Olga Misik, la 17enne che leggeva la Costituzione in Russia, condannata a 2 anni e 2 mesi di “restrizioni della libertà”


Ricorderete sicuramente Olga Misik come la ragazzina di 17 anni moscovita che nel luglio del 2019 divenne il simbolo delle proteste pacifiche contro la dittatura di Putin. La ragazza si era semplicemente seduta per terra e aveva cominciato a leggere la Costituzione russa davanti a dei poliziotti, durante una delle manifestazioni indette per protestare contro l’esclusione dei candidati indipendenti dalle elezioni municipali. Oggi, il simbolo delle proteste, è stata condannata a due anni e due mesi di misure restrittive della libertà. Da nove mesi la oggi 19enne era anche ai domiciliari.

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Fonte: Twitter

«Mia madre è preoccupata per la mia attività, lei crede alla propaganda che le propinano in tv, e mio padre è un fan sfegatato di Putin. Non fa che dirmi ‘tu non hai vissuto nel caos degli anni Novanta’ ma la Costituzione non deve sembrare una raccolta di barzellette e il programma del governo non deve essere desunto dai romanzi di George Orwell», aveva scritto Olga Misik nel 2019 sui social, spiegando le sue azioni e soprattutto il suo amore nei confronti della Costituzione, che lei ha utilizzato come arma contro l’ignoranza.

«Vogliamo una Russia libera, nella quale non avvengano azioni illegali. Nessuno deve avere paura della polizia e dei tribunali», aveva scritto. Durante la manifestazione, Olga Misik aveva letto ai poliziotti gli articoli 3, 27 e 31, che prevedono rispettivamente: il popolo come principale fonte del potere, la libertà di parola e di assemblea, proprio per cercare di far comprendere ai poliziotti davanti a sé che non stava violando alcuna legge. Ma, purtroppo, non è servito a nulla.

Olga Misik oggi: condannata a due anni e due mesi

È stata condannata a due anni e due mesi di arresti domiciliari, accusata di vandalismo. Insieme a lei anche Ivan Vorobyevsky e Igor Basharimov, entrambi presenti alle manifestazioni pro-Navalny e entrambi, insieme a Olga Misik, ritenuti colpevoli di aver vandalizzato, nell’agosto del 2020, l’ufficio esterno del procuratore generale di Mosca, affliggendo un manifesto a sostegno dei prigionieri politici e degli attivisti di Nuova Grandezza. E la 19enne non lo ha mai negato.

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Fonte: Twitter

Questo gesto le costò i domiciliari, ma ieri, poi, ha annunciato su Twitter la condanna a 2 anni e 2 mesi di domiciliari, con il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 6 del mattino. I suoi colleghi invece sono stati condannati per un anno e nove mesi e il divieto di non uscire dalle 23 alle 5 del mattino. Ma Olga Misik non è sorpresa, infatti già in passato aveva dichiarato: «In Russia la giustizia non esiste, il giudice si schiererà con il pm: la Russia non vuole cittadini che hanno opinioni».

Insieme alla limitazione alla libertà, sarà addebitato a tutti loro un danno di 3500 rubli, circa 40 euro, per i lavori di riparazione che sono stati svolti il 9 agosto per dipingere nuovamente il muro. Tuttavia, il documento utilizzato come prova si riferiva a una norma dell’Edilizia pubblicata tre mesi dopo, per cui, in un’intervista a Repubblica, Olga Misik disse: «o l’Ufficio del procuratore generale ha falsificato le prove o ha inventato la macchina del tempo».

Il suo intervento al tribunale

Durante il suo «ultimo intervento» al tribunale, Olga Misik ha ridato speranza al futuro della Russia. Julij Rybakov, artista pietroburghese, lo ha commentato proprio così: «con ragazzi come Olga, la Russia ha un futuro». E io vorrei davvero che tutti leggiate alcuni estratti del discorso divenuto in pochissimo tempo virale sui social (ma comprendo che non tutti conoscono il russo, per cui lo incolliamo tradotto in italiano da la Repubblica).

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Fonte: Twitter

La paura

«La gente mi chiedeva spesso se ho paura. Più spesso all’estero che in Russia, perché gli stranieri non sono consapevoli della specificità della nostra realtà, non conoscono i cellulari di polizia neri, i fermi e le reclusioni senza ragione né motivo. Non sanno che assorbiamo la sensazione di disperazione con il latte materno. E che questa stessa sensazione di disperazione atrofizza tutte le manifestazioni della paura, infettandoci con l’impotenza appresa. Che senso ha avere paura se il tuo futuro non dipende da te?

Non ho mai avuto paura. Ho provato desolazione, impotenza, disperazione, smarrimento, ansia, frustrazione, esaurimento, ma né la politica né l’attivismo mi hanno mai infettato con una sensazione di paura. Non avevo paura quando banditi armati della polizia si precipitarono a mia casa di notte e mi minacciarono con la prigione. Volevano spaventarmi, ma non avevo paura. Scherzavo e ridevo perché sapevo che se avessi smesso di sorridere avrei perso.»

Olga Misik

«Qualcuno dice che è impossibile avere paura quando sai di aver ragione. Ma la Russia ci insegna ad avere sempre paura. È un Paese che cerca di ucciderci ogni giorno. E se sei fuori dal sistema, allora è come se fossi già morto.»

Olga Misik

«Ovviamente, ho partecipato a quest’azione di protesta. Non me ne pento e inoltre sono orgogliosa della mia azione. Davvero non avevo altra scelta. Dovevo fare tutto ciò che era in mio potere e quindi non ho alcun diritto di pentirmene. E se avessi l’opportunità di tornare indietro nel tempo, rifarei tutto da capo.

Se pure venissi minacciata di pena di morte, rifarei tutto da capo. Lo rifarei più e più volte fino a quando non riuscissi a influenzare qualcosa. Dicono che ripetere le stesse azioni prevedendo risultati diversi sia una follia.»

Olga Misik

«Quindi la speranza è follia. Ma interrompere le azioni che ritieni giuste quando tutti gli altri intorno a te pensano che siano inutili vorrebbe dire avere appreso l’impotenza. Preferisco essere pazzo ai vostri occhi piuttosto che essere impotente ai miei.»

Olga Misik

Il regime fascista

«Non riconoscere la mia partecipazione nell’azione non sarebbe solo andare contro i miei principi. Annullerebbe tutti i miei sforzi, tutta la paura e la sofferenza, tutti i risultati, tutto il mio dolore e la mia rabbia. Non posso permettermi la spregiudicatezza con cui convivono il nostro investigatore e procuratore. […] Disprezzo anche la nostra giovane procuratrice, troppo giovane per l’ipocrisia e le bugie. È impossibile non disprezzarvi e non capisco come non disprezzi se stessa, come faccia a guardare i suoi cari negli occhi.»

Olga Misik

«Dall’interno, un regime fascista non sembra mai fascista. Sembra che ci sia una censura meschina, una sorta di repressione mirata che non vi riguarderanno mai. Ma l’imputata qui oggi non sono io. Oggi lei decidi non il mio, ma il suo destino, e ha ancora la possibilità di scegliere di stare dalla parte giusta.

Perché non può più illudersi. Sa che cosa sta succedendo qui. Sa come si chiama. E sa che c’è il bene e il male, la libertà e il fascismo, l’amore e l’odio. E negare l’esistenza degli opposti sarebbe il più grande inganno. E quelli che ora hanno scelto di stare dalla parte del male hanno prenotato in anticipo i loro posti al banco degli imputati. L’Aja attende tutti coloro che sono sospettati di questa illegalità.

Non prometto che vinceremo domani, dopodomani, tra un anno o dieci anni. Ma un giorno vinceremo, perché l’amore e la giovinezza vincono sempre. Non prometto che vivrò fino a questo momento, ma spero davvero che vivrete per vederlo.»

Olga Misik

«Perché dal momento in cui ho preso in mano la Costituzione, il mio futuro aveva già una conclusione scontata e l’ho accettata con coraggio. Ho fatto la scelta giusta e la scelta giusta in uno stato totalitario comporta sempre conseguenze disastrose. Ho sempre saputo che sarei stata sbattuta dentro e quando… era solo questione di tempo.»

Olga Misik

«Il mio processo è molto simile a quello di Sophie Scholl e la Russia di oggi è molto simile alla Germania nazista. Anche di fronte alla ghigliottina, Sophie non ha rinunciato alle sue convinzioni e il suo esempio mi ha spinto a non accettare la chiusura del caso. Sophie Scholl è la personificazione della giovinezza, della sincerità e della libertà, e spero davvero che anche in questo io sia come lei.»

Olga Misik

La luce

«Albus Silente ha detto durante la guerra: “La felicità può essere trovata anche nei tempi più bui, se ti ricordi… di rivolgerti alla luce”.

Le ultime parole di Sophie Scholl prima della sua esecuzione furono: “Il sole splende ancora!”.

Il sole splende ancora davvero. Non era visibile attraverso la finestra della camera detentiva, ma ho sempre saputo che era lì. E se ora, in tempi così bui, riusciremo a rivolgerci a questa luce – beh, forse questo non è molto, ma forse  aiuterà un po’ ad avvicinare la nostra vittoria.»

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