla Polonia, ma a marzo il viceministro degli Esteri polacco Pawel Jablonski disse in un’intervista ad Al Jazeera che è una «certezza assoluta» che vorrebbe attaccarla, ma «siamo anche abbastanza certi che non lo farà ora perché è troppo occupato con ciò che sta accadendo in Ucraina».

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